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Radiazione dell’auto per esportazione all’estero: procedura e costi

La radiazione per esportazione all'estero implica che l'auto venga definitivamente cancellata dal Pubblico Registro Automobilistico. La richiesta di radiazione va presentata presso uno Sportello Automatico dell'Automobilista: una condizione fondamentale è che il veicolo abbia la revisione valida.

Pubblicato il 27/12/2021
auto viaggia verso l'orizzonte
Radiazione dell’auto per esportazione all’estero

La radiazione per esportazione è una procedura che l’automobilista segue in caso di trasferimento definitivo (o vendita) della vettura all’estero.

L’iter è disciplinato dall’articolo 103 del Codice della Strada: “per esportare definitivamente all’estero autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in Italia, l’intestatario o l’avente titolo chiede all’ufficio competente la cancellazione dall’archivio nazionale dei veicoli e dal PRA, restituendo le relative targhe e la carta di circolazione”.

Dunque, la radiazione dell’auto implica la sua cancellazione dal PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. La cancellazione è subordinata a una condizione fondamentale: il veicolo deve infatti essere in regola con gli obblighi di revisione.

Dove presentare la richiesta di radiazione?

La domanda di radiazione per definitiva esportazione all’estero deve essere presentata presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA). La richiesta prevede di allegare i seguenti documenti:

  • istanza unificata;
  • certificato di proprietà e carta di circolazione;
  • targhe dell’auto;
  • documento di identità e codice fiscale del proprietario;
  • titolo di acquisto in originale (solo per richiesta presentata da un avente titolo). 

Una volta consegnata la documentazione, il richiedente riceverà un Documento Unico su cui viene annotata la cessazione dalla circolazione del veicolo per esportazione. Se si ha necessità di raggiungere con il veicolo il Paese estero, si dovrà chiedere il rilascio del foglio di via e delle targhe provvisorie agli uffici provinciali della Motorizzazione o a un’agenzia di pratiche auto.

Costo radiazione auto per esportazione

Per la radiazione è necessario sostenere questi costi:

  • 13,50 euro per emolumenti ACI;
  • 32,00 euro per l'istanza unificata (più 1,78 euro per versamento postale);
  • 10,20 euro per i diritti DT (più 1,78 euro per versamento postale).

Limiti alla radiazione auto per esportazione all’estero

La richiesta di radiazione non sarà accettata in caso di fermo amministrativo del veicolo. Il proprietario dovrà prima cancellare il fermo, pagando le somme dovute, e solo dopo richiedere la cessazione della circolazione per esportazione. In caso invece di ipoteca o sequestro del mezzo, è necessario allegare alla richiesta un atto che certifica il consenso alla radiazione da parte del creditore.

Radiazione per esportazione: cosa fare con l’assicurazione?

Il contraente della polizza potrà chiedere l’estinzione anticipata del contratto RC Auto, ottenendo il rimborso della parte di premio pagata ma non goduta per via della cessazione del rischio.  L’ammontare restituito sarà calcolato dalla compagnia al netto dell'imposta e del contributo al Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

In tema di premio assicurativo, ricordiamo che si può risparmiare affidandosi a Segugio.it, il portale online che individua per conto dell’utente le RC Auto più economiche sul mercato. Ottenere un preventivo è semplice, veloce e gratuito: basterà solo compilare il form di simulazione con le proprie generalità, la storia assicurativa e i dati dell’auto.

Un esempio? Per un automobilista 38enne residente a Bolzano (dodicesima classe di merito, zero incidenti negli ultimi 5 anni, patente mai sospesa, 10.000 chilometri percorsi annualmente), che richiede un preventivo per assicurare una Volvo XC 60 diesel (immatricolata nel 2014), sarà conveniente stipulare la polizza di Verti, che fa pagare solo 142,00 euro per i 12 mesi di contratto. La polizza prevede una formula di guida esperta (ammette alla guida del mezzo solo conducenti con età superiore ai 23 anni) e un massimale di 7 milioni di euro per i danni alle persone e 2,5 milioni per quelli alle cose.

A cura di: Enrico Campanelli
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