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Revisione auto: quanto costa e quali scadenze nel 2021

La revisione dell'auto deve essere eseguita dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e, successivamente, ogni due. I costi per effettuarla sono variabili, a seconda che l'automobilista si rivolga alla Motorizzazione o ad un centro privato: da quest'anno, però, la spesa aumenta di 9,95 euro.

Pubblicato il 04/02/2021

Le automobili possono circolare sulle strade italiane solo se sono in regola con la revisione periodica (o collaudo), un controllo che permette di verificare la piena efficienza del veicolo.

La revisione prevede che la vettura sia sottoposta a controlli identificativi, in cui vengono verificate targa e numero di telaio tramite la carta di circolazione, e a differenti test, per accertarne lo stato generale.

In particolare, per valutare le condizioni del mezzo vengono controllati:

  • l'impianto frenante;
  • la carrozzeria;
  • l'impianto elettrico;
  • gli pneumatici;
  • i gas di scarico (collegando al tubo di scappamento un analizzatore che valuta il livello di emissioni).

Se il veicolo supera i controlli viene rilasciata un'etichetta adesiva, da applicare sul libretto, con la dicitura "regolare". L'etichetta annota anche il numero di chilometri percorsi dall’auto, una procedura che ha il fine di evitare la manomissione di questo valore.

Se invece la vettura presenta dei problemi viene registrato l’esito "ripetere" o "sospendere". Il primo caso riguarda i difetti meno gravi, con l’auto che potrà circolare solo per 30 giorni e fino alla successiva revisione da effettuare presso la stessa officina; l'esito sospendere riguarda invece difetti che compromettono la sicurezza dell’auto, che può essere utilizzata solo per recarsi ad un'officina, per eseguire gli interventi di ripristino, e per tornare presso il centro di revisione.

Scadenza revisione auto

Il collaudo è obbligatorio dopo quattro anni dalla prima immatricolazione dell’auto ed entro il mese di rilascio della carta di circolazione. Successivamente, la revisione deve essere eseguita ogni due anni, ma entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l'ultima verifica. Dunque, quest’anno devono essere sottoposte ad ispezione le auto immatricolate nel 2017 e quelle che hanno sostenuto l'ultimo controllo nel 2019.

Ricordiamo però che lo stato di emergenza, causato dalla pandemia da coronavirus, ha portato al rinvio delle revisioni da eseguire a fine 2020. In particolare, le revisioni scadute tra il primo ottobre e il 31 dicembre 2020 sono state prorogate fino al 28 febbraio 2021.

Costo revisione auto: cosa cambia da quest'anno

Nei prossimi giorni entrerà in vigore l’aumento della tariffa da pagare per il collaudo. L’incremento sarà di 9,95 euro: per la sua applicazione servirà attendere un apposito decreto del Ministero dei trasporti, di concerto con il Ministero dell’economia.

Dunque, gli automobilisti pagheranno 54,95 euro se faranno la revisione presso le officine della Motorizzazione Civile (contro i 45 euro ancora in vigore) o 76,75 euro se la effettueranno presso un Centro privato autorizzato (adesso è di 66,8 euro).

Tuttavia, è previsto un buono “veicoli sicuri”, che consente agli automobilisti di essere esentati dall’aumento alla prima revisione effettuata entro tre anni. Il bonus sarà valido solo una sola volta e per un solo veicolo.

Revisione scaduta: quali sanzioni?

Qualora il controllo delle forze dell’ordine dovesse accertare la mancata revisione, si rischia una multa che varia dai 159,00 ai 639,00 euro. Inoltre, il veicolo viene sospeso dalla circolazione fino al sostenimento dell’esame (con esito positivo), mentre se l'infrazione è accertata in autostrada viene applicata anche la sanzione accessoria del fermo amministrativo.

Ricordiamo ancora una volta che circolare con un mezzo non revisionato può portare a problemi nel caso in cui l'automobilista si renda responsabile di un incidente. In questo caso il diritto al risarcimento ai danneggiati viene comunque garantito, ma l’assicurato responsabile rischia di vedersi applicare la rivalsa, ossia la possibilità per la compagnia di chiedere la restituzione delle somme pagate a titolo di indennizzo.

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A cura di: Enrico Campanelli
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