Le polizze vita crescono in uno scenario di incertezza
Secondo le rilevazioni dell’associazione di settore Ania, a febbraio la nuova produzione vita si è attestata a 9,1 miliardi di euro, vale a dire il 21,5% in più rispetto allo stesso mese del 2024, quando già si era registrato un incremento dell'11,8% sull'anno precedente.
Anche prima dell’ultima tornata di dazi predisposta dall’Amministrazione Trump, sui mercati non tirava propriamente un’aria tranquilla. Tra conflitti in giro per il mondo, precarietà lavorativa e timori di recessione, cresce da tempo il bisogno di protezione e l’incertezza diffusa si fa sentire in maniera evidente, anche nelle scelte d’investimento.
È in questa cornice che si inquadra la crescita delle polizze vita, che abbinano prospettiva di rendimento a un certo grado di protezione. Una categoria che comprende soluzioni anche molto diverse tra loro, dalle polizze di ramo I (sulla durata della vita umana, che investono prevalentemente in titoli di Stato) e hanno il vantaggio di contare su una gestione separata (gli investimenti non sono intaccati da eventuali crisi della compagnia), fino a quelle unit linked e index linked legate all’andamento dei mercati finanziari.
Polizze vita: un mercato in forte crescita
Secondo le rilevazioni dell’associazione di settore Ania, a febbraio la nuova produzione vita si è attestata a 9,1 miliardi di euro, vale a dire il 21,5% in più rispetto allo stesso mese del 2024, quando già si era registrato un incremento dell'11,8%. Così, se si guarda al primo bimestre, il totale fa 16,4 miliardi di euro, segnando un incremento del 18,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In particolare, i premi di ramo I relativi a polizze individuali si sono attestati a €5,8 miliardi, rappresentando quasi i due terzi della nuova produzione vita, con un incremento dell'1,6% rispetto a febbraio 2024. Di questo ammontare, il 36% è generato da premi investiti in gestioni separate di prodotti multiramo, un segmento che ha rilevato una crescita del 68,0%.
Pesano meno in termini assoluti (315 milioni), ma sono quadruplicati nell’arco di un anno i premi delle polizze di ramo V, caratterizzate dal fatto che la maggior parte dei premi versati dall'assicurato viene investita dall'assicuratore in un fondo o in una serie di strumenti finanziari, al fine di generare un ritorno economico. Al termine del contratto, l'assicurato riceve il capitale investito insieme all'interesse maturato, sottratti eventualmente i costi di gestione e altre spese.
Il trend positivo ha riguardato anche le polizze del ramo III, che hanno registrato un balzo in avanti dell’82,7%, arrivando a totalizzare ben 3,1 miliardi, l'importo mensile più alto degli ultimi tre anni.
Più spazio alla pensione fai da te
Con il trascorrere del tempo, sempre più italiani prendono consapevolezza dell’esigenza di attivarsi in proprio per garantirsi una pensione dignitosa, considerato che il welfare pubblico sarà sempre meno in grado di fornire risposte adeguate. I dati dell’Ania evidenziano una crescita delle forme pensionistiche individuali costruite tramite strumenti assicurativi, che hanno visto un incremento del 18,8%, con 263 milioni raccolti nei primi due mesi.
Mentre i Piani individuali di risparmio-Pir (soluzioni d’investimento che beneficiano della detassazione sui guadagni, a patto di destinare una quota del portafoglio alle Pmi e di mantenere l’investimento per almeno cinque anni) hanno raggiunto quota 112 milioni, tre volte in più di un anno.
Inoltre, le polizze a premio unico rimangono la scelta predominante, sia in termini di premi che di numero di polizze, con un importo medio per i premi unici che si attesta a 49.801 euro, mentre i premi annui e ricorrenti mostrano valori medi rispettivamente di 633 e 5.199 euro.
I punti di forza delle polizze vita
La crescita delle polizze vita dimostra la validità dello strumento, un contratto attraverso il quale la compagnia, dietro pagamento di un premio da parte del contraente, si obbliga a erogare a un beneficiario un capitale o una rendita in dipendenza di un evento attinente alla vita umana (decesso o raggiungimento di una certa età).
A prescindere dalla tipologia, tutte le prestazioni legate alle polizze vita sono impignorabili e insequestrabili. Inoltre, il 19% della parte di premio relativa al rischio morte, invalidità totale e permanente, malattie gravi o perdita dell’autosufficienza è detraibile dall’Irpef fino a determinati massimali. Dal punto di vista fiscale, un vantaggio riguarda l’esenzione dalle imposte di successione.
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Nel mese di giugno, la nuova produzione di polizze vita individuali in Italia ha totalizzato 8,2 miliardi di euro, mostrando un calo del 3,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questo leggero ribasso non deve però sminuire l'importanza di queste polizze. Da gennaio a giugno 2026, i nuovi premi vita emessi sono stati pari a 49,8 miliardi di euro, un dato che, seppur in diminuzione dello 0,6%, riflette l'interesse continuo degli italiani per la protezione del proprio futuro.
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All'interno del settore vita, l'andamento è stato variegato. Mentre le polizze tradizionali di ramo I hanno mostrato una stabilità complessiva, il ramo III, più esposto ai mercati finanziari, ha registrato una crescita marcata, vicino al 20%. Questo incremento è stato favorito da una maggiore propensione all'investimento, portando a un aumento dei premi del 7,5% rispetto al 2024 e a una raccolta netta positiva di 12 miliardi di euro.
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