⏰ In 30 secondi:
- Dal 1° ottobre 2026 stop diesel Euro 5 nei Comuni sopra i 100.000 abitanti;
- Regole diverse per Regione: Lombardia permanente, Veneto ed Emilia stagionali;
- 1 auto su 7 è diesel Euro 5: attesi effetti su mercato e assicurazioni.
Le nuove limitazioni interessano i Comuni con oltre 100.000 abitanti di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, mentre il Piemonte applicherà interventi compensativi in materia di qualità dell'aria. Le regole variano da Regione a Regione, con modalità e periodi di validità differenti.
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Dal 1° ottobre 2026 entreranno in vigore nuove limitazioni alla circolazione delle auto diesel Euro 5 in alcune aree del Nord Italia. Il provvedimento, rinviato di un anno rispetto alla scadenza inizialmente prevista, ha l'obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti e migliorare la qualità dell'aria nelle zone del Bacino Padano, tra le più critiche d'Europa sotto il profilo dello smog.
Le modalità di applicazione, tuttavia, non sono identiche in tutte le Regioni, perché la normativa consente agli enti locali di adottare misure alternative, purché garantiscano gli stessi risultati sul fronte della riduzione delle emissioni.
Il blocco entrerà in vigore in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, mentre il Piemonte ha scelto una strada diversa.
La Regione Piemonte, infatti, ha approvato un aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell'aria che introduce una serie di interventi compensativi, evitando così il blocco strutturale dei diesel Euro 5.
Tra le misure, figura l’incentivo all'utilizzo dei biocarburanti HVO (Hydrotreated Vegetable Oil o olio vegetale idrotrattato): la Regione investirà 14 milioni di euro per favorire l’uso di questi carburanti sulle auto diesel Euro 5 ed Euro 6, erogando un contributo compreso tra 50 e 100 euro l’anno per gli automobilisti residenti.
Una delle principali novità introdotte con il rinvio riguarda i Comuni interessati. In origine, le limitazioni avrebbero dovuto coinvolgere tutti i centri urbani con oltre 30.000 abitanti. Con le modifiche approvate, invece, il blocco sarà applicato nei Comuni con più di 100.000 residenti.
La normativa lascia comunque alle Regioni la possibilità di adottare misure alternative, purché siano in grado di garantire risultati equivalenti nella riduzione dell'inquinamento atmosferico. Allo stesso tempo, gli enti locali potranno decidere di introdurre restrizioni ancora più severe se le condizioni ambientali lo renderanno necessario.
Le modalità di applicazione non saranno uniformi. In Lombardia il divieto sarà permanente durante tutto l'anno: si applica nei giorni feriali, nella fascia oraria compresa tra le ore 7.30 e le 19.30, con la possibilità di aderire al sistema Move-In, che consente di circolare entro un determinato limite chilometrico annuale.
In Veneto, invece, il blocco sarà stagionale: entrerà in vigore dal 1° ottobre 2026 fino ad aprile 2027 e si ripeterà ogni anno nello stesso periodo. I giorni interessati dal blocco sono sempre i feriali, nella fascia oraria compresa tra le ore 8.00 e le ore 18.00.
Anche in Emilia-Romagna le limitazioni saranno stagionali, dal 1° ottobre al 31 marzo dell’anno seguente; le limitazioni saranno in vigore nei giorni feriali, nella fascia oraria che va dalle ore 8.30 alle 18.30.
Secondo le analisi condotte da Carfax, circa un'auto verificata su sette appartiene ancora alla categoria diesel Euro 5, che sono immatricolate tra il 2009 e il 2014. Si tratta, quindi, di un numero significativo di veicoli che subiranno importanti limitazioni alla circolazione nelle aree interessate.
L'identikit medio di queste vetture evidenzia alcune caratteristiche comuni. Hanno un'età di circa 12 anni e una percorrenza media di circa 146.000 chilometri, superiore rispetto alla media generale del mercato dell'usato.
L'introduzione del blocco dei diesel Euro 5 potrebbe avere effetti anche sul mercato delle auto usate. Con la riduzione delle possibilità di utilizzo in una parte importante del Paese, è probabile che la domanda di questi modelli diminuisca progressivamente, influenzandone le quotazioni.
Parallelamente, potrebbe crescere l'interesse verso veicoli più recenti, come i diesel Euro 6 oppure le alimentazioni alternative, considerate maggiormente compatibili con le future politiche ambientali.
Lo conferma un’indagine di Segugio.it: un’autovettura con meno di 5 anni di età comporta mediamente un risparmio annuo, rispetto ad un’autovettura con 15 o più anni, che va dai 48 euro per chi staziona nella classe di merito 1 ai 209 euro per chi staziona nella classe 14.
Ricordiamo, però, che con Segugio.it è possibile individuare l'assicurazione auto con il miglior rapporto garanzie/prezzo tra i preventivi offerti dalle diverse compagnie online partner.
Ad esempio, ipotizziamo la richiesta di una automobilista 49enne – prima classe di merito da almeno due anni, zero sinistri negli ultimi cinque anni, patente mai sospesa, percorrenza media annua di 15.000 chilometri – residente a Faedis (provincia di Udine), che vuole assicurare una Fiat Freemont 2.0 Multijet 140 CV Urban (diesel Euro 5) immatricolata nel 2011.
Segugio.it consiglia il preventivo Linear, che fa pagare 360,15 euro. Linear applica per la polizza una formula di guida esperta, che consente l’utilizzo dell’auto assicurata a tutti i conducenti con più di 26 anni. Se al momento del sinistro il veicolo è guidato da un conducente di età inferiore, l'assicurazione potrà recuperare dall’assicurato fino a un importo di 3 mila euro per le somme pagate ai terzi danneggiati.
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| Polizza Auto Allianz Direct - Direct Repair | 6,5 milioni di € per le persone, 6,5 milioni di € per le cose | da 150,21 € |
| Polizza Auto Bene Assicurazioni | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 155,36 € |
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| Polizza Auto Verti Ripara | 15 milioni di € per le persone, 4,5 milioni di € per le cose | da 173,10 € |
| Polizza Auto Linear Assicurazioni Riparazione Diretta | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 173,88 € |
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| Polizza Auto ConTe.it | 10 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 181,32 € |
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Il MIMIT ha avviato un confronto con IVASS, ANIA e compagnie assicurative per valutare interventi in grado di ridurre le differenze territoriali dei premi RC Auto. L'obiettivo è rendere il sistema più equo, valorizzando maggiormente il comportamento dei conducenti rispetto alla residenza.
Il parco circolante italiano conta 41,7 milioni di auto: di questi, circa 18,3 milioni hanno più di 15 anni. Il dato arriva da un’analisi di AutoScout24 su dati ACI. Il Sud ha le auto più vecchie: in Calabria, Sicilia e Campania oltre il 50% delle vetture circolanti appartiene alla classe fino ad Euro 4, ossia immatricolate prima del 2009.