Microcar: sono sicure?
Sempre più diffuse in Italia, le microcar rappresentano per gli adolescenti una alternativa che viene considerata di solito meno pericolosa, rispetto ad un classico ciclomotore. Ma sono davvero più sicure di uno scooter o una noto? Scopriamolo insieme.
Alla fine degli Anni Novanta, in Italia timidamente, a Roma in maniera massiccia, cominciano a girare delle macchinine targate come ciclomotori, con costi di acquisto superiori a quelli di piccole utilitarie: si trattava dei primi esemplari di un nuovo motoveicolo, chiamato “microcar”. I genitori dei ragazzi quattordicenni li acquistavano convinti di dare ai figli più sicurezza rispetto ad un ciclomotore.
Subito però si imbattevano in un primo problema, ossia quello di trovare assicurazioni obbligatorie RC Auto convenienti per quadricicli e minicar (che variano a seconda dell'intestatario della polizza e della cilindrata) che erano prestate da pochissime compagnie, con un premio assicurativo medio annuo di circa 350 euro, per la sola copertura della responsabilità civile.
Il secondo problema si sta ponendo oggi, a distanza di quasi venti anni, in quanto Euro NCAP, l’associazione internazionale che si pone come obiettivo la sicurezza delle vetture, ha effettuato per la prima volta su questa tipologia di veicoli, i test di crash.
I risultati ottenuti sono poco confortanti. La velocità degli impatti a soli 50 km/h, non esclude infatti lesioni fatali nel crash test frontale, mentre in quello laterale, effettuato alla stessa velocità, le fiancate sono risultate scoperte, con il rischio che il conducente non cinturato possa essere scaraventato fuori dall’abitacolo.
Il problema deriva dalla Direttiva Europea 97/24/CE che prevede solamente il superamento di alcune prove sui pneumatici, sui sistemi di frenatura, sui dispositivi d'illuminazione e su quelli di segnalazione, oltre alla verifica degli ancoraggi delle cinture di sicurezza. Dalla Direttiva Europea non sono invece previste né verifiche strutturali, né crash test per verificare la protezione degli occupanti.
Una dimostrazione di come, chi sia alla ricerca della sicurezza per i propri figli, spendendo oltre 8.000€ per l’acquisto di quadricicli, in realtà non sia assolutamente garantito dalle attuali normative di omologazione in fatto di sicurezza. Al legislatore ed agli organi di controllo spetta il ruolo di non sottostare a regole “commerciali” e di “mercato”, e di tutelare in maniera adeguata la sicurezza dei propri cittadini, intervenendo con maggiore fermezza e rigore in tutte le aree grigie lasciate alla libera iniziativa dei produttori di auto.
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