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Agricoltura, cresce il mercato delle polizze agevolate

Pubblicato il 14/05/2020

I numeri della campagna assicurativa agricola, relativa al 2019, confermano il trend positivo per il terzo anno consecutivo. Il mercato delle polizze agevolate presenta il segno più: registrato, infatti, un valore assicurato di quasi 8,3 miliardi di euro, in crescita su base annua del 5,1%. Nel 2018 il valore assicurato era pari a 7,8 miliardi di euro. Un passo in avanti rispetto al 2010 quando il totale era pari a 5,8 miliardi.

A rivelarlo è Ismea nel Rapporto sulla gestione del Rischio in agricoltura 2020. Il riferimento è alle polizze a copertura dei danni causati da eventi atmosferici e sanitari, in relazione alle coltivazioni, alle strutture e alle produzioni zootecniche.

Come si compone il portafoglio assicurativo

In totale il mercato assicurativo ha interessato nel 2019 circa 76mila aziende, di cui quasi 64mila nel comparto delle colture vegetali, come l’uva da vino. La quota di mercato delle colture vegetali si attesta al 72%. Percentuali più basse per la zootecnica (16%) e le strutture (12%). Si tratta principalmente di polizze per il risarcimento danni da eventi meteo-climatici alle serre e alle reti antigrandine.

“La composizione del portafoglio assicurativo - sottolinea l'Istituto - conferma la forte concentrazione dei contratti sulle colture vegetali”. L’evoluzione dei premi assicurativi - si legge ancora nel rapporto di Ismea - conferma la dinamica già rilevata nel 2018. Per le colture vegetali, in particolare, con un livello record di 486,5 milioni di euro, i premi complessivamente versati alle compagnie sono aumentati del 5,9%, registrando un tasso più sostenuto rispetto alla crescita dei valori per l’ulteriore inasprimento dei costi assicurativi.

Rispetto a quanto emerso nella campagna assicurativa 2017, caratterizzata da una spesa molto alta per indennizzi, il rapporto sinistri/premi è sceso dal 128% all’83% nel 2018. È quanto risulta dalle stime Ismea su dati Ania.

Dal Rapporto è venuto fuori, però, che nel 2019 è stata registrata una maggiore frequenza dei fenomeni meteorologici avversi, con l'ultima annata, la più rovente di sempre dopo il record del 2016, che ha palesato un'intensificazione degli eventi calamitosi.

"In questo contesto - segnala lo studio - non appare più rinviabile una riforma dell'intervento pubblico, con particolare riferimento ai rischi catastrofali, prevedendo l'istituzione di nuovi strumenti di gestione del rischio, come ad esempio un Fondo mutualistico nazionale a tutela di tutte le aziende agricole italiane".

Il primato delle regioni settentrionali

Lo studio di Ismea conferma anche il primato delle regioni settentrionali che, per valori assicurati, relativamente alle polizze colture, rappresentano l’81,4% del totale. Parliamo di quasi 2 punti percentuali in meno rispetto al 2018.

Più presenti le regioni meridionali, comprese le isole, che sono passate dall’8,2% del 2018 al 10,4%. Nessun cambiamento, invece, per le regioni del Centro Italia. A confermare la crescita del Mezzogiorno è anche l’andamento dei premi assicurativi: al Sud si registra un +38,5%.

Per la prima volta - si legge nel report redatto da Ismea - il Sud ha superato la soglia delle 10mila unità, arrivando a 10.805. L’incremento rispetto al 2018 è del 15,3%. Segno negativo invece sia per le regioni dell’Italia settentrionale che per le regioni centrali, dove si registrano cali rispettivamente dello 0,9% e del 3,6%.

Gli incrementi a due cifre, emersi nelle regioni del sud, sono una conseguenza della polizza “due rischi”, autorizzata dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a partire dalla campagna assicurativa 2018. “Nel Sud Italia questo tipo di polizza, che permette un risparmio sui costi assicurativi limitando le garanzie a due soli eventi di frequenza, ha registrato un raddoppio dei valori rispetto al 2018, a fronte di aumenti significativi, ma molto più contenuti (attorno al 13%), osservati nel resto d’Italia”, si legge nel report targato Ismea.

Al Sud oltre il 40% del valore assicurato è da ricondurre a questa polizza, al nord invece tale polizza non arriva al 5% e al Centro Italia si attesta intorno al 3%.

Uva da vino, mele e riso sul podio

Dall’analisi emerge il primato delle uve da vino: ben 1,8 miliardi i valori assicurati in questo campo. Ad occupare il secondo e il terzo posto sono rispettivamente mele e riso. Andamento positivo per mais da insilaggio, actinidia e frumento tenero. In crescita anche il mercato assicurativo degli astoni per piante da frutto e delle nettarine, mentre retrocedono soia e frumento duro, entrambi in calo di oltre il 20% su base annua.

A cura di: Tiziana Casciaro
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