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Polizza vita: quali sono i vantaggi?

Un'assicurazione vita rappresenta una protezione per se stessi e per i propri cari. A settembre la nuova produzione di polizze vita individuali, raccolte in Italia dalle imprese italiane e dalle rappresentanze di imprese extra-Unione Europea, è stata di 6,7 miliardi.

Pubblicato il 19/11/2020

È tra i prodotti assicurativi più apprezzati dagli italiani. L’assicurazione vita è in grado di rispondere a tantissime esigenze: da una lato è una forma di risparmio e dall’altra rappresenta una protezione dai rischi legati a una malattia, alla morte prematura o alla perdita di autosufficienza. Una polizza vita può, in alcuni casi, essere anche uno strumento di investimento.

Il contratto di assicurazione viene stipulato tra il contraente e la compagnia di assicurazione: il primo versa una somma all’impresa assicuratrice che si impegna a pagare un capitale o una rendita a un beneficiario qualora si verificasse un evento riguardante la vita dell’assicurato.

A cosa serve?

La polizza vita è una protezione per se stessi e per la propria famiglia. L’Ania, in una guida, spiega ai cittadini che possono scegliere tra diverse soluzioni e ottenere vari scopi:

  • Accumulare risparmi
  • Proteggersi dai rischi di una morte prematura
  • Tutelarsi in caso di gravi condizioni di salute o perdite dell’autosufficienza
  • Integrare la propria pensione

Tra le polizze vita rientrano, infatti, alcune forme di previdenza integrativa che assicurano una rendita pensionistica aggiuntiva rispetto a quella del sistema pubblico.

I vantaggi

I vantaggi di sottoscrivere una polizza vita sono davvero tanti. Tra i punti di forza c’è sicuramente quello relativo alla fiscalità: il 19% della parte di premio relativa al rischio morte, invalidità totale e permanente, malattie gravi o perdita dell’autosufficienza è detraibile dall’Irpef fino a determinati importi massimi di premio a seconda della tipologia di prodotto.

Le prestazioni dovute dall’impresa sono, inoltre, impignorabili e non possono essere sequestrate. Tali prestazioni, liquidate in caso di morte, malattia, invalidità dell’assicurato, risultano anche esenti da imposte di successione o altre imposte.

L’Ania fa anche presente che le forme pensionistiche complementari godono di uno specifico trattamento fiscale che incentiva all’adesione: tra le principali misure, infatti, vi è la deducibilità dal reddito del contributo versato dal lavoratore, anche per familiari a carico, e dal datore di lavoro fino al limite massimo di 5.165 euro, mentre le prestazioni pensionistiche sono tassate al 15%, riducibile al 9% in funzione degli anni di permanenza superiori al 15esimo. Una tassazione più favorevole dei rendimenti che va dal 12,5% al 20% rispetto al 26% che si applica alla maggior parte delle forme di risparmio finanziario.

Polizze vita: i dati di Ania

Nell’ultimo bilancio tracciato dall’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici risulta che nel mese di settembre la nuova produzione di polizze vita individuali, raccolte in Italia dalle imprese italiane e dalle rappresentanze di imprese extra-U.E., comprensiva dei premi unici aggiuntivi, è stata pari a 6,7 miliardi. Registrato, dunque, un aumento del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2019.

Da gennaio i nuovi premi vita emessi hanno raggiunto 55,5 miliardi di euro, registrando, rispetto all’analogo periodo del 2019, un calo dell’11,2%. A fine maggio si osservava la contrazione più marcata e pari a -19,6%. Nel mese di settembre – si legge ancora nel report di Ania - il 34% delle imprese, rappresentative del 50% del mercato in termini di premi, ha registrato una raccolta superiore a quella dell’analogo mese del 2019, nonché un aumento maggiore rispetto alla media di tutte le imprese italiane ed extra-U.E. (+2,3%). I nuovi affari vita complessivi nel mese di settembre sono stati pari a 7,9 miliardi di euro (+2,5%) mentre da inizio anno hanno raggiunto 63,1 miliardi di euro, il 12,4% in meno rispetto al corrispettivo periodo dell’anno precedente.

Nel terzo trimestre del 2020 la nuova produzione vita, relativa a polizze collettive delle imprese italiane ed extra-U.E., è stata pari a 662 milioni di euro. Il dato risulta stazionario (+0,4%) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Ciò che viene fuori è una crescita della raccolta premi di ramo VI che compensa la contrazione registrata negli altri rami. Da inizio anno il volume di nuovi affari ha raggiunto un ammontare pari a 3,8 miliardi di euro: si registra un incremento del 33,9% rispetto all’analogo periodo del 2019.

A cura di: Tiziana Casciaro
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