Auto con targa estera: in Italia va cambiata entro 12 mesi

07/04/2018

Auto con targa estera: in Italia va cambiata entro 12 mesi

Capita sempre più spesso che cittadini residenti sul territorio nazionale utilizzino vetture con targa straniera. Per questi automobilisti esistono dei limiti temporali entro i quali è permesso circolare in Italia, oltre a un iter burocratico da seguire per rendere legittimo l’utilizzo del mezzo.

Per quanto tempo si può circolare con la targa straniera?

La normativa di riferimento è l’articolo 132 del Codice della Strada, che consente a un veicolo immatricolato all’estero di viaggiare sul suolo italiano per un periodo massimo di 12 mesi. Dal 2015 la legge che tutela tale esercizio è stata resa più rigida, prevedendo anche il ritiro della carta di circolazione del mezzo qualora lo stesso non sia regolarmente registrato alla Motorizzazione Civile. Come già anticipato è presente una procedura per mettere in regola la vettura acquistata fuori dal territorio nazionale, vale a dire una nuova immatricolazione che permetterà di conseguire una targa italiana. 

A chi rivolgersi per la reimmatricolazione?

Per registrare in Italia una vettura proveniente da un Paese estero, il proprietario può rivolgersi alla Motorizzazione Civile. La procedura prevede che venga effettuata una verifica preliminare del mezzo, dove vengono esaminati tutti i documenti relativi alle caratteristiche tecniche dell’automobile e agli adempimenti Iva. Una volta effettuato il controllo, sarà rilasciata la carta di circolazione, con cui si potrà eseguire entro 60 giorni l'iscrizione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Per la registrazione al Pubblico Registro serviranno ulteriori documenti, tra i quali il certificato di conformità europeo con omologazione italiana, la dichiarazione di proprietà con firma autenticata, l’atto di vendita con firma autenticata da un notaio e la fotocopia del documento d'identità dell'acquirente.

Una procedura alternativa è quella di presentarsi allo Sportello Telematico dell'Automobilista, una prassi che può essere seguita solo se l’auto arriva da un Paese che fa parte dell'Unione Europea.

Chi sfugge ai controlli

A utilizzare i veicoli con targa estera non sono solo persone che si sono trasferite stabilmente sul territorio nazionale, ma anche italiani che vogliono sottrarsi ai controlli sulle infrazioni stradali e sul versamento del bollo (quest’ultimo soprattutto su auto particolarmente potenti). Un ulteriore vantaggio è anche quello di poter usufruire di tariffe assicurative particolarmente basse: in particolare le compagnie dell’Est, in caso di sinistro sul territorio nazionale, risarciscono i danni solo in parte, lasciando il resto a carico dell’Ufficio Centrale Italiano (UCI) – una notizia riportata nella news "Targa estera: niente sanzioni per l’auto senza assicurazione". 

Il Ministero dell’Interno sottolinea quanto confermato dall’UCI, ovvero che per le auto immatricolate in uno dei Paesi indicati nel decreto ministeriale numero 86 del 2008 vige il principio della cosiddetta copertura presuntiva. Dunque, una normativa che rischia di incentivare chi vuole eludere gli obblighi di legge.

Risparmiare sull’assicurazione italiana? Ecco come fare

Una volta che l’auto sarà in regola con la targa italiana si dovrà pensare a sottoscrivere una nuova polizza assicurativa. Ricordiamo che per risparmiare sui costi dell’RC Auto, basta fare una simulazione su Segugio.it, il portale che permette di confrontare le migliori assicurazioni sul mercato.

Una simulazione-tipo può prevedere ad esempio di voler assicurare una BMW X5 xDrive25d (vettura acquistata da un imprenditore 40enne di Napoli, seconda classe di merito, percorrenza media di 30 mila chilometri in 12 mesi, zero sinistri negli ultimi 5 anni) appena immatricolata. Al 26 di marzo la miglior tariffa risulta essere quella di Italiana Assicurazioni, 891,72 euro, che applica una formula di guida esperta (riservata ai patentati con età maggiore di 26 anni). Nel caso in cui il veicolo sia guidato da persona in stato di ebbrezza, Italiana Assicurazioni rinuncia totalmente alla rivalsa, così come in caso di trasporto di persone non conforme alle disposizioni vigenti.

A cura di: Paola Campanelli

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