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Nuova carta verde: il certificato internazionale cambia colore

La carta internazionale di assicurazione dei veicoli a motore non viene più rilasciata nel classico colore verde che l’ha contraddistinta per 70 anni. La nuova versione può essere trasmessa via e-mail agli interessati, che devono obbligatoriamente stamparla per poterla mostare in formato cartaceo.

Pubblicato il 24/09/2020

È cambiata dallo scorso primo di luglio la carta verde, il certificato internazionale di assicurazione che consente a un veicolo di circolare in uno Stato straniero essendo in regola con le norme RC Auto vigenti nel territorio visitato.

La novità principale per questo documento riguarda il colore: il rilascio dei certificati è ora in bianco e nero, abbandonando quindi la storica riproduzione in verde. In più, il modello precedente riportava sul retro l'elenco degli Uffici nazionali dei Paesi aderenti al sistema, che sono adesso consultabili sul sito del Consiglio dei Bureaux.

“Si tratta evidentemente, dopo esattamente 70 anni di operatività, di un cambiamento epocale”, spiega in una nota l’UCI (Ufficio Centrale Italiano), “dettato dalla necessità di allinearsi alle moderne tecnologie e prepararsi ad ulteriori sviluppi che potrebbero portare alla dematerializzazione completa del documento”.

Gli assicurati possono ora ricevere la carta verde tramite posta elettronica: tuttavia, il documento deve essere stampato, poiché va presentato in formato cartaceo.

Non è più allegata al certificato di assicurazione

Dunque, la carta verde può non essere consegnata insieme al documento che ha la funzione di provare la regolarità dell’assicurazione di responsabilità civile (o RCA). Ricordiamo che l’RCA deve essere stipulata obbligatoriamente per legge: chi volesse individuare l’assicurazione più economica sul mercato, può rivolgersi a Segugio.it, il portale online che confronta le migliori offerte RC Auto per ogni tipologia di utente.

Cosa succede alla vecchia carta verde ancora in circolazione?

La nuova versione riguarda solo le polizze RC Auto emesse a partire dal primo luglio 2020: quelle ancora in corso e in scadenza entro il 30 giugno 2021, continueranno ad avere validità.

Ma quando serve la carta verde?

È necessaria solo quando l’automobilista (o il motociclista) si reca in Nazioni che non rientrano nell’Unione Europea, visto che la polizza stipulata in Italia è valida già in tutti gli Stati membri. Tra i Paesi in cui il documento è obbligatorio troviamo Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Montenegro, Russia, Moldavia, Ucraina, Bielorussia, Turchia, Tunisia, Israele, Iran e Marocco.

In caso di sinistro in uno di questi Stati, la carta verde copre l’assicurato per i danni provocati a terzi o per quelli subiti (in quest’ultimo caso solo se il guidatore non ha colpa). In particolare, per i danni subiti dal proprio mezzo, l’assicurato potrà rivendicare l’indennizzo nei confronti del mandatario nominato in Italia dalla compagnia straniera che garantisce il veicolo responsabile del sinistro. Per sapere nome e indirizzo del mandatario, basterà contattare la CONSAP (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici).

Il referente estero, una volta ricevuta la richiesta di indennizzo, avrà un periodo massimo di 3 mesi per comunicare all’assicurato italiano la somma che dovrà essere risarcita – o i motivi per i quali si ritiene di non dover liquidare il danno. Qualora il danneggiato non riceva una risposta entro questo periodo, potrà presentare domanda di risarcimento all’Organismo di indennizzo italiano della CONSAP, con l’istanza che dovrà contenere il Paese in cui si è verificato l’incidente e la targa del mezzo responsabile.

A cura di: Enrico Campanelli
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