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Assicurazione per l’amico a quattro zampe, mercato in crescita

Il mercato delle polizze per animali domestici è stimato tra i 100 e i 200 milioni di euro all’anno, ma potrebbe arrivare a oltre 500 milioni entro la fine del decennio, grazie all’aumento del numero di animali domestici e alla crescente sensibilità sull’importanza della protezione.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia

ragazza che abbraccia il suo cane
Polizze animali domestici in crescita

Circa 19 milioni. Tanti sono i cani e i gatti presenti nelle case degli italiani, un numero che è cresciuto di anno in anno con un’accelerazione a partire dalla pandemia. Né il trend sembra destinato a esaurirsi considerato che nel nostro Paese cresce la popolazione anziana, che è tra le fasce più interessate ad avere un amico a quattro zampe.

Coprirsi dagli imprevisti

Considerato che sempre più spesso occorre fare i conti con i limiti di spesa, c’è il rischio concreto di non avere le risorse finanziarie per affrontare gli imprevisti, ad esempio quelle relative a visite dal veterinario oppure per il ricorso a un intervento chirurgico. Senza considerare che persino le razze più tranquille potrebbero incorrere in qualche danno a terzi, creando non pochi problemi – in termini di responsabilità ed economici – in capo ai padroni.

Tutte queste ragioni spiegano l’interesse crescente per le polizze dedicate agli amici a quattro zampe, che ormai stanno uscendo da una dimensione di nicchia per assumere una certa rilevanza. Sono sempre di più i proprietari di animali domestici che richiedono assicurazioni sia di responsabilità civile, sia per le spese veterinarie. Questo scenario ha stimolato un'ampia offerta da parte delle compagnie assicurative, con polizze sempre più personalizzabili e prezzi competitivi. Senza dimenticare che la transizione digitale, con la nascita delle app per la gestione delle spese veterinarie, rende più semplice la gestione delle polizze.

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Un segmento in crescita

Secondo un’analisi realizzata da Milano Finanza, questo segmento vale tra i 100 e i 200 milioni di euro all’anno, ma potrebbe arrivare a oltre 500 milioni entro la fine del decennio grazie all’aumento del numero di animali domestici e alla crescente sensibilità sull’importanza della protezione.

Guardando le opportunità dal lato dei consumatori, la prima indicazione è di prestare attenzione a cosa coprono le singole polizze. Infatti, nella maggior parte dei casi restano fuori i controlli di routine, mentre vengono rimborsate le spese veterinarie per un intervento chirurgico, compreso il ricovero. Il tutto – nella stragrande maggioranza dei casi – con la previsione di un massimale di qualche migliaia di euro.

Fino al 2009 esisteva un registro delle razze di cane pericolose, i cui esemplari avevano l'obbligo di assicurazione. In seguito, però, questo elenco è stato cancellato, secondo il ragionamento per cui è il padrone a essere responsabile del comportamento del proprio cane. Nonostante questo, l'assicurazione cane è obbligatoria in caso di segnalazione dell'esemplare da parte del veterinario. Se il cane si è reso responsabile di comportamenti aggressivi e in generale violenti, viene inserito nel Registro dei cani dichiarati a rischio elevato di aggressività, per cui serve una polizza di responsabilità civile per danni contro terzi.

Quanto alla consulenza dei nutrizionisti o degli stessi veterinari, solitamente non è compresa nelle coperture base, bensì richiede un costo per l’attivazione. Nelle soluzioni più complete – e quindi più costose – si arriva anche a garantire una linea telefonica dedicata per segnalazioni di avvistamento in caso di smarrimento. Ci sono, poi, restrizioni legate all’età (di solito sono tagliati fuori i cuccioli di pochi mesi, più imprevedibili) e alle razze (alcuni cani, particolarmente pericolosi, non godono di copertura). Quanto alla tutela legale, infine, di solito è presente solo nelle polizze gold e a un costo aggiuntivo che può arrivare anche a far raddoppiare il prezzo base. Quanto a quest’ultimo è difficile fare delle medie, dato che dipende da caso a caso.

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