⏰ In 30 secondi:
- Milano annulla le multe sulla corsia filoviaria 90/91 durante le Olimpiadi;
- Segnaletica inadeguata ha ingenerato buona fede nei trasgressori;
- Chi ha già pagato può chiedere rimborso sul sito di Palazzo Marino.
La misura riguardava il transito nella corsia filoviaria 90/91: divieto temporaneo e segnaletica inadeguata hanno ingannato molti conducenti di due ruote. Palazzo Marino ha riconosciuto l'errore, attivando rimborsi rapidi per i pagamenti già effettuati.
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Il Comune di Milano ha deciso di cancellare migliaia di verbali comminati a motociclisti, ciclomotoristi e ciclisti per aver percorso la corsia riservata alla filoviaria 90/91 dal 2 febbraio al 18 marzo scorsi. Si trattava di una misura eccezionale, in vigore per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Questa restrizione mirava a garantire fluidità ai mezzi pubblici e sicurezza logistica per l'evento sportivo, in un periodo di traffico intensificato dalla presenza di atleti, spettatori e operazioni organizzative.
Il divieto ha generato numerose violazioni, culminate in un flusso di multe inviate agli utenti. Nei giorni successivi all'invio dei verbali, un'ondata di segnalazioni ha invaso gli uffici comunali: cittadini e Associazioni lamentavano una segnaletica inadeguata, modificata con semplici nastri adesivi sugli stalli esistenti, che non rendeva chiaro il divieto per le due ruote. La confusione derivava da una consuetudine consolidata di utilizzare quel tratto, rendendo difficile per i conducenti percepire la novità normativa in mezzo al caos olimpico.
Palazzo Marino ha riconosciuto il problema, ammettendo che le modalità di alterazione della segnaletica hanno creato equivoci diffusi, spingendo molti a transitare in buona fede senza rendersi conto della violazione.
In una nota ufficiale, l'Amministrazione ha invocato il principio di buona fede: quando elementi oggettivi ingenerano nel trasgressore la convinzione della legittimità della propria azione, la responsabilità amministrativa decade. Per evitare contenziosi prolungati e tutelare l'interesse pubblico, il Comune ha optato per l'annullamento automatico di tutte le sanzioni elevate in quel periodo.
Per chi ha già versato le multe entro i termini di legge, il Comune ha attivato una procedura di rimborso semplice e diretta: gli interessati devono presentare un'istanza specifica consultando la pagina dedicata sul sito ufficiale di Palazzo Marino. I rimborsi saranno gestiti con rapidità, evitando ulteriori oneri burocratici per gli utenti già penalizzati dall'episodio.
Questa misura completa il gesto riparatorio, restituendo liquidità a chi ha agito tempestivamente senza attendere esiti incerti, e rafforza la fiducia nei meccanismi amministrativi cittadini.
L'episodio evidenzia le sfide della gestione del traffico durante grandi eventi: segnaletica chiara e comunicazioni preventive sono essenziali per evitare sanzioni ingiuste. Milano, laboratorio di mobilità sostenibile, trae lezione per futuri appuntamenti, puntando a integrazioni digitali per avvisi in tempo reale via app e pannelli variabili.
Il Comune di Milano si confronta anche con un fenomeno preoccupante: l'aumento dell'evasione assicurativa, che colpisce circa il 7,2% dei veicoli in circolazione nella città metropolitana, parte di un totale nazionale stimato in quasi tre milioni di auto, che generano danni al sistema assicurativo per un miliardo di euro in premi mancanti e 280 milioni di euro persi per le casse pubbliche.
Ricordiamo che circolare con un mezzo senza assicurazione espone a rischi gravi: per il trasgressore c'è il sequestro immediato del veicolo e una sanzione amministrativa compresa tra 866 e 3.464 euro.
Per evitare tali problemi e trovare la polizza più conveniente, basta affidarsi al comparatore di Segugio.it, che consente di confrontare le offerte di assicurazione auto proposte dai partner assicurativi, garantendo copertura legale senza sorprese e risparmi significativi sui premi annuali.
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Gli incentivi per auto elettriche, ibride plug-in e idrogeno potrebbero essere concessi solo ai modelli con almeno il 70% dei componenti fabbricati in Unione Europea. La proposta arriva dalla Commissione europea: mira a tutelare l'industria automobilistica locale dalla concorrenza cinese.
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