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Cos’è il tagliando elettronico di assicurazione?

Le disposizioni in materia di dematerializzazione dei documenti assicurativi ha portato all’abolizione dell’obbligo di esporre il tagliando cartaceo sul parabrezza dell’auto. Il provvedimento, entrato in vigore nell’ottobre del 2015, ha fatto sì che il tagliando diventasse elettronico: con questo termine si intende semplicemente un documento digitale, consultabile in via telematica, in grado di attestare con certezza il pagamento regolare del premio assicurativo.

Attualmente il contrassegno viene consegnato solo come promemoria personale. Il cartaceo riporta:

  • il nome della compagnia;
  • la targa del veicolo a cui è riferito;
  • la data di scadenza della copertura.

I vantaggi del tagliando elettronico

La dematerializzazione del tagliando ha prodotto conseguenze positive, vista la diminuzione del numero di auto che circola senza assicurazione. A riferirlo è l’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), secondo cui le vetture prive di copertura che hanno circolato nel 2017 sulle strade italiane sono state 2,8 milioni (in media il 6,3% del parco circolante), contro i 2,9 milioni rilevati nell’arco del 2016 (il 6,7% del totale) e i 3,4 milioni del 2015.

La media delle auto senza polizza si attesta attorno al 10% al Sud e al 4,1% sia al Nord sia al Centro. In particolare, l’Italia centrale fa segnare il proprio picco nella regione Lazio, 9%, con Roma che risulta essere la città con il più alto tasso di evasori (9,8%). Nel meridione d’Italia si distinguono i valori poco superiori alla media nazionale di Basilicata, Molise e Sardegna, mentre la Campania e la Calabria fanno segnare una percentuale di veicoli non assicurati pari a oltre il doppio della media italiana.

Il tagliando elettronico facilita i controlli delle forze dell’ordine

Gli accertamenti sulla regolarità dell’RC Auto vengono effettuati attraverso un procedimento elettronico che si basa sul numero di targa del mezzo.

Il sistema per effettuare la verifica è molto semplice. La compagnia invia le informazioni relative alla polizza al SITA (Sistema Informativo Targhe Assicurative), la banca dati creata dall'ANIA: da qui, confluiscono nel database della Motorizzazione, che contiene i dati sui veicoli immatricolati. L'incrocio delle informazioni contenute nelle due banche dati consente agli agenti di conoscere se gli automobilisti sono assicurati o meno. Altrimenti, l’assicurato potrà esporre il certificato di assicurazione tramite il proprio smartphone, oppure potrà esibirne una copia in formato cartaceo.

Ricordiamo che chi circola senza assicurazione per la responsabilità civile rischia una pesantissima multa, la cui somma varia dagli 841 ai 3.366 euro. La violazione prevede anche che la circolazione sulla strada del veicolo sia fatta immediatamente cessare e che il mezzo stesso venga prelevato, trasportato e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio, individuato in via ordinaria dall'organo accertatore (solo in casi particolari può essere concordato con il trasgressore).

È bene specificare che il tagliando cartaceo è ancora allegato al certificato di assicurazione, il documento che attesta l’assolvimento dell’obbligo di assicurazione e che deve essere tenuto tassativamente a bordo del veicolo.

I dati contenuti nel certificato di assicurazione

Il documento contiene le seguenti informazioni:

  • il periodo per il quale è stato pagato il premio ed entro il quale la copertura RC è operante;
  • i dati del contraente di polizza;
  • il numero di polizza, la targa e la tipologia di veicolo;
  • i dati identificativi della compagnia.

Il mancato rispetto dell’obbligo di conservazione in auto del certificato assicurato comporta l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’articolo 180 del Codice della Strada, vale a dire una multa compresa tra i 41 e i 168 euro. In più, il trasgressore dovrà presentare tale documento alle autorità entro un termine stabilito, pena l’applicazione di ulteriori provvedimenti sanzionatori. “Chiunque senza giustificato motivo”, riporta il comma 7 dello stesso articolo, “non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, agli uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682”.

Secondo quanto riportato dal provvedimento numero 41 del 22 dicembre 2015, emanato dall'IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), la trasmissione del certificato da parte della compagnia può avvenire su supporto cartaceo oppure, ove il contraente abbia manifestato il consenso, tramite posta elettronica (con il documento virtuale che potrà essere stampato dallo stesso assicurato). Dunque, non è più necessario che il cliente riceva l’originale a mano o via posta: il certificato assicurativo così ricevuto potrà essere esibito agli agenti sia sullo smartphone che tramite stampa dello stesso formato online.

La smaterializzazione degli altri documenti assicurativi

Il processo di digitalizzazione ha interessato anche l’attestato di rischio, il documento in cui sono riportati la classe di merito dell’auto e tutti i sinistri (anche i minori) registrati nell’ultimo quinquennio. Mentre prima tutto era riportato su un foglio cartaceo che veniva fornito dall’assicuratore, adesso gli assicurati possono reperirlo sul portale della propria compagnia in un’area riservata, che è resa accessibile tramite delle credenziali fornite dalla stessa agenzia. Le compagnie sono tenute a caricare il documento sull'area riservata del cliente almeno trenta giorni prima della scadenza della polizza e della stipula di un nuovo contratto assicurativo.

A richiesta, gli assicurati possono scegliere di ricevere l’attestato anche tramite altre modalità, come posta elettronica e App per dispositivi mobili. Coloro che hanno poca dimestichezza con il web possono richiedere una copia cartacea dell’attestato di rischio alla propria compagnia.

L'attestato elettronico ha comportato alcune variazioni anche per le assicurazioni, che, all’atto delle nuove stipule, non devono più richiederlo all’assicurato, ma possono reperirlo direttamente alla banca dati dell’ANIA (dove tutte le compagnie sono tenute a depositarlo).

Ricordiamo che l’attestato di rischio è fondamentale per determinare il premio assicurativo annuo che il contraente dovrà pagare. Per questo motivo, è consigliabile controllarlo appena viene reso disponibile dalla propria assicurazione, in modo da verificare la correttezza di tutti i dati contenuti.

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