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Qual è la differenza tra motociclo e ciclomotore?

Sia che si salga in sella a una motociclo che a un ciclomotore, è necessario indossare il casco ed essere in possesso di un'assicurazione per circolare. I motocicli, a differenza dei secondi, possono circolare sulle strade a scorrimento veloce e sulle autostrade.

Pubblicato il 01/12/2021
motociclista su strada di montagna
La differenza tra motociclo e ciclomotore

Cilindrata e velocità massima. Sono questi alcuni degli aspetti che differenziano i ciclomotori dai motocicli. Si tratta di due tipologie di veicoli diverse tra loro. I ciclomotori sono detti anche "cinquantini" perché hanno una cilindrata mai superiore a 50cc e non possono viaggiare a più di 45 chilometri orari di velocità. I loro motori sono contraddistinti da una potenza più limitata.

Definizione di ciclomotore

A saltare in sella a un ciclomotre possono essere tutti coloro che hanno già spento le 14 candeline, ma devono comunque aver conseguito la patente AM. Le vecchie Piaggio Vespa, le motocross, le moto sportive da strada, i tricicli leggeri, come ad esempio il Piaggio Ape, i quadricicli leggeri con 2 posti a sedere rientrano nella categoria di ciclomotori.

La definizione di ciclomotore viene data dalla Convenzione di Vienna sul traffico stradale, secondo cui: “i termine «ciclomotore» indica ogni veicolo a due o tre ruote provvisto di un motore termico di propulsione avente cilindrata non superiore a 50 cm³ (3,05 pollici cubici) ed il cui limite di velocità, per costruzione, non supera 50 km (30 miglia) all’ora”.

Secondo il nostro Codice della Strada, per ciclomotore si intende un veicolo a motore con due o tre ruote con motore di cilindrata fino a 50 cm³ se dotato di motore termico e dalla velocità, su strada orizzontale, fino a 45 km/h. Chi viaggia in sella a un ciclomotore non può circolare sulle superstrade, sulle autostrade e sulle arterie in cui vi sono limiti di transito per specifiche classi di cilindrata.

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Chi sceglie una polizza RC ciclomotore può optare sia per la modalità di risarcimento diretto che di risarcimento ordinario in caso di sinistro. Nel primo caso l’assicurato non responsabile dell’incidente può rivolgersi direttamente alla compagnia assicurativa in modo da accelerare la procedura. Con il risarcimento ordinario, invece, il danneggiato coinvolto in un incidente stradale può richiedere l'indennizzo alla compagnia assicurativa del responsabile dell'incidente.

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Definizione di motociclo

La Convenzione di Vienna sul traffico stradale dà una definizione anche di motociclo, inteso come "ogni veicolo a due ruote, con o senza carrozzetta, provvisto di un motore di propulsione. Le Parti contraenti possono, nella loro legislazione nazionale, assimilare ai motocicli i veicoli a tre ruote la cui massa a vuoto non superi 400 kg (900 libbre)". Secondo quanto previsto dal nostro Codice della Strada il motociclo è un veicolo a due ruote destinato al trasporto di persone, in numero non superiore a due, incluso il conducente. In Italia, dunque, i sidecar non rientrano tra i motocicli.

A far parte di questa categoria ci sono invece gli scooter e le motociclette. Queste ultime hanno una cilindrata che va da un minimo di 50 cm³ a un massimo di oltre 1200 cm³. Di modelli sul mercato ve ne sono tantissimi, a seconda del tipo di uso (su strada, motocross, eccetera) e della presenza o assenza della carenatura.

In passato esistevano soltanto scooter di minore cilindrata, mentre oggi questi mezzi a due ruote sono in grado di macinare chilometri e chilometri a una certa velocità e sono caratterizzati anche da grosse cilindrate. Sia per guidare una motocicletta che uno scooter bisogna essere in possesso di una patente A. I motocicli possono circolare sulle strade a scorrimento veloce e sulle autostrade.

La differenza sostanziale tra motociclo e ciclomotore è dunque rappresentata principalmente dalle prestazioni raggiungibili. In entrambi i casi occorre un’assicurazione per circolare. Inoltre è obbligatorio indossare il casco e dotarsi di una targa, indipendentemente dalla tipologia di mezzo a due ruote che si guida.

A cura di: Tiziana Casciaro
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