logo segugio.it
Chiama gratis 800 999 555

Risarcimento danni da circolazione stradale: diritto del terzo trasportato

Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno provocato dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitarlo. La stessa norma prevede la responsabilità del proprietario dell’autoveicolo.

Pubblicato il 29/10/2021
persona che scrive codice della strada
Risarcimento danni da circolazione stradale: tutte le informazioni

In base all’art. 2054 del codice civile il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno; la stessa norma prevede la responsabilità del proprietario dell’autoveicolo, in solido con il conducente, salvo che egli dimostri che la circolazione del veicolo sia avvenuta contro la sua volontà.

Responsabilità del conducente in base al codice civile

L’obbligo risarcitorio è previsto nei confronti dei terzi, anche di coloro che, durante il sinistro, erano trasportati sul veicolo, in base al combinato disposto degli artt. 1681 c.c. e 1227 c.c.: il primo, in materia di trasporto di persone, sancisce la responsabilità del vettore per i sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

L’art. 1227 c.c., in materia di obbligazioni, disciplina il concorso di colpa tra debitore (dell’obbligazione risarcitoria) e creditore, quando questi abbia concorso a cagionare il danno con una sua condotta colposa; in tal caso il risarcimento al creditore è ridotto in proporzione della gravità della sua condotta e degli effetti derivati, mentre non è dovuto se, usando egli l’ordinaria diligenza, si sarebbero potuti evitare i danni.

I rilievi della Corte di Cassazione

Sulla base dei suddetti principi la Corte di Cassazione, con la sentenza n.14699 del 19/07/2016, ha accolto il ricorso di un soggetto il quale aveva subito danni nel corso di un sinistro, cagionato dal conducente di una vettura, sprovvisto di patente e munito di solo foglio rosa, durante una esercitazione di guida, durante la quale il ricorrente era terzo trasportato e accompagnava il suo amico conducente.

Il trasportato, sia in primo grado che in appello, aveva visto rigettata la propria domanda di risarcimento danni, in quanto ritenuto dai giudice, “assistente di guida” del conducente, come tale corresponsabile del sinistro in quanto aveva accettato di salire in macchina con un soggetto privo di patente e di assisterlo in una simulazione di guida.
La Corte di Cassazione, adita dal trasportato, ha dichiarato infondate le suddette argomentazioni, in primo luogo precisando che la figura di assistente alla guida non ha riscontro normativo, ma l’ordinamento prevede soltanto, a proposito di influenza sulla attività di guida del conducente, la figura dell’istruttore di guida, nel caso di specie non appropriata.

Cooperazione del trasportato

Ha inoltre affermato la Corte che, per giurisprudenza costante, la cooperazione del trasportato allo scaturire dell’evento dannoso dalla condotta colposa del conducente della vettura (per esempio, non allacciandosi il trasportato le cinture di sicurezza: Cass. sez. 3, 11 marzo 2004 n. 4993) comporta esclusivamente una proporzionale riduzione dell’entità del risarcimento; peraltro, la cooperazione colposa con la causazione del sinistro non può essere identificata preventivamente (ovvero quando il sinistro e’ ancora soltanto una mera eventualità) nel salire su un’auto condotta da una persona che il trasportato sa non essere in grado di fornire una guida adeguata, ma occorre un’attività del trasportato, una volta che il trasporto sia cominciato e quindi divenuto un fatto reale e attuale, la quale esplichi diretta incidenza causale sull'evento dannoso.

Ulteriore rilievo è che l’accettazione che la guida del veicolo sia effettuata da un soggetto a ciò non idoneo non può intendersi come valida rinuncia ad ogni risarcimento dei danni che potranno essere da tale guida generati, trattandosi di lesioni di diritti indisponibili; infine, nel caso di specie, alla ricorrente non è stata addebitata alcuna condotta che abbia inciso sulla guida del conducente, per cui ella risulta un mero terzo trasportato che non ha neppure cooperato colposamente ex articolo 1227 c.c. alla causazione del sinistro.

In tal modo la Suprema Corte, ribaltando la tesi dei giudici d’appello, afferma la sussistenza dell’obbligo risarcitorio nei confronti dei terzi, a prescindere dai requisiti del conducente e dalla conoscenza ed accettazione, da parte del terzo, di eventuali irregolarità nel trasporto, sempre che non vi sia stata una cooperazione colposa nella determinazione del sinistro.

A cura di: Daniela D'Agostino
Confronta le assicurazioni e risparmia Trova la polizza migliore

Articoli correlati