Revisione ciclomotori: procedure, scadenze e costi per il 2025
La prima revisione per i ciclomotori è obbligatoria entro quattro anni dalla prima immatricolazione, nel mese di rilascio del libretto di circolazione. Le revisioni successive devono invece essere eseguite ogni due anni, nel mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l'ultima revisione.
La revisione, prevista dall’articolo 80 del Codice della Strada, ha lo scopo di verificare la piena efficienza del veicolo e garantire la sicurezza dei suoi utilizzatori.
Si tratta di un’ispezione sulla meccanica del mezzo, da eseguire periodicamente: per i ciclomotori la revisione va sostenuta entro quattro anni dalla data della prima immatricolazione, nel mese di rilascio della carta di circolazione (o Documento Unico di Circolazione) e per i periodi successivi ogni due anni, nel mese corrispondente a quello in cui è stata eseguita l’ultima volta. Dunque, per il 2025 devono essere sottoposti a revisione i ciclomotori immatricolati nuovi nel 2021 e che hanno effettuato l’ultimo controllo nel 2023.
Gli addetti all’ispezione sono le officine private autorizzate dal Ministero dei Trasporti, con il proprietario del ciclomotore che deve pagare un importo di 79,02 euro; un’altra struttura addetta alla revisione è la Motorizzazione Civile, che prevede un costo di 45,00 euro, ma le ispezioni sono state sospese durante la pandemia da covid e non ancora riattivate.
Revisione ciclomotore: i controlli eseguiti
L’iter inizia con la verifica della carta di circolazione o del Documento Unico di Circolazione: in particolare, l’ispettore accerta che il numero di targa e di telaio corrispondano a quanto riportato sul documento.
Per quanto riguarda le verifiche vere e proprie sul mezzo, si inizia con un controllo visivo del telaio e della struttura generale del ciclomotore. A seguire, gli accertamenti riguardano:
- il corretto funzionamento dei freni, sia anteriori che posteriori, e delle sospensioni, che devono garantire la stabilità e il comfort del ciclomotore;
- lo stato degli pneumatici, che non devono presentare usura eccessiva o danni;
- il funzionamento di tutti i dispositivi di illuminazione – faro anteriore, luce posteriore e indicatori di direzione;
- il limite delle emissioni inquinanti, monitorate attraverso un computer che viene collegato a una sonda infilata nello scarico del ciclomotore.
Infine, viene effettuata la prova di velocità dinamica, in quanto la velocità del mezzo non può essere superiore ai 45 chilometri orari.
L’esito della revisione è positivo, con il veicolo che potrà continuare a circolare per i prossimi due anni, solo se il ciclomotore supera tutti controlli.
Ciclomotore con revisione scaduta: cosa prevede l’articolo 80 del Codice della Strada
È importante eseguire questo controllo entro le scadenze stabilite, poiché circolare con un ciclomotore non revisionato può comportare una sanzione amministrativa pesante. Nello specifico, il comma 14 stabilisce una sanzione amministrativa compresa tra i 173 e i 694 euro, un importo che raddoppia nel caso in cui l’ispezione venga omessa per più di una volta.
Lo stesso comma prevede che il mezzo non in regola è sospeso dalla circolazione fino all’avvenuta revisione: l’eventuale utilizzo durante il periodo di blocco porta al fermo amministrativo del ciclomotore per 90 giorni, nonché all’applicazione di un’ulteriore sanzione che può arrivare fino a 7.993 euro.
Circolare con la revisione scaduta: ci sono problemi anche con l’RC Ciclomotore?
In caso di responsabilità principale del motociclista in un sinistro stradale, la compagnia potrebbe richiedere la somma risarcita nei confronti dei terzi danneggiati – la cosiddetta azione di rivalsa. Tuttavia, diverse polizze prevedono l’opzione della rinuncia alla rivalsa per mancata revisione, una condizione che mette al riparo da eventuali ritardi nel compiere l’ispezione del mezzo.
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La revisione è un obbligo previsto dal Codice della Strada: in particolare, la prima deve essere effettuata entro quattro anni dall'immatricolazione, le successive ogni due anni. Durante la revisione vengono controllate le diverse componenti della moto (ad esempio, manubrio, pneumatici, freni) e le emissioni inquinanti.
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Per il 2026, la revisione sarà obbligatoria per tutte le automobili immatricolate nel 2022 e che hanno effettuato l’ultimo controllo nel 2024. La scadenza è indicata sul retro del documento di circolazione: ricordiamo che viaggiare con la revisione scaduta fa scattare le sanzioni previste dall’articolo 80 del Codice della Strada.