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Le imprese di pesca e acquacoltura devono assicurarsi entro fine 2026;
- La polizza copre danni da alluvioni, terremoti e frane ai beni aziendali;
- Senza copertura si rischia di perdere accesso ad aiuti e agevolazioni pubbliche.
Un'alluvione, una frana o un terremoto possono mettere in difficoltà un'impresa in pochi minuti, danneggiando strutture, impianti e attrezzature. Per questo motivo, la normativa ha introdotto l'obbligo di assicurarsi contro i rischi catastrofali, con tempi diversi a seconda delle dimensioni e del settore.
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Le imprese della pesca e dell'acquacoltura hanno tempo fino al 31 dicembre 2026 per stipulare una polizza contro i rischi catastrofali. L'obbligo assicurativo è entrato in vigore con scadenze differenziate:
Per le micro e piccole imprese turistico-ricettive e per quelle che svolgono attività di somministrazione di alimenti e bevande, il termine era fissato al 1° aprile 2026.
La disciplina riguarda le imprese iscritte al Registro delle imprese, comprese società, cooperative, imprese artigiane, start-up, imprese sociali ed eventuali imprese estere con stabile organizzazione in Italia. Sono esclusi i liberi professionisti e le imprese agricole, per le quali resta valida la disciplina specifica di settore.
La copertura riguarda i beni utilizzati per l'attività d'impresa, anche se detenuti in affitto o in leasing. Rientrano nel perimetro minimo: fabbricati, terreni, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali. Restano invece esclusi, tra gli altri, i veicoli iscritti al Pubblico registro automobilistico, le merci, i semilavorati e i prodotti presenti in magazzino, che possono comunque essere assicurati con garanzie facoltative.
Gli eventi catastrofali coperti sono alluvione, inondazione ed esondazione, terremoto e frana. La polizza può indennizzare i danni materiali e diretti subiti dai beni assicurati, secondo i limiti e le condizioni stabilite dal contratto.
Non sono invece coperti le seguenti tipologie di danni: danni provocati direttamente dal comportamento attivo dell’uomo, quelli arrecati a terzi dai beni assicurati e quelli collegati a guerra, terrorismo, sabotaggio e tumulti. Restano fuori anche ulteriori tipologie di danni connessi a energia nucleare, armi, sostanze radioattive o esplosive, nonché quelli derivanti da inquinamento o contaminazione.
Particolare attenzione deve essere riservata agli immobili. Non possono essere assicurati quelli costruiti o ampliati senza un valido titolo edilizio, salvo i casi in cui, al momento della loro realizzazione, il titolo non fosse richiesto. Sono invece assicurabili gli immobili oggetto di sanatoria o per i quali sia in corso un procedimento di sanatoria o condono.
Per stipulare la polizza catastrofale, l'impresa può rivolgersi a un intermediario assicurativo di fiducia oppure alla propria associazione di categoria. Il costo, cioè il premio assicurativo, dipende dal livello di rischio, dalla vulnerabilità dei beni e dalla loro posizione geografica. Un’azienda situata vicino a un fiume, in una zona sismica o in un’area esposta alle frane potrebbe quindi sostenere un premio più elevato.
La normativa prevede, tuttavia, che la compagnia tenga conto anche delle misure di prevenzione adottate dall’impresa. Interventi di messa in sicurezza, sistemi di protezione e altre misure preventive possono contribuire a ridurre il rischio e incidere positivamente sul costo della copertura. Sono inoltre possibili polizze collettive, negoziate dalle associazioni imprenditoriali per ottenere condizioni omogenee e potenzialmente più favorevoli.
La mancata sottoscrizione non comporta una sanzione automatica, ma può incidere sull'accesso a contributi, sovvenzioni, garanzie, finanziamenti agevolati e incentivi fiscali o contributivi finanziati con risorse pubbliche. In caso di calamità, l’impresa non assicurata potrebbe inoltre non beneficiare di alcune misure di sostegno.
Secondo ANIA, al momento, la diffusione delle coperture resta molto disomogenea: riguarda solo il 14% delle microimprese, contro il 46% delle piccole, il 51% delle medie e il 97% delle grandi. Per questo motivo, osservano ANIA e Confindustria, la polizza dovrebbe essere considerata non soltanto come un adempimento, ma come uno strumento di buona gestione e di continuità aziendale.
Le vacanze di settembre presentano diverse durate: 2,8 milioni di italiani prevedono una vacanza breve, con 1-2 pernottamenti, mentre 3 milioni optano per soggiorni di 3-5 pernottamenti. I restanti viaggiatori scelgono vacanze lunghe, con 7 o più pernottamenti. Il mare è la destinazione preferita, indicata dal 41% dei viaggiatori, seguita dalle grandi città d'arte (26%) e dalla montagna (18%).
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