Bollo auto: come si calcola in Italia e nel resto d’Europa?

12/05/2019

Bollo auto: come si calcola in Italia e nel resto d’Europa?

Il bollo auto è un tributo in vigore da oltre sessant’anni, introdotto con il Decreto numero 39 del Presidente della Repubblica del 5 febbraio 1953. Inizialmente era una vera e propria tassa di circolazione, obbligatoria solo per poter viaggiare su strade pubbliche e da non corrispondere se il mezzo era fermo in un’area privata, ma dal 1982 è diventato una tassa di proprietà, da versare obbligatoriamente perché legato al possesso del veicolo. Dunque, attualmente è un'imposta regionale annuale che deve essere corrisposta da tutti i proprietari di auto iscritte al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico.

Come si determina l'importo del bollo

I parametri presi in considerazione per calcolare l’importo del bollo sono la potenza in kilowatt (kW) del veicolo e la classe ambientale. Per le quattroruote più recenti, classe Euro 4, Euro 5 ed Euro 6, il Fisco chiede 2,58 euro a kW fino a 100 kW e 3,87 euro per ogni kiloWatt eccedente. Più alto invece l’importo per le vetture più datate, con le Euro 3 che fanno pagare rispettivamente 2,70 e 4,05 euro, le Euro 2 2,80 e 4,20 euro, le Euro 1 2,90 e 4,35 euro e le Euro 0 3 e 4,5 euro.

Facciamo un esempio: per una macchina Euro 6 con 80 kW di potenza (pari a 109 cavalli) si spendono 206,4 euro (il risultato di 2,58x80), mentre per una di categoria medio-alta, 135 kW (pari a 184 cavalli), la somma da versare sarà di 393,45 euro (2,58x100 più 35x3,87).

Ricordiamo anche la presenza del superbollo, una sovrattassa che fa lievitare in modo considerevole l'ammontare base dell’imposta per le vetture con più di 185 kiloWatt. Per ogni kW che supera tale soglia si incorre in un aumento di 20 euro sul bollo, anche se è prevista una riduzione graduale con l’invecchiamento del mezzo (12 euro, 6 euro e 3 euro, rispettivamente allo scadere dei 5, 10 e 15 anni di età dall’immatricolazione, mentre nessun importo si deve al compimento del 20° anno).

Quanto si spende nel resto d’Europa

Il bollo auto viene corrisposto anche dagli altri automobilisti europei, ma il calcolo cambia per i diversi Paesi, che nella maggior parte dei casi fanno pagare importi più contenuti rispetto a quelli versati in Italia.

In Spagna ad esempio la norma prevede che il costo sia quantificato in base ai cavalli fiscali e a seconda della città. La tariffa massima per le vetture con cilindrata più alta (che rientrano nella fascia oltre i 20 cavalli fiscali) è compresa solitamente tra i 200 e i 224 euro, con le uniche eccezioni per le province di Bilbao (343,2 euro), San Sebastian (351,06 euro) e Vitoria (355,80 euro).

In Germania invece i criteri presi in considerazione sono la cilindrata e le emissioni di anidride carbonica (CO2). Le vetture a benzina pagano 2 euro ogni 100 centimetri cubici, mentre quelle a gasolio 9,5 euro; per entrambe le alimentazioni, si devono aggiungere 2 euro per ogni grammo di CO2 eccedente i 95 grammi per chilometro (g/km). Volendo fare un confronto, un’auto di media cilindrata (1600 centimetri cubici) viene a costare di bollo 182 euro contro i circa 230 dell’Italia.

Anche Regno Unito e Svezia fanno calcolare il valore dell’imposta in base alle emissioni di CO2. In Inghilterra il bollo è pari a zero euro sotto i 100 g/km, mentre un'auto con un valore di CO2 compreso tra i 151 a 165 deve versare 180 sterline (circa 209 euro). La spesa massima può arrivare a 505 sterline (quasi 587 euro) per le macchine più lussuose o sportive, che hanno valori di emissioni superiori ai 205 g/km, un ammontare comunque più contenuto rispetto all’Italia dove le auto più potenti pagano il superbollo. Per la Svezia invece la tassa di proprietà è costituita da una tariffa base di 360 corone svedesi (35,73 euro). Per le vetture a benzina si aggiungono 22 corone (2,18 euro) per ogni grammo di CO2 emessa sopra i 111 g/km. Stessa cosa per le diesel, che però devono moltiplicare questo surplus per 2,37 e aggiungere ulteriori 250 corone (24,81 euro).

Il bollo è obbligatorio come l’assicurazione?

In Italia esistono dei casi di esenzione dal versamento della tassa di proprietà, come ad esempio chi usufruisce dei benefici della Legge 104 (le persone affette da handicap accertato e i loro caregiver), oppure chi acquista un mezzo ecologico, a patto che sia previsto dalla normativa della Regione di residenza.

Diverso il discorso per l’assicurazione, che deve essere sempre stipulata dall’automobilista. A proposito di Rc Auto, ricordiamo che in Italia le compagnie quantificano il premio in base a una serie di parametri, che sono legati sia al veicolo che al guidatore. Nella news “Come si calcola il premio di un’assicurazione auto?” abbiamo riportato alcune di queste variabili, come ad esempio la cilindrata, l'alimentazione, l’anno di immatricolazione, la classe di merito, l’età del conducente e l’anzianità della patente.

Non dimentichiamo in tema di assicurazione l’importanza di individuare la tariffa più economica sul mercato, un compito che viene assolto da Segugio.it. Il portale confronta le proposte di polizze più convenienti in soli tre minuti, fornendo un elenco delle migliori RC Auto in base al profilo e alla storia assicurativa di chi deve sottoscrivere l'assicurazione online.

A cura di: Paola Campanelli

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