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Polizze Fwu: cosa succede agli assicurati. Altre compagnie sotto osservazione

Sviluppi in arrivo per la vicenda Fwu Life Insurance Lux. L’IVASS ha incontrato le associazioni dei consumatori per fare il punto sullo stato di crisi della compagnia lussemburghese entrata in difficoltà, che ha sospeso la possibilità di riscattare le polizze.

A cura di: Luigi Dell'Olio
A cura di: Esperto di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia
Si laurea in Giurisprudenza e diventa in seguito giornalista professionista, specializzandosi in economia e finanza. Collabora con primarie testate italiane, tra cui “la Repubblica” e “Affari&Finanza”. È inoltre coordinatore del mensile “Private” e autore per Segugio.it.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato 14/02/2025
cartelle assicurative
Polizze Fwu: gli sviluppi per i consumatori

Niente allarmi generalizzati, ma un faro acceso per monitorare la situazione in modo da prevenire altri problemi. La crisi della compagnia lussemburghese Fwu, per la cui soluzione sono previsti tempi lunghi, ha spinto l’IVASS (l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) a mettere sotto osservazione una decina di imprese straniere assicurative operanti in Italia, nei rami delle polizze vita e danni.

Questo pur nella consapevolezza che a livello comunitario la supervisione è affidata all’autorità del Paese in cui l’azienda riceve il passaporto Ue. Ciò significa che dall’Italia possono partire degli alert per i consumatori e per le altre autorità, ma senza la possibilità di adottare posizioni stringenti. Come del resto sta accadendo a proposito di Fwu, con l’IVASS che ha solo potuto avviare un’interlocuzione, malgrado siano coinvolti 110 mila assicurati italiani.

Oltre 300 operatori assicurativi esteri in Italia

Le compagnie comunitarie operanti in Italia sono oltre 300, per cui la decina finita sotto osservazione costituisce un numero limitato. Una volta ottenuto il passaporto dall’autorità del Paese di riferimento, le assicurazioni possono proporre i propri prodotti in tutti gli altri mercati europei, avvalendosi di intermediari locali e di reti di broker, con una semplice società senza sede legale, quindi non vigilata, in regime di libera prestazione di servizi.

Peraltro, va considerato che, a differenza del comparto bancario dove la vigilanza unica europea è stata dotata di ampli poteri a seguito della crisi finanziaria, nel comparto assicurativo non esiste una struttura simile. Esistono dei meccanismi di coordinamento tra le autorità di vigilanza, permanenti nel caso dei grandi gruppi, o attivabili in situazioni di crisi che interessano più Paesi.

Crisi Fwu: le tutele per i risparmiatori

Intanto vi sono sviluppi per la vicenda Fwu Life Insurance Lux. L’IVASS ha incontrato le associazioni dei consumatori per fare il punto sullo stato di crisi partito la scorsa estate, quando la società ha fatto sapere di non riuscire a onorare gli impegni verso i clienti, adducendo come principale ragione delle difficoltà il rialzo dei tassi di interesse, che avrebbe compromesso la capacità di generare rendimenti.

Nonostante i tentativi di salvataggio, nelle scorse settimane la società è stata messa in liquidazione e questo ha comportato il congelamento (formale, dato che i riscatti erano già stati bloccati su iniziativa della compagnia) delle polizze per tutti i clienti, che ora non possono accedere ai loro risparmi, né richiedere rimborsi. Questo blocco, temporaneo secondo Fwu, è stato attuato per preservare i fondi mentre si esplorano soluzioni alternative. Detto che i titolari italiani di queste polizze sono circa 110 mila, l’ammontare degli investimenti si aggira intorno ai 300 milioni di euro.

Gli sviluppi per gli assicurati Fwu: perdite in vista, ma non totali

A valle dell’incontro con l’autorità di vigilanza, Federconsumatori ha diffuso una nota, dalla quale emerge che nei prossimi mesi il liquidatore nominato dovrebbe inviare a tutti gli assicurati noti una comunicazione specifica.

Parallelamente, dovrebbe essere reso noto l’indirizzo con il quale poter interagire con il liquidatore e comunicare allo stesso le eventuali variazioni di recapito o l’esistenza stessa della posizione se non risultante (ossia qualora non si sia ricevuta alcuna comunicazione entro i prossimi sei mesi).

“Non è assolutamente possibile prevedere quanto potrà essere restituito e, pertanto, invitiamo tutte le persone coinvolte a diffidare da chi promette tempistiche ed importi certi”, spiegano dalla federazione. “Prudenzialmente ci permettiamo di non alimentare alcuna aspettativa, indicando fin da subito che quanto si potrà eventualmente ottenere richiederà tempi lunghi (almeno tre anni) e dipenderà dalla tipologia di polizza sottoscritta e da quanto tempo era in essere (secondo alcune analisi gli elevati costi del contratto andranno probabilmente a penalizzare fortemente chi ha sottoscritto i contratti da meno di cinque anni)”.

Intanto l’autorità lussemburghese del settore assicurativo fa sapere che “la liquidazione non comporta la perdita totale del risparmio degli assicurati (o, eventualmente, dei loro beneficiari)”. Entro sei mesi dalla sentenza verrà inviata a tutti gli assicurati (o ai loro beneficiari) da parte del liquidatore una lettera con tutti i dettagli pratici e l’ammontare del credito vantato. Gli assicurati dovranno inviare al liquidatore una memoria di reclamo entro il 31 gennaio 2028. “Ciò non esclude la possibilità che i primi rimborsi avvengano prima di tale data”, si aggiunge.

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