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L’auto “in affitto” è ormai la norma per tanti italiani

Meglio i costi variabili legati all'uso, di quelli fissi della proprietà. È il credo che si va facendo strada tra tante famiglie e che trova applicazione anche nel mondo auto. Come dimostra il crescente ricorso a forme alternative all'acquisto dell'auto.

Pubblicato il 09/11/2022
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L'auto in affitto sempre più in voga

Sicuramente impatta la congiuntura che stiamo vivendo, caratterizzata da costi crescenti, difficoltà di approvvigionamento di molte componenti e crescita economica in brusca frenata. Ma la rinuncia alla proprietà dell’auto è anche un fenomeno che ha a che fare con i cambiamenti di abitudini da parte dei più giovani, i quali si concentrano piuttosto sul possesso del bene, che scelgono in base alle esigenze del momento.

I numeri del mercato

Come rilevato in una recente analisi di Milano Finanza, leasing e noleggio a lungo termine - le due formule più in auge, alternative al più tradizionale possesso – sono in forte crescita. Nei primi nove mesi del 2022 il numero di contratti ha subito una leggera flessione rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (-2,4%), ma il valore del comparto è balzato del 7,4% superando gli 11 miliardi. La tempesta perfetta causata dalla pandemia e dall’acuirsi della difficoltà di approvvigionamento dei chip ha rallentato la crescita del settore dei veicoli a noleggio, incidendo in modo differente sui singoli business della mobilità pay-per-use: duramente colpite le attività di noleggio a breve termine e in sharing, ha invece tenuto il lungo termine.

Mentre, se si guarda alla flotta di noleggio a lungo termine circolante, l’ultimo aggiornamento è relativo alla prima metà del 2022. Secondo le rilevazioni di Aniasa (Associazione nazionale industria dell'autonoleggio e servizi automobilistici), il dato è cresciuto del 6,6% nel confronto annuo, nonostante il rallentamento del ciclo economico.

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Crescente attenzione alla sostenibilità

A livello di alimentazioni, il diesel resta di gran lunga maggioritario (692 mila autoveicoli), ma perde l’1% nel confronto a un anno soprattutto a causa della domanda privata, che si rivolge con crescente attenzione alle soluzioni green. In particolare, le auto ibride Hev (caratterizzate da un motore elettrico che funziona insieme a quello a combustione interna) crescono di oltre il 40%, arrivando a un soffio da quelle a benzina (149 mila contro 149.100), mentre le ibride plug-in (ricarica collegando la batteria a una presa elettrica) crescono del 13,7% a 27.600.

Il mercato italiano è uno dei più dinamici, complice un’offerta molto ampia, a cominciare dalla presenza in massa delle controllate dei vari istituti di credito, alle quali sempre più di frequente si affiancano le aziende che fanno capo alle principali case costruttrici internazionali.

Tutte interessate a crescere in un mercato, quello dell’auto a consumo, destinato inevitabilmente a crescere nel tempo.

La centralità dell’auto

Di certo c’è che le previsioni di una perdita di interesse dei consumatori verso l’automobile tout court si stanno rivelando errate. Secondo un’indagine condotta dalla stessa Aniasa in collaborazione con Bain & Company, circa il 90% degli italiani utilizza prevalentemente l’auto per muoversi. Tutto il resto è confinato a un utilizzo più saltuario e specifico (car sharing, bicicletta, taxi, monopattini), con i mezzi alternativi all’automobile che vengono utilizzati su base quotidiana solo dal 2-3% degli italiani.

Quali le ragioni della preferenza per l’automobile? I consumatori la trovano comoda e sicura e quindi la preferiscono per spostamenti di lavoro e per i viaggi, anche a discapito di altri elementi come la possibilità di parcheggio o la convenienza economica. Le nuove forme di mobilità – come monopattini e sharing - sono preferite da alcuni per la maggiore sostenibilità o per spostamenti veloci, ma sono per lo più un’alternativa a muoversi a piedi. Questo perché mentre l’auto risponde all’esigenza di un utilizzo continuativo, gli strumenti emergenti si prestano più che altro a un utilizzo sporadico.

Lunga vita, dunque, all’automobile, anche se sempre più in versione sostenibile.

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A cura di: Luigi dell'Olio
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