Smog e pericoli per la salute: la responsabilità è anche delle auto vecchie

14/02/2020

Smog e pericoli per la salute: la responsabilità è anche delle auto vecchie

L’inquinamento delle città è andato oltre ogni aspettativa e il clima secco di questo inverno ha aggravato le condizioni dell’aria. A Milano lo scorso 2 febbraio si è reso necessario il primo blocco del traffico della stagione, coscienti che a poco servirà se il meteo ci riserverà giornate soleggiate e senza pioggia.

Per chi va in moto, e peggio ancora in bicicletta, ma per chiunque frequenti le strade della città, non è un bel respirare. Ad attentare alla nostra salute una serie di pericoli che riassumiamo spesso con “polveri sottili” e “particolari”, ma che di fatto sono molto di più. Cerchiamo di riassumerle qui:

Polveri sottili

Note come PM10, sono piccolissime frazioni delle polveri da combustione che possono arrivare sino alle vie respiratorie più profonde.

Monossido di carbonio

Si forma quando la parte combustibile dei carburanti non brucia completamente. Espulso dai tubi di scappamento, è velenoso in alte concentrazioni.

Ossidi di azoto

Sono quei gas che si trasformano col sole diventando fortemente dannosi.

Piombo

Componente chimico contenuto un tempo in grande quantità nella benzina, poi ridotto notevolmente grazie alle disposizioni dettate dall’UE.

Benzene

Un idrocarburo che si insinua in maniera definitiva nel nostro organismo.

Diossine

Sono composti chimici prodotti nei processi produttivi e rilasciati nell’ambiente dalle ciminiere degli inceneritori di rifiuti in città o di rifiuti industriali.

Come proteggersi dall’inquinamento

Nei periodi in cui le concentrazioni di smog sono elevate, proteggersi con una mascherina può essere un modo per limitare i danni al nostro organismo. Occorre tuttavia che si usino protezioni di un certo tipo, perché la classica mascherina usa e getta in tessuto o carta si limita a filtrare le polveri più grosse, lasciando invece respirare quelle più sottili e insidiose.

I prodotti più corretti sono invece le mascherine FFP (“filtering facepiece particles”), efficaci anche contro le polveri più sottili e disponibili con tre livelli di filtri: il più intenso, il numero 3, è risultato molto efficace ai test, perché filtrante oltre il 95% di polveri sottili e il 99% di monossido di carbonio grazie allo strato di carbone attivo e la valvola che facilita l’evacuazione dell’aria espirata.

Zero emissioni e incentivi: perché siamo ancora così indietro

Proteggersi non risolve un problema che ha dimensioni colossali e che deve essere affrontato a partire dalle sue cause. Le nostre auto sono vecchie, e oltre un terzo del parco circolante (14 milioni di mezzi) ha più di 14 anni. Che si debba partire da qui, sono tutti d’accordo e si giustificano così le misure del Governo per incentivare l’acquisto di auto ibride ed ecologiche.

L’Ecobonus 2020

Lo Stato incentiva l’acquisto di auto green, e lo ha dimostrato con l’Ecobonus 2020 entrato in vigore il 31 marzo 2019 con la Legge di Bilancio, che vale 70 milioni di euro stanziati in tre anni per chi rottama auto o moto e acquista abbonamenti di trasporto pubblico o car sharing.

Va da sé che oltre agli incentivi quello di cui hanno bisogno le nostre città sono piste ciclabili, mezzi di trasporto ecologici, car sharing, in sostanza nuovi servizi per la mobilità urbana a prezzo accessibile per tutti. Senza dimenticare che un’auto ibrida o elettrica paga una RC Auto più bassa rispetto a quella dei veicoli con carburante tradizionale.

A livello europeo, un’altra spada di Damocle pende sulle teste dei produttori: il disegno di legge che impone alle case costruttrici di riservare - entro il 2025 - il 20% del mercato alle auto a basse emissioni o ad emissioni zero.

Di fatto, secondo un recente studio della Fondazione Caracciolo (Aci) con il CNR ed Enea, nelle regioni con Pil pro capite più basso solo un veicolo su 10 è di classe Euro 6. Si stima inoltre che nel 2030 le auto termiche rappresenteranno l’82% del parco circolante, le auto ibride il 10% e le elettriche meno del 9%.

L’Italia verso la mobilità responsabile

Gli incentivi funzionano e le intenzioni degli italiani sono buone: lo dimostra un sondaggio della società di consulenza Ernst&Young, che dice come il 50% degli italiani sia pronto a comprare un modello di auto ibrida o elettrica nei prossimi 36 mesi.

Tuttavia è necessario che gli incentivi siano subordinati alla rottamazione del mezzo vecchio, perché chi cambia auto e usufruisce dei bonus non guida un’auto vecchia. Quello che servirebbe invece è sbarazzarsi dei veicoli con più anni e questo è possibile solo riservando incentivi anche per chi, restando nell’usato, passi almeno da un Euro 3 a un Euro 5.

A cura di: Paola Campanelli

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