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Quali documenti servono per calcolare il mio preventivo assicurazione online?

Per calcolare il preventivo della propria assicurazione online bastano tre documenti:

Se il preventivo riguarda una polizza RC per un veicolo aziendale, servirà recuperare un documento ufficiale della società dove siano indicati ragione sociale, partita iva e indirizzo della sede legale. In caso di vincolo con contratto di leasing, si dovranno inserire i dati della società indicata come locataria e quelli della società di leasing, nonché la data di scadenza del vincolo.

Quali informazioni sono contenute nel libretto di circolazione?

Il libretto (o carta di circolazione) è un documento che attesta l’idoneità alla circolazione su strada pubblica di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Riporta le generalità del proprietario e tutte le caratteristiche del mezzo: le informazioni che servono per il preventivo sono l’anno di prima immatricolazione e la data di acquisto del veicolo, nonché la targa, il modello e l’allestimento, tutti dati che consentono di ottenere la tariffa corretta per il proprio profilo.

Ricordiamo che la carta viene rilasciata dalla Motorizzazione Civile al momento della nuova immatricolazione del veicolo. In caso di passaggio di proprietà, la carta dovrà essere aggiornata attraverso il rilascio di un tagliando adesivo che si colloca sul retro dello stesso documento.

L’articolo 180 del Codice della Strada impone al conducente del veicolo a motore di portare il libretto sempre con sé durante la circolazione su strada pubblica. Il mancato rispetto di quest’obbligo, accertato dalle forze dell’ordine, fa rischiare una multa compresa tra i 41 e i 168 euro, nonché la necessità di presentare il libretto entro un certo termine presso l'ufficio indicato dall'agente accertatore. Lo stesso articolo impone al guidatore la presenza di altri due documenti, la patente e il certificato di assicurazione – con quest’ultimo che ha la funzione di provare la regolarità dell’assicurazione di responsabilità civile obbligatoria per legge.

La perdita o il furto della carta di circolazione rende necessaria la denuncia presso un qualsiasi organo di polizia, che rilascerà un permesso provvisorio di circolazione da utilizzare fino all’ottenimento di un nuovo libretto. Sarà lo stesso agente a comunicare al proprietario del mezzo se sarà possibile ricevere il duplicato del libretto dall’UCO (Ufficio Centrale Operativo) di Roma direttamente presso il proprio domicilio.

Qualora non fosse possibile ottenere il duplicato con questo iter, servirà rivolgersi alla Motorizzazione Civile. Presso quest’ultima, l’interessato dovrà presentare domanda sul modello TT 2119, allegando i seguenti documenti:

  • ricevuta del versamento di 10,20 euro (effettuato a priori sul conto corrente postale 9001 intestato al Dipartimento trasporti terrestri);
  • copia della carta d’identità;
  • permesso provvisorio di circolazione ottenuto a seguito della denuncia.

A questo punto, la Motorizzazione rilascerà un nuovo permesso provvisorio valido fino alla consegna del duplicato del libretto.

Perché serve l’attestato di rischio?

L’attestato di rischio riassume lo storico assicurativo dell’intestatario della polizza RC Auto/Moto.

In particolare, contiene:

  • i dati del proprietario del mezzo e della compagnia;
  • il numero di sinistri con colpa avvenuti negli ultimi 10 anni (e il grado di responsabilità attribuitogli dalla compagnia);
  • la classe di merito di provenienza, di assegnazione e di conversione universale;
  • gli anni in cui il proprietario del veicolo è stato assicurato.

Il documento ha una validità massima di 5 anni e consente di determinare il premio assicurativo che il contraente dovrà corrispondere. Qualora il documento resti inutilizzato per più di cinque anni, l’assicurato si vedrà assegnare sulla nuova polizza la classe di merito meno conveniente (la quattordicesima).

Dal primo luglio 2015 l’attestato di rischio è diventato elettronico, vale a dire consultabile esclusivamente online, mentre prima di questa data veniva consegnato all’assicurato in forma cartacea. Questa nuova procedura consente agli utenti di reperire il documento sul portale della propria compagnia che, secondo il regolamento introdotto dall'IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) sulla dematerializzazione, ha l’obbligo di caricarlo almeno trenta giorni prima della scadenza della polizza e della stipula di un nuovo contratto assicurativo.

Gli assicurati possono anche scegliere di ricevere l’attestato via mail o tramite App per dispositivi mobili, mentre coloro che non sanno utilizzare internet possono richiedere alla propria compagnia una copia cartacea.

Ricordiamo che le imprese assicurative sono tenute a depositare l’attestato di rischio in un database gestito dall’ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicurative, e sotto il controllo dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, perché tutte le compagnie possano acquisirlo direttamente qualora l'assicurato decidesse di cambiare compagnia.

E per chi vuole usufruire della Legge Bersani?

Sarà necessario anche utilizzare i seguenti documenti:

  • l’attestato di rischio del familiare (purché il documento non sia più vecchio di un anno);
  • la copia dello stato di famiglia.

Grazie al Decreto Bersani è possibile ottenere un grande risparmio nell’acquisto di una polizza RC Auto/Moto, visto che permette al proprietario di un veicolo acquistato nuovo o usato di acquisire la stessa classe di merito di un mezzo circolante e assicurato già in suo possesso (o in possesso di un componente del nucleo familiare convivente).

L’agevolazione apportata dal decreto è estesa su tutto il nucleo familiare, per il quale s'intende l'insieme di persone presenti sullo stato di famiglia, ma non è utilizzabile da aziende e società visto che il veicolo da assicurare e quello già assicurato devono entrambi essere intestati ad una persona fisica.

Da febbraio del 2020 è previsto anche un vero e proprio ampliamento della Legge Bersani, in quanto le famiglie potranno rinnovare i contratti assicurativi per tutti i propri mezzi di trasporto adeguando le varie classi di merito alla classe più favorevole. Dunque, se solo l'auto del padre ha la prima classe, tutti i veicoli di moglie, figli e persone appartenenti al nucleo potranno ottenere la medesima classe. Tuttavia, per l’applicazione di questa nuova formula sarà necessario rispettare un unico requisito, ovvero che l'interessato non sia stato coinvolto in incidenti con responsabilità principale, esclusiva o paritaria negli ultimi cinque anni.

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