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Protezione satellitare: cos’è e quali sono i vantaggi

Diversi sono i benefici garantiti dalle polizze che includono la scatola nera. Il dispositivo consente di ricostruire la dinamica di un eventuale incidente, consentendo alla compagnia di evitare le frodi assicurative e garantire al cliente un taglio del premio fino al 20-25%.

Aggiornato giugno 2021

Tutti i vantaggi della protezione satellitare

Sono tante le compagnie che propongono assicurazioni auto, moto e autocarro per cui è prevista l’installazione di un dispositivo satellitare, comunemente chiamato scatola nera o black box.

Quest’ultimo è un congegno elettronico dotato di localizzatore GPS in grado di registrare una serie di informazioni riguardanti il veicolo, quali la velocità, le acelerazioni e le decelerazioni, i chilometri percorsi, l’attivazione dei diversi sistemi di sicurezza (ad esempio, la frenata automatica di emergenza) e gli eventuali impatti del mezzo contro altri veicoli o cose.

I vantaggi del dispositivo satellitare

Il veicolo è quindi costantemente monitorato, una situazione che rende possibile la ricostruzione della dinamica di un eventuale sinistro da parte dell’assicurazione. La black box porta dunque dei vantaggi sia alla compagnia, che si mette al riparo da eventuali truffe legate a falsi incidenti, sia al guidatore, visto che il maggior controllo consente alla stessa impresa di applicare uno sconto sul premio che si attesta in media attorno al 20-25%.

L’installazione della black box consente di velocizzare le pratiche per il risarcimento del danno, in quanto è possibile evitare tutte quelle procedure per l’accertamento della responsabilità. Da tenere a mente che il congegno può essere utilizzato in sede processuale, visto che i dati rilevati vengono assunti come piena prova dei fatti accaduti – salvo che la parte contro la quale siano state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del congegno.

Il dispositivo satellitare è molto utile anche in caso di furto, data la funzione di localizzazione intrinseca. Questo fattore permette alla compagnia di proporre al cliente un ulteriore vantaggio sulla garanza accessoria dell’incendio e furto, perché diventa più semplice e veloce ritrovare il veicolo rubato.

Gli svantaggi

Gli utenti che scelgono di includere nel contratto la scatola nera accettano automaticamente di essere monitorati. Tuttavia, il controllo è subordinato a dei limiti, fissati dal Garante della Privacy: l’utilizzo dei dati da parte della compagnia avviene esclusivamente in caso di sinistro.

Un ulteriore problema potrebbe riguardare la precisione con il quale vengono ricostruite le dinamiche dell’incidente. Ipotizziamo una collisione senza colpa: se la scatola nera rilevasse che il veicolo viaggiava ad una velocità superiore (anche di poco) ai limiti imposti per quella strada, il guidatore potrebbe avere una piccola parte di responsabilità, una situazione che farebbe scendere l’importo del risarcimento liquidato dall’assicurazione.

Infine, alcuni dubbi possono riguardare l’affidabilità dei dati rilevati dalla scatola nera. In particolare, il dispositivo potrebbe essere soggetto a malfunzionamenti o essere tarato male, registrando quindi dati non veritieri (ad esempio una velocità maggiore rispetto a quella reale) che causerebbe l’addebito del sinistro.

Quanto si paga per montare la scatola nera?

Il dispositivo viene concesso dall’impresa assicurativa in comodato d’uso gratuito. L’installazione deve effettuarsi presso un’officina convenzionata con la stessa assicurazione ed è completamente a carico di quest’ultima.

La scatola nera ha una grandezza pari a uno smartphone e viene posizionata sulla batteria dell'auto o dietro ai pannelli di rivestimento del cruscotto. Il montaggio deve avvenire entro un certo termine dalla data di sottoscrizione della polizza, quantificato di norma in 15 giorni. Non è richiesto alcun costo neanche per disinstallarla, con l’assicurato che non dovrà fare altro che recarsi nella stessa officina dove ha effettuato l’installazione.

Quanto è diffusa la scatola nera

Secondo gli ultimi dati del Bollettino Statistico IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), la diffusione della scatola nera sul mercato assicurativo ha mostrato negli ultimi anni una crescita esponenziale. Le ultime rilevazioni dicono che la black box è presente in oltre il 23% dei contratti stipulati: si tratta di un grande passo in avanti rispetto al passato, visto che alla fine del 2014 la percentuale era solo del 9%.

La presenza del dispositivo è caratterizzata da una sostanziale eterogeneità sul territorio nazionale con picchi di richieste nel sud Italia (in particolare Campania, Calabria e Sicilia) e una bassa diffusione nel Nord-Est.

Le città con il maggior numero di contratti che includono la scatola nera sono Caserta, Napoli, Crotone, Reggio Calabria e Salerno, con percentuali rispettivamente del 67,4%, 55,9%, 44,0%, 41,9% e 39,1%. La diffusione delle polizze con black box è invece sui livelli minimi a Bolzano, Belluno e Trento, che fanno segnare una percentuale di contratti telematici del 4,6%, 8,1% e 8,3%.

Scatola nera: è fondamentale per le assicurazioni chilometriche

Si tratta di una polizza in cui il costo calcolato dalla compagnia dipende dai chilometri percorsi dal veicolo durante la copertura. La compagnia rileva il chilometraggio effettuato dall’assicurato grazie al dispositivo satellitare: generalmente, si può affermare che le assicurazioni chilometriche consentono di risparmiare sul premio rispetto alle tradizionali RC Auto, ma solo se si percorrono non più di 5-7 mila chilometri annui.

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