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Targhe straniere: in arrivo le nuove norme per circolare in Italia

Pubblicato il 19/11/2018

Novità in tema di circolazione dei veicoli sul territorio nazionale, con il maxiemendamento al “decreto sicurezza” approvato gli scorsi giorni al Senato che contiene un freno all’utilizzo delle targhe straniere per i residenti in Italia.

La prassi sempre più frequente delle auto immatricolate all’estero viene utilizzata dagli automobilisti per godere di una serie di vantaggi, come il mancato versamento del bollo, il pagamento ridotto dell’RC Auto, la mancata notifica di multe e la sottrazione del veicolo ai controlli del Fisco italiano.

Cosa cambia? 

Il provvedimento, che deve ancora ricevere il via libera dalla Camera, prevede la modifica degli articoli 93 e 132 del Codice della Strada. Nel primo viene inserito il divieto di circolare con un veicolo immatricolato all’estero a chi abbia la residenza sul territorio italiano da oltre 60 giorni.

Il secondo articolo stabilisce invece delle eccezioni: il mezzo con targa straniera potrà essere utilizzato liberamente solo se è stato concesso in leasing o a titolo di noleggio al soggetto fermato alla guida, una circostanza che deve essere provata da un documento completo di data certa, firma dell’intestatario, titolo e durata della disponibilità. In più tale documento, da tenere obbligatoriamente a bordo del mezzo, dovrà certificare che la società concedente non ha sede secondaria o effettiva in Italia. La stessa prassi sarà adottata per il comodato d’uso che un’impresa dell’UE o SEE può concedere a un proprio lavoratore.

Le sanzioni per i trasgressori

Gli automobilisti non autorizzati a circolare con targa estera saranno soggetti a una sanzione amministrativa il cui importo potrà arrivare fino a 2.848 euro. Previsto anche il sequestro della carta di circolazione e il trasporto del veicolo in un luogo chiuso al pubblico passaggio: dopo 180 giorni dalla violazione, in assenza di immatricolazione italiana o richiesta del foglio di via, l’auto sarà confiscata. Chi invece ha un mezzo in comodato ma non ha a bordo il documento che ne attesta la disponibilità, dovrà pagare una multa compresa tra i 250 e i 1.000 euro, oltre a dover esibire lo stesso documento alle Autorità entro 30 giorni.

Soddisfazione da parte dell’ACI

“L’Automobile Club d’Italia”, commenta il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani “condivide l’intervento del Governo in materia di abuso delle targhe estere sui veicoli circolanti in Italia perché il fenomeno della cosiddetta esterovestizione, cioè l’utilizzo di targhe estere per risparmiare su bollo e assicurazione, sottraendosi di fatto alle contravvenzioni e al fisco italiano, aveva iniziato a dilagare con forte danno non solo per l’Erario, ma per tutti gli automobilisti e i cittadini”.

Il nodo della copertura RC Auto

A oggi le autorità nazionali non possono procedere a controlli sull’effettiva esistenza della polizza RC Auto di un’auto con targa straniera e, in caso di mancata assicurazione, non possono comminare sanzioni, argomento di cui ci siamo già occupati nella news “Targa estera: niente sanzioni per l’auto senza assicurazione”. A ribadirlo è una nota dello scorso 3 aprile del Ministero dell'Interno che prevede la non applicabilità delle sanzioni previste dall'articolo 193 del Codice della Strada (sulla disciplina dell’RC Auto) neanche nel caso in cui il veicolo, circolante in Italia da oltre un anno, sia sprovvisto di targa e documenti italiani.

Quanto evidenziato crea sicuramente problemi agli altri automobilisti, visto che in un eventuale incidente con un veicolo con targa straniera privo di copertura rischierebbero di non essere indennizzati.  

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A cura di: Paola Campanelli
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