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Bollo auto: le novità per il 2026

A partire da gennaio 2026, il pagamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione per i dodici mesi, con scadenze personalizzate in base al mese di immatricolazione del veicolo. Inoltre, il fermo amministrativo non sarà più considerato un motivo valido per sospendere il versamento dell'imposta.

A cura di: Enrico Campanelli
A cura di: Esperto di assicurazioni
Laureato in Economia e Commercio all'Università del Salento, si dedica alla scrittura di contenuti in ambito di assicurazioni per portali auto e blog di settore. Inizia a curare la sezione Assicurazioni di Segugio.it dal 2019.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 2 minuti
Pubblicato 09/07/2025
modellino di auto su pile di monete e banconote
Novità per il bollo auto nel 2026

Dal 2026 il bollo auto subirà importanti cambiamenti, soprattutto per i veicoli acquistati nuovi. Le novità, introdotte con il 17° decreto attuativo della riforma fiscale, riguardano la scadenza e la gestione dell’imposta, con l’obiettivo di semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazioni. Vediamo nel dettaglio le modifiche che entreranno in vigore.

Bollo auto: scadenze in base al mese di immatricolazione

Con il nuovo anno, la data di scadenza del bollo sarà legata al mese in cui il veicolo è stato immatricolato. In particolare, per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2026, il primo pagamento dovrà avvenire entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione e questa data rimarrà fissa anche negli anni successivi. Ad esempio, se un’auto viene immatricolata a marzo 2026, il bollo dovrà essere versato entro il 30 aprile per la prima volta e per gli anni successivi.

Questo sistema, già adottato in alcune Regioni, come Lombardia e Piemonte, diventerà obbligatorio su tutto il territorio nazionale per i veicoli nuovi.

Per i veicoli già circolanti, invece, non cambia nulla: continueranno a seguire le regole attuali, con scadenze e modalità di pagamento già consolidate.

Bollo auto: addio alle rate, pagamento in un'unica soluzione

Non sarà più possibile versare l’importo in rate mensili o semestrali: il pagamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione. Dunque, la novità impone un esborso in un’unica tranche per i dodici mesi che potrebbe richiedere una maggiore pianificazione finanziaria da parte dei proprietari. Tuttavia, le amministrazioni regionali potranno concedere ad alcune tipologie di veicoli il versamento quadrimestrale.

Non cambiano i criteri di calcolo del bollo auto

Rimangono invariati i criteri di calcolo del bollo, che continuerà a basarsi sulla potenza del veicolo e sulla sua classe ambientale.

Pagamento del bollo anche per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo

Dal 2026, i mezzi su cui grava un fermo saranno soggetti al pagamento del bollo, superando una precedente sentenza della Corte Costituzionale che prevedeva l’esenzione in questi casi.

Questa modifica comporta un aumento delle entrate per le Regioni, ma impone agli automobilisti di prestare maggiore attenzione alle proprie posizioni amministrative per evitare sanzioni.

E per il superbollo?

Resta in vigore il superbollo, anche se il Governo sta lavorando per abolirlo. Si tratta di una imposta aggiuntiva per i veicoli con potenza superiore ai 185 kiloWatt (250 cavalli): ogni kiloWatt che supera questa soglia prevede un pagamento di 20 euro, da sommare all’importo previsto dalla classe ambientale dell’auto.

Nessuna novità per l’RC Auto

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