Caro benzina: stop al cartello giornaliero col prezzo medio
I benzinai non hanno più l’obbligo di aggiornare con cadenza giornaliera i cartelloni con il prezzo medio dei carburanti esposti nelle stazioni di servizio. Lo ha deciso il Consiglio di Stato. E, contro i costi alti di benzina e diesel, è caccia alle assicurazioni auto più convenienti.
La benzina continua a costare caro, ma i distributori non avranno più l’obbligo di aggiornare giorno per giorno i cartelli esposti nelle stazioni di servizio con indicato il prezzo medio dei carburanti.
Il Consiglio di Stato ha annullato in parte il decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy che imponeva ai benzinai questa nuova regola. Con la sentenza numero 1806, i giudici amministrativi hanno stabilito che l’articolo 7 della legge del 31 marzo 2023 è “manifestamente irragionevole e sproporzionata”.
Benzina: aggiornamento quotidiano irragionevole
Il decreto 5 del 2023, infatti, ha previsto che le stazioni di servizio lungo strade e autostrade espongano con adeguata evidenza cartelloni riportanti i prezzi medi di riferimento dei carburanti. Ma non ha previsto che l’aggiornamento debba avvenire con cadenza giornaliera: “Tale specifica prescrizione è stata introdotta dal decreto del 31 marzo 2023”, spiega la sentenza. E ancora: “Per un verso si impone di rendere conoscibile nei singoli punti vendita una informazione che il consumatore può avere (in forma ben più completa visto che è possibile sapere anche quale distributore applica i prezzi più bassi nella zona di riferimento) collegandosi al sito del ministero ovvero scaricando delle app; per altro verso si addossano i relativi costi informativi unicamente in capo ai distributori imponendo loro degli oneri irragionevoli e sproporzionati rispetto alla limitata utilità che l’informazione relativa al prezzo medio, in sé considerata, può avere”.
Per questo motivo, il Consiglio di Stato ha definito l’articolo 7 del decreto “illegittimo”, stabilendo che “deve essere annullato”. I giudici amministrativi hanno ribadito anche quanto aveva già fatto notare l’Antitrust: l’esposizione di una pluralità di prezzi “può confondere il consumatore invece di aiutarlo ad assumere la soluzione migliore nel proprio interesse”.
Urso: “Consiglio di Stato ha accolto il nostro ricorso”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha commentato la sentenza del Consiglio di Stato, dicendo che è stato accolto “il ricorso del ministero convalidando che la norma è pienamente rispondente al dettato della legge”. “Solo in un aspetto, l'articolo 7, sulla frequenza giornaliera del tabellone sul prezzo medio - ha aggiunto Urso - c’è stato un intervento che sostanzialmente ha tolto questo articolo e quindi ovviamente provvederemo alle modifiche”.
Prezzi benzina, Assoutenti: rivedere accise e tassazione
Per il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, “occorre rimettere al centro dell’attenzione le reali tematiche collegate ai rincari dei carburanti”. “È necessario - ha affermato - intervenire per rendere mobili le accise collegate al prezzo dei carburanti, allo scopo di impedire il superamento di una soglia massima di prezzo, e incentivare la scelta consapevole del consumatore tramite una app ufficiale che indichi in tempo reale i gestori che praticano i prezzi di benzina e gasolio più convenienti sul territorio”.
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