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Moto con targa estera: può circolare in Italia?

Pubblicato il 30/06/2020

I veicoli immatricolati all’estero e circolanti in Italia sono soggetti alle nuove regole introdotte dal Decreto Sicurezza del primo dicembre 2018.

Il provvedimento ha modificato l’articolo 93 del Codice della Strada, inserendo il divieto di circolare con una moto immatricolata all’estero a chi ha la residenza sul territorio italiano da oltre 60 giorni. In precedenza, il limite era di 12 mesi: la riforma si è resa necessaria per fermare l’abuso di targhe straniere, che venivano utilizzate da cittadini italiani al solo scopo di ridurre il costo dell’assicurazione ed eludere il pagamento di bollo e multe.

Per il residente in Italia da oltre due mesi, sarà quindi necessario reimmatricolare la due ruote con targa nazionale. La procedura per la re-immatricolazione prevede in primis una verifica preliminare del mezzo, dove vengono esaminati tutti i documenti relativi alle caratteristiche tecniche e agli adempimenti IVA. Una volta concluso il controllo, sarà rilasciato il nuovo libretto di circolazione, con cui si potrà eseguire entro 60 giorni l'iscrizione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Per la registrazione al Pubblico Registro serviranno ulteriori documenti, tra i quali il certificato di conformità europeo con omologazione italiana, la dichiarazione di proprietà con firma autenticata, l’atto di vendita con firma autenticata da un notaio e la fotocopia del documento d'identità dell'acquirente.

Una volta avvenuta la nuova immatricolazione, si dovrà procedere con la stipula obbligatoria della copertura RC Moto: ricordiamo che la polizza più adatta alle proprie esigenze si trova su Segugio.it, il portale online che confronta le assicurazioni più convenienti delle compagnie partner.

Sanzioni pesanti per i trasgressori

Le moto che non vengono reimmatricolate devono lasciare il suolo nazionale, richiedendo al competente ufficio della Motorizzazione il rilascio di un foglio di via e della relativa targa provvisoria, al fine di condurre la moto fuori dal confine nazionale.

È bene specificare che i motociclisti non legittimati a circolare con targa estera sono soggetti ad una sanzione il cui importo varia dai 712 ai 2.848 euro. In conseguenza dell’accertamento della violazione in esame, è previsto il ritiro della carta di circolazione: al trasgressore viene anche ordinata l’immediata cessazione della circolazione della moto e il suo trasporto in luogo non soggetto a pubblico passaggio. Dopo 180 giorni dalla violazione, in assenza di immatricolazione italiana o richiesta del foglio di via, la moto sarà confiscata.

Eccezioni al divieto di circolazione

La moto con targa straniera può essere utilizzata liberamente se è stata concessa in leasing o a titolo di noleggio al guidatore da una società costituita in altro Paese membro. Stessa eccezione per il veicolo concesso in comodato a soggetti residenti in Italia e legati da un rapporto di lavoro con delle società estere. Tutte e tre le condizioni devono essere provate dal conducente in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine: il centauro ha quindi l’obbligo di portare con sé il documento che ne attesta la disponibilità, pena una multa compresa tra i 250 e i 1.000 euro – oltre a dover esibire lo stesso documento alle Autorità entro 30 giorni.

Il secondo, riguarda i motociclisti in possesso di “residenza normale”, che possono liberamente circolare con la moto immatricolata all’estero del quale dispongono a qualsiasi titolo. La residenza normale può essere acquisita dalle persone residenti anagraficamente in un altro Stato membro dell’Unione Europea ma che dimorano abitualmente in Italia per un periodo di almeno 185 giorni all’anno.

A cura di: Enrico Campanelli
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