Cresce l’attenzione degli italiani verso le polizze sanitarie
Crescono di oltre il 10% i premi versati dagli italiani per le polizze sanitarie. È il segnale dell'attenzione crescente nel nostro Paese verso gli imprevisti che possono derivare alla salute delle persone. Ecco come scegliere la soluzione più adatta.
A conti fatti si tratta di una tendenza positiva, per quanto comporti un esborso maggiore per gli italiani. Tra le numerose tendenze emerse nel corso del convegno annuale dell’Ania (l’associazione che raggruppa le compagnie assicurative operanti in Italia), vi è la crescita dei premi relativi al ramo malattia: tra il 2022 e il 2023 si è registrato un +10,9%.
Cosa sono le polizze salute e perché crescono
La polizza sanitaria è una forma di assicurazione che interviene per integrare le coperture offerte dal Sistema Sanitario Nazionale. Quest’ultimo per decenni è riuscito a garantire risposte ampie ai bisogni dei cittadini, ma tra invecchiamento della popolazione e difficoltà dei conti pubblici questo è sempre meno vero negli ultimi tempi e la tendenza è destinata ad accelerare in futuro.
Con il risultato che nel corso del 2022 (ultimo dato disponibile) la spesa sanitaria out of pocket, ovvero quella sostenuta direttamente dalle famiglie, è arrivata a quota 37 miliardi di euro, con oltre 25 milioni di famiglie che si sono fatte – almeno in parte – carico dei costi sanitari, per una media annua di 1.362 euro, oltre 64 in più rispetto al 2021. Ad eccezione del Nord-Ovest – spiega il Presidente – dove si registra una lieve riduzione, l’aumento delle spese per la salute nel 2022 riguarda tutte le macro-aree del Paese: in particolare al Centro e al Sud si registrano aumenti di oltre € 100 a famiglia. I dati arrivano da un’indagine della fondazione Gimbe, che ha elaborato i dati Istat. L’istituto nazionale di statistica ha calcolato in 171,87 miliardi la spesa totale dell’anno, di cui tre-quarti a carico della mano pubblica, il 21,4% out of pocket e 2,7% intermediata da fondi sanitari e assicurazioni. Dunque, nonostante la crescita, le polizze continuano a coprire una quota minima della spesa complessiva. Con il risultato che molti bisogni delle famiglie restano insoddisfatti, con tutto ciò che ne deriva considerato che si parla di salute delle persone.
Stando ancora alle rilevazioni Istat, nel 2022 il 16,7% delle famiglie ha dichiarato di avere limitato la spesa per visite mediche e accertamenti periodici preventivi in quantità e/o qualità. Con il Mezzogiorno ben oltre la media (28,7%) e tutte le altre macroaree sotto, dal Nord-Est (10,6%) al Nord-Ovest (12,8%), fino al Centro (14,6%).
In cosa consiste una polizza salute
La polizza sanitaria prevede il versamento di un premio, in cambio del quale l’assicurato ottiene la copertura relativa a spese per prestazioni, farmaci e cure. Il panorama è molto vasto, per cui occorre analizzare con grande attenzione la proposta precontrattuale. Per fare qualche esempio, le coperture possono variare dall’indennità giornaliera per consentire di integrare il reddito che viene a mancare per l’impossibilità di lavorare agli acquisti dei medicinali, dagli accertamenti diagnostici agli esami di laboratorio, dalle cure dentistiche (ricordando che l’ambito odontoiatrico è tra quelli meno coperti dal welfare pubblico) ai consulti medici a distanza, dai check-up periodici alle vaccinazioni.
Le possibili esclusioni, da analizzare prima di firmare
Solitamente le polizze non comprendono, invece: gli interventi estetici; le cure del dietologo, i disagi psichiatrici e le malattie dovute a tossicodipendenza o alcolismo, nonché più in generale gli interventi non legati a motivi di salute. Inoltre, alcuni contratti assicurativi prevedono limiti di età entro i quali stipulare la polizza (dai 55 ai 75 anni).
Per altro, è importante informarsi relativamente all’assistenza sanitaria convenzionata: alcune compagnie offrono vantaggi ai clienti che utilizzano il servizio sanitario nazionale o i circuiti convenzionati.
Infine, occorre prestare attenzione quando si compila il questionario sanitario, passaggio preliminare alla stipula del contratto. È opportuno prima parlarne con il proprio medico di base e occorre dichiarare tutta la verità riguardo a ultimi accertamenti, malattie diagnosticate e curate, eventuali infortuni e ricoveri. Le dichiarazioni inesatte o le reticenze, anche incolpevoli, possono infatti comportare la perdita totale o parziale del diritto all’indennizzo.
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