Bollo auto Emilia Romagna: esenzione dal pagamento o rimborso per le zone alluvionate
Chi ha dovuto rottamare la propria vettura non deve pagare l'imposta per l'anno 2023: nel caso lo avesse già fatto, può chiedere il rimborso. Inoltre, tutti i residenti possono versare l'imposta con scadenza di pagamento dal 1° maggio al 31 agosto 2023 entro il 20 novembre.
L’esecutivo dell’Emilia Romagna agevola gli automobilisti colpiti dall’alluvione dello scorso maggio.
Un recente provvedimento della Giunta regionale ha stabilito che i proprietari delle auto rottamate a causa del disastro siano esentati dal pagamento del bollo per il 2023 o possono chiedere il rimborso nel caso in cui l'imposta sia già stata versata.
Il beneficio riguarda tutti i cittadini residenti al primo maggio 2023 nei Comuni emiliano-romagnoli inclusi dal Governo nel decreto legge 61/2023, che disciplina le misure di sospensione dei termini dei tributi.
Bollo auto Emilia Romagna: la procedura da seguire per il rimborso
Per ottenere la restituzione occorre presentare una richiesta, tramite specifico modello, presso un ufficio ACI o la Regione Emilia Romagna. L’istanza non è presa in considerazione nel caso di mancata consegna dell’auto presso un centro autorizzato o un concessionario per la demolizione, oppure se la rottamazione viene effettuata dopo il 31 agosto 2023.
Versamento rinviato per gli altri automoblisti
I cittadini che vivono nel territorio alluvionato ma non hanno dovuto demolire l’auto, usufruiscono di una proroga per il pagamento dell’imposta. In particolare, il bollo con scadenza di pagamento dal 1° maggio al 31 agosto 2023 può essere versato senza l’applicazione di sanzioni e interessi entro il 20 novembre.
Bollo auto: le esenzioni in vigore in tutta Italia
Sono esentati dal versamento il bollo per i primi tre o cinque anni dalla data di prima immatricolazione i proprietari di auto ibride e elettriche – il termine varia a seconda della Regione di appartenenza. In alcuni territori questa agevolazione riguarda anche le auto con doppia alimentazione, ossia benzina/gpl o benzina/metano.
Usufruiscono invece di un’esenzione parziale dall’imposta i veicoli di interesse storico e collezionistico. Il riferimento va alle vetture di età compresa tra i 20 e i 29 anni, che devono pagare solo il 50% dell’importo del bollo. Per ottenere l’agevolazione è necessario presentare la domanda di aggiornamento della carta di circolazione del mezzo alla Motorizzazione Civile, allegando l'originale e la fotocopia del certificato che ne attesta la storicità.
Discorso diverso per le auto ultratrentennali. Per queste vetture l'esenzione è totale e soprattutto automatica: non occorre presentare alcuna domanda e non è inoltre necessario che il mezzo sia iscritto in un Registro storico.
Bollo auto: vademecum su come si calcola
Il calcolo si basa su due variabili della vettura: la potenza, espressa in kiloWatt (kW), e la classe ambientale di appartenenza.
Nel dettaglio, le automobili che rientrano nelle classi Euro 4, Euro 5 ed Euro 6, pagano 2,58 euro per ogni kiloWatt fino a 100 kW e 3,87 euro per ogni kW eccedente. L'importo per singolo kiloWatt cresce per le vetture più datate: per le Euro 0 bisogna corrispondere rispettivamente 3 euro e 4,5 euro, per le Euro 1 2,90 euro e 4,35 euro, per le Euro 2 2,80 euro e 4,20 euro e per le Euro 3 2,70 euro e 4,05 euro.
Facciamo un esempio concreto per avere un'idea della somma totale da versare. Chi possiede una utilitaria Euro 6 con potenza di 55 kW (75 cavalli) deve pagare 141,9 euro, ossia 2,58 euro moltiplicato per 55.
Ricordiamo che al calcolo potrebbe aggiungersi un’addizionale, variabile da Regione a Regione.
Un modo semplice per ottenere l’importo esatto del bollo è di collegarsi al portale dell'ACI. L'utente dovrà inserire pochi dati, quali il tipo di pagamento (ad esempio, rinnovo, prima immatricolazione, targa prova), il tipo di veicolo, la relativa targa e la Regione di residenza.
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