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Cessazione del rischio

Per cessazione del rischio si intende il caso in cui l’assicurato ritiene che non vi sia più motivo di temere il verificarsi dell’evento per cui era stato portato a stipulare la polizza assicurativa. Per questa ragione, egli può richiedere lo scioglimento del contratto alla compagnia. Tuttavia, l’assicuratore può far valere il suo diritto di ottenere il pagamento del premio assicurativo fino a quando la cessazione del rischio non gli sia comunicata.

Ad esempio, se la vettura su cui è stipulata la polizza RC Auto viene venduta, viene meno il rischio di causare danni a terzi: in questo caso il contratto di assicurazione può essere sciolto. In più, si può chiedere alla compagnia il rimborso della parte di premio pagato e non goduto.

Ricordiamo che a seguito della vendita del mezzo – e il mancato trasferimento dell’RC Auto su un altro veicolo – l’assicurato può richiedere l’annullamento della polizza. La procedura, prevista anche a seguito di rottamazione, esportazione all’estero o furto del veicolo, viene attivata presentando alla società la seguente documentazione in originale:

Una volta ricevuta l'attestazione, la società assicuratrice provvederà a chiudere il contratto di polizza con decorrenza dalla data di presentazione (o di invio) dei documenti e a rimborsare l’utente della parte di premio non goduta, al netto delle imposte e del contributo al Servizio Sanitario Nazionale.

Lo svantaggio di annullare la polizza è che l’assicurato sarà costretto, in caso di acquisto di altro veicolo, a ripartire dalla classe di merito più alta (la quattordicesima).

In alternativa si può aspettare che il contratto arrivi a scadenza. In questo modo, l’ultimo attestato di rischio conseguito conserverà la validità per un periodo massimo di 5 anni. Durante i 60 mesi sarà dunque possibile attivare un nuovo contratto assicurativo con la classe di merito indicata nell’attestato.

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