Bonus manutenzione: fino a 500 euro per riparare l’auto
L’esecutivo potrebbe valutare l’introduzione di un contributo per la riparazione delle auto dal prossimo anno. Il bonus coprirebbe fino al 50% della spesa sostenuta in una officina meccanica, che l’automobilista recupererebbe nella dichiarazione dei redditi.
Negli ultimi giorni si parla sempre più spesso del cosiddetto bonus manutenzione, un incentivo per la riparazione delle auto di cui i proprietari potranno usufruire presso le officine meccaniche. Per adesso si tratta solo di una proposta dell’Osservatorio Autopromotec, che se presa in considerazione dal Governo sarà introdotta a partire dal prossimo anno.
Il bonus prevede un contributo del 50% delle spese sostenute, ma con un tetto massimo di 500 euro (IVA esclusa): l’agevolazione verrebbe riconosciuta all’automobilista sotto forma di detrazione fiscale, da riscuotere nella successiva dichiarazione dei redditi. Dunque, su una riparazione di 400 euro sostenuta nel 2021, si otterrebbe un credito nella dichiarazione del 2022 di 200 euro.
Pagamento tracciabile
Al bonus non si potrà accedere se la riparazione sarà pagata in contanti. L'intervento dovrà essere saldato dal proprietario solo attraverso versamenti tracciabili come carte credito, bancomat, bonifici bancari o tramite POS. Dunque, per ottenere l’incentivo servirà la fattura del lavoro eseguito sul veicolo, che aiuterebbe anche ad arginare il fenomeno dell’evasione fiscale.
Un incentivo che serve
Il bonus per le riparazioni dell’auto ha il fine di aiutare sia le officine meccaniche, colpite dalla crisi economica per il lockdown da Coronavirus, che gli automobilisti, in particolare quelli che non possono permettersi di acquistare un veicolo nuovo.
La manutenzione delle quattro ruote è per i guidatori una voce di spesa importante: nel 2019 i costi sostenuti sono anche aumentati, visto che l’Osservatorio ha registrato un ammontare per questo tipo di operazioni di 33,4 miliardi di euro, +4,1% rispetto al 2018.
La spesa aumenta anche per il crescente numero di veicoli datati che viaggiano in Italia, la categoria che necessita di più manutenzione: l’età media delle vetture in circolazione è piuttosto elevata rispetto al resto d’Europa, visto che si attesta sugli 11,3 anni. Ricordiamo che chi assicura una vettura vecchia paga per l’RC auto un premio assicurativo significativamente più alto rispetto ad un veicolo nuovo. A dirlo è un’indagine svolta da Segugio.it, il portale online leader nella comparazione di rc auto in Italia: ne abbiamo parlato nella news “RC Auto: le vetture datate fanno spendere di più”, evidenziando che sostituendo un’auto di 10 o più anni con una appena immatricolata in classe 14 si spenderà nei 10 anni successivi circa 1700 euro in meno.
Ad oggi solo Ecobonus per l’acquisto di una nuova auto
Il decreto Agosto ha modificato le fasce di emissioni in base alle quali vengono erogati i bonus: restano invariate le fasce 0-20 grammi di Co2 per chilometro (g/km) e 21-60, mentre quella 61-110 g/km è stata suddivisa in 61-90 e 91-110 g/km.
In particolare, chi ha un veicolo che ha compiuto dieci anni e decide di rottamarlo, acquistandone uno nuovo elettrico con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 20 g/km, beneficia di un incentivo fino a 10.000 euro. Se la scelta ricade su un’auto con emissioni comprese tra 21 e 60 g/km (ibride plug-in) il bonus è di 6.500, mentre se le emissioni vanno da 61 a 90 g/km sono riconosciuti 3.750 euro. Infine, 3.500 euro di bonus sono per chi acquista un veicolo con emissioni comprese tra 91 e 110 g/km.
Se, invece, non si dispone di una rottamazione, l’incentivo sarà rispettivamente di 6.000 euro, 3.500 euro, 2.000 euro e 1.750 euro.
Tuttavia, il Governo non ha rifinanziato i fondi terminati, come quelli della fascia 91-110 g/km: la scelta è stata criticata dal settore dell'automotive, perchè potrebbe pesare sulle immatricolazioni dei prossimi mesi.
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