Moto: più protezione con la polizza atti vandalici
L’assicurazione atti vandalici è una garanzia accessoria da abbinare alla responsabilità civile di base, che garantisce al motociclista un risarcimento nel caso in cui la due ruote sia vittima di atti vandalici. Vediamo in quali casi è consigliata questa copertura aggiuntiva e come funziona.
I motociclisti che subiscono danni alla propria moto da soggetti ignoti mediante atti di vandalismo, possono garantirsi un indennizzo solo se hanno stipulato una polizza atti vandalici.
Si tratta di una garanzia accessoria, ossia di una copertura facoltativa da abbinare alla responsabilità civile di base, che può essere sottoscritta pagando un supplemento rispetto alla polizza RC Moto obbligatoria.
In particolare, la polizza atti vandalici risarcisce per il prezzo totale o parziale della due ruote, in base al tipo di danno subito: quest’ultimo può essere un semplice graffio sulla carrozzeria, la rottura di una o più parti (fanali, specchietto) o l'incendio della moto stessa.
La garanzia è molto utile se si vive in aree particolarmente a rischio (zone buie o periferiche) e si parcheggia solitamente la moto in strada. La convenienza a sottoscrivere la polizza atti vandalici dipende anche da altri fattori. Ad esempio, è consigliabile attivarla quando si possiede una moto nuova con un valore commerciale particolarmente elevato o se si vuole salvaguardare un mezzo storico o di pregio. Per questi veicoli, un danno causato da un atto vandalico può comportare una spesa per la riparazione non indifferente, a causa dei pezzi di ricambio particolarmente costosi.
Più alto è il valore commerciale della moto da assicurare, maggiore sarà il premio assicurativo pagato dal centauro per la polizza atti vandalici.
Come funziona?
La prima cosa da fare quando si subisce un atto vandalico sulla propria moto è quella di denunciare l’evento alle forze dell'ordine (Polizia o Carabinieri).
In seguito, il motociclista potrà rivolgersi alla propria compagnia di assicurazione. Per essere risarcito sarà necessario far pervenire a quest'ultima una richiesta con i propri dati personali, il luogo dove è avvenuto l'atto vandalico, gli estremi della polizza, la denuncia fatta alle autorità e le eventuali prove fotografiche o un video fatto con lo smartphone.
In alcuni casi, la compagnia può prevedere l'intervento di un perito, che avrà il compito di verificare l'entità e la causa dei danni alla moto. La cifra da pattuire per il rimborso sarà quindi basata sulla stima del perito e non sugli effettivi costi della riparazione: solo dopo l'ispezione, l’impresa assicurativa erogherà l'importo al proprietario della moto, che potrà procedere alla riparazione presso un’officina di propria fiducia.
La riparazione può essere eseguita anche da un carrozziere convenzionato con l'assicurazione: in questo caso, il proprietario dovrà solo portare la moto nel centro autorizzato, che provvederà a comunicare all'assicurazione la stima del danno e ad eseguire il lavoro.
Ricordiamo che la polizza atti vandalici può essere scelta anche online in abbinamento ai preventivi ottenuti con Segugio.it, il portale che confronta le migliori assicurazioni moto sul mercato.
Casi di esclusione e limiti della polizza atti vandalici
Sono quelle situazioni in cui la compagnia assicurativa non erogherà il rimborso. Il risarcimento non ci sarà se nel danneggiamento del veicolo è coinvolto il proprietario del veicolo, oppure se la collisione è causata da veicoli non identificati o nel caso in cui subentrino altre garanzie accessorie.
È bene anche specificare che la polizza atti vandalici presenta quasi sempre una franchigia, ossia un importo minimo entro il quale non scatta il rimborso del danno da parte dell’assicurazione. La franchigia è spesso utilizzata dall'impresa per arginare eventuali truffe da parte di quegli assicurati che cercano di far passare qualsiasi danno per un atto vandalico.
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