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Rc auto, chi paga se il conducente non è il proprietario

Le casistiche sono tante: dall'incidente con colpa o senza colpa alla guida senza patente. Ma è importante considerare anche le assicurazioni a guida esperta o esclusiva. In alcuni casi la Compagnia può rivalersi sul proprietario per mancato adempimento del contratto.

Pubblicato il 20/05/2021
Incidente stradale e coperture assicurative

Guidare la macchina di un amico o di un parente per commissioni o lunghi viaggi è possibile. Ma, in caso di sinistri, cosa succede dal punto di vista assicurativo? L’auto è di un altro proprietario e, quindi, non è coperta dall’assicurazione del conducente.

Fino a dove arriva la nostra responsabilità civile o penale? Quali sono le coperture? Chi paga gli eventuali danni a persone o cose?

Incidente con colpa

Nel caso di un incidente con un’auto che non sia di proprietà a intervenire per pagare i danni è sempre l’assicurazione del proprietario del veicolo che se ne assumerà tutti gli oneri, compresa l’incidenza sulla classe assicurativa (malus).

Spetterà, poi, al proprietario del veicolo rivalersi sulla persone a cui ha prestato il mezzo, sia per il risarcimento danni sia per l’impatto che il sinistro avrà sul costo dell’assicurazione. Questo, da un punto di vista civile. Perché tutti i risvolti penali di un incidente riguardano, invece, il guidatore, ovvero chi era al volante della macchina al momento del sinistro.

Incidente senza colpa

In caso di incidente senza colpa, invece, sarà l'assicurazione della controparte, ovvero di chi ha causato il sinistro, a pagare i danni al reale proprietario della macchina e, in caso di conseguenze fisiche per il conducente, anche i danni a quest’ultimo (pur non essendo proprietario del veicolo).

Se il conducente non ha la patente

Nel caso di sinistro con torto e con il conducente sprovvisto di patente di guida, il terzo danneggiato viene risarcito dall’assicurazione del veicolo colpevole dell’urto, ma quest’ultima (la Compagnia assicurativa) potrà successivamente esercitare il proprio diritto di rivalsa sul proprietario del mezzo al fine di ottenere un rimborso, totale o parziale, di quanto già pagato per i danni provocati nell’incidente. Anche in questo caso, però, il proprietario ha diritto di regresso nei confronti del conducente autore del sinistro e quindi può chiedere di essere liquidato.

In caso di multe

Nel caso non ci siano sinistri, ma il conducente, diverso dal proprietario, prenda una multa con un veicolo non suo, al pagamento è tenuto il proprietario in solido con il conducente che ha commesso l’infrazione. Insomma, se il conducente “temporaneo” non dovesse pagare, a sanare la posizione spetterà al proprietario del veicolo, a cui spetta sempre il diritto di regresso, ovvero la possibilità di rivalersi chiedendo il rimborso della cifra indennizzata.

Se la guida è esclusiva

Nella casistica che riguarda questo tipo di sinistri possiamo incappare anche nel caso in cui l’assicurazione dell’auto prestata sia stata redatta con la formula della guida esclusiva. Un’opzione che il proprietario del veicolo in questione può scegliere per risparmiare sul costo dell’assicurazione, garantendo che il veicolo sarà utilizzato solo dal proprietario.

In questo caso, se dovesse accadere un incidente con conducente diverso dal proprietario, l’assicurazione (che liquiderà comunque il soggetto terzo coinvolto) potrà chiedere il “diritto di rivalsa”.

In questo caso sarà l’assicurazione a chiedere a chi ha sottoscritto la polizza un rimborso degli importi liquidati a causa del sinistro (il contratto non è stato rispettato). È quindi fondamentale, prima di prestare l’auto a un’altra persona o prima di guidare il veicolo di un altro verificare le condizioni assicurative per non incappare in brutte sorprese.

Oltre alla guida esclusiva ci sono, infatti, anche i casi della guida libera o esperta. Si tratta di due polizze differenti: la prima aperta alla guida di terzi e la seconda che condiziona la guida solo a persone che abbiano compiuto una determinata età o che abbiano la patente da almeno un numero minimo prestabilito di anni.

A cura di: Gabriele Petrucciani
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