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Omicidio stradale: si rischiano fino a 18 anni di reclusione

Il reato di omicidio stradale prevede diverse fattispecie, da distinguersi in base al tipo di violazione commessa: il guidatore responsabile rischia la reclusione da due a diciotto anni. La condanna comporta anche la revoca della patente fino a trent'anni.

A cura di: Enrico Campanelli
A cura di: Esperto di assicurazioni
Laureato in Economia e Commercio all'Università del Salento, si dedica alla scrittura di contenuti in ambito di assicurazioni per portali auto e blog di settore. Inizia a curare la sezione Assicurazioni di Segugio.it dal 2019.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 2 minuti
Pubblicato 01/02/2023
tamponamento tra due auto
Reato di omicidio stradale

I guidatori che cagionano la morte di una persona a seguito di un sinistro sono soggetti alle pene previste dall’omicidio stradale.

Si tratta di un reato disciplinato dall’articolo 589-bis del Codice penale e prevede diverse fattispecie che si differenziano in base alla violazione commessa. La pena base, ossia senza gravi violazioni, prevede la reclusione da 2 a 7 anni.

Una seconda fattispecie applica per il trasgressore la reclusione tra i 5 e i 10 anni: riguarda il caso in cui l'incidente sia causato da conducenti in stato di ebbrezza media, ossia con tasso di alcolemia tra i 0,8 e gli 1,5 g/l (grammi/litro di sangue) o per violazioni particolarmente gravi, quali ad esempio il superamento dei limiti di velocità o il passaggio di un incrocio con il semaforo rosso.

La terza fattispecie indica la responsabilità di omicidio per i guidatori con un tasso alcolemico superiore agli 1,5 g/l o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. In particolare, gli anni di reclusione aumentano, dagli 8 ai 12 anni, ed è previsto anche l’arresto obbligatorio in caso di flagranza. Le pene descritte sono applicate anche allo stato di ebbrezza alcolica media che riguardi conducenti professionali e neopatentati.

A seguito di omicidio la patente viene revocata per un periodo di minimo di 15 anni.

Omicidio stradale: aggravanti e attenuanti

Se il conducente si dà alla fuga, la pena è aumentata da un terzo a due terzi (e comunque non può essere inferiore a 5 anni), mentre la patente viene revocata per un periodo che sale a 30 anni. Inoltre, qualora il conducente cagioni la morte di una o più persone e lesioni a una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo. Tuttavia, la pena massima applicabile è comunque quella della reclusione a 18 anni.

La pena viene invece ridotta della metà quando il reato è innescato anche da responsabilità colposa della vittima o di terzi (ad esempio l’ente proprietario della strada).

Aumenti di pena: altri due casi

L’articolo 589-bis stabilisce che "la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprietà dell'autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria".

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Incidenti stradali: i numeri del 2022

Secondo le stime ACI-Istat, nel semestre gennaio-giugno si è registrato, rispetto allo stesso periodo del 2021, un aumento del numero di incidenti stradali con lesioni a persone (81.437, pari a +24,7%), delle vittime (1.450, +15,3%) e dei feriti (108.996, +25,7%).

Tra le principali cause di sinistri c’è la guida distratta, con il 15,4% dei casi. A seguire troviamo il passaggio degli incroci con il semaforo rosso o la precedenza ignorata, 28.293 (14,3%), e l’eccesso di velocità, 19.706 sinistri (10%). Le rilevazioni evidenziano anche un altro dato importante: gli incidenti stradali in auto si registrano soprattutto sulle strade urbane, che fanno segnare il 73,1% del totale.

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