Per riassumere
- La revisione moto va fatta entro 4 anni dalla prima immatricolazione, poi ogni 2;
- Il costo è di 45 euro alla Motorizzazione o 79,02 euro nei centri privati;
- Previste multe fino a 694 euro per chi non la esegue nei tempi previsti.
La revisione è un obbligo previsto dall'articolo 80 del Codice della Strada per verificare lo "stato di salute" della moto. Si effettua entro quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due anni. Multe fino a 694 euro per chi non la esegue nei tempi previsti.
Guidare un motociclo o un ciclomotore sulle strade italiane implica il rispetto di una serie di norme stringenti, tra cui l'obbligo imprescindibile di effettuare la revisione periodica. Questa procedura, disciplinata dall'articolo 80 del Codice della Strada, verifica la piena efficienza del veicolo e la sua idoneità a circolare in sicurezza sulle strade pubbliche.
La periodicità della revisione è chiara e rigida. Per i motocicli e ciclomotori, la prima deve avvenire entro quattro anni dalla data di immatricolazione, entro il mese in cui è stato rilasciato il documento circolazione; per le successive, il periodo scende a due anni, entro il mese corrispondente all'ultima revisione effettuata.
In base a questi termini, devono provvedere alla revisione moto nel 2026:
Vediamo un caso pratico: se la moto è stata immatricolata il 13 marzo 2022, la prima revisione va completata entro il 31 marzo 2026; la successiva, invece, entro il 31 marzo 2028.
Il proprietario ha due opzioni principali. Può rivolgersi alle officine della Motorizzazione Civile, dove il costo fisso è di 45 euro, un prezzo calmierato per chi preferisce il circuito pubblico.
In alternativa, i centri privati autorizzati offrono lo stesso servizio a 79,02 euro, spesso con appuntamenti più rapidi e maggiore flessibilità oraria.
La revisione non è un semplice timbro, ma un esame approfondito diviso in fasi. Si inizia con un controllo amministrativo: il revisore esamina il documento di circolazione, confrontando il numero di telaio sul documento con quello inciso sul veicolo. È un passaggio cruciale per smascherare frodi o alterazioni.
Poi arriva il cuore dell'ispezione meccanica. Il tecnico verifica:
Successivamente, si effettua la prova di frenata su un banco a rulli. La moto viene posizionata sui rulli e il revisore misura la forza frenante applicata alla leva anteriore e al pedale posteriore.
Non finisce qui: segue la misurazione delle emissioni inquinanti. Una sonda collegata a un computer viene inserita nel terminale dell’impianto di scarico, analizzando i gas per assicurare che rispettino i limiti ambientali.
Per i ciclomotori, si testa anche il limite di velocità: il mezzo non deve superare i 45 chilometri orari, come previsto dalla normativa nazionale.
Al termine, tre possibili verdetti. Se le prove effettuate vanno a buon fine, si ottiene l'esito positivo o "regolare". Il proprietario riceve un'etichetta autoadesiva da inserire sul documento di circolazione, con data del collaudo e chilometraggio registrato.
Se emergono anomalie minori, come uno pneumatico al limite, l'esito è "ripetere": si può continuare a circolare per 30 giorni, tempo sufficiente per effettuare la riparazione e ripresentarsi al centro di revisione.
Invece, per difetti che compromettono la sicurezza – freni inefficienti o emissioni oltre soglia – scatta l’esito "sospeso"; qui il mezzo può circolare solo per recarsi in officina, dove effettuare le riparazioni necessarie, e per il rientro al centro revisione.
Ignorare la revisione è un azzardo costoso. L'articolo 80 del Codice della Strada prevede per il trasgressore una sanzione amministrativa compresa tra 173 e 694 euro; se scaduta più volte, l'importo raddoppia. Inoltre, le forze dell'ordine sospendono la circolazione della moto, annotando il provvedimento sul libretto. La moto non può circolare fino all’esito positivo della revisione.
C'è un rischio ulteriore: la rivalsa assicurativa. Se si provoca un sinistro con revisione scaduta, l’assicurazione paga i danneggiati ma richiede in un secondo momento il rimborso della somma erogata.
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Per riassumere
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La Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha approvato le nuove misure per rendere più rigorose le revisioni dei veicoli. Previsti controlli più approfonditi su ADAS, emissioni e componenti dei veicoli elettrificati, oltre a nuove norme contro le frodi sui contachilometri manomessi.
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