⏰ In 30 secondi:
- Le revisioni UE includeranno controlli sui sistemi avanzati di guida (ADAS);
- Batterie e impianti ad alta tensione dei veicoli elettrici saranno esaminati;
- Le auto con richiami inevasi rischiano di non superare la revisione.
L'Unione Europea prepara una stretta sulle revisioni auto, con controlli più approfonditi su ADAS, emissioni e batterie delle vetture elettrificate. Le novità, approvate dalla Commissione Trasporti e prossimamente al vaglio del Parlamento europeo, puntano a migliorare la sicurezza stradale.
⏰ In 30 secondi:
L’Unione Europea accelera sul fronte della sicurezza stradale e si prepara a introdurre nuove regole per la revisione periodica dei veicoli.
La Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha dato il via libera alla proposta di aggiornamento della legislazione comunitaria in materia di ispezioni periodiche, approvandola con un ampio consenso: 30 voti favorevoli, 11 contrari e due astensioni.
Le modifiche in discussione puntano a introdurre verifiche più approfondite sui sistemi di assistenza alla guida, sui veicoli elettrici e sulle emissioni inquinanti, oltre a rafforzare gli strumenti di contrasto alle frodi nel mercato dell'usato.
Tra le principali novità figura l’estensione delle verifiche ai dispositivi elettronici che oggi equipaggiano gran parte delle vetture di nuova generazione. Infatti, le revisioni dovranno tenere conto anche del corretto funzionamento dei sistemi avanzati di assistenza alla guida, conosciuti come ADAS.
L’obiettivo è accertare che questi sistemi continuino a funzionare correttamente anche dopo anni di utilizzo, garantendo la massima protezione a conducenti e passeggeri.
La crescita delle immatricolazioni di auto elettriche e ibride ha spinto Bruxelles a prevedere controlli specifici per queste categorie di veicoli.
Le future revisioni includeranno verifiche dedicate alle batterie di trazione, ai sistemi ad alta tensione e agli altri componenti elettrici che caratterizzano la mobilità a zero o basse emissioni.
L’obiettivo è assicurare standard di sicurezza adeguati anche per le nuove tecnologie, che richiedono competenze e procedure differenti rispetto a quelle utilizzate per i tradizionali motori a combustione interna.
Le proposte europee prevedono controlli più rigorosi sull’impatto ambientale dei veicoli. Gli eurodeputati hanno sostenuto l’introduzione di misurazioni relative al particolato e agli ossidi di azoto (NOx), tra gli inquinanti maggiormente associati ai motori termici.
Tuttavia, queste verifiche non saranno necessariamente obbligatorie in tutti i Paesi dell’Unione. Gli Stati membri potranno decidere in autonomia se integrare tali controlli nei propri programmi nazionali di revisione.
Un’altra novità riguarda i veicoli coinvolti in campagne di richiamo da parte delle Case automobilistiche.
Le vetture che non avranno effettuato gli interventi richiesti potrebbero non superare la revisione. Si tratta di una misura pensata per garantire che eventuali difetti riscontrati dopo la commercializzazione vengano eliminati in tempi rapidi.
In questo modo, si punta a ridurre il numero di veicoli potenzialmente pericolosi ancora presenti sulle strade europee.
Tra le proposte inizialmente avanzate dalla Commissione europea figurava anche l’introduzione della revisione annuale per auto e furgoni con più di dieci anni.
La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha però deciso di non approvare questa misura. Secondo gli eurodeputati, non esistono evidenze sufficienti per dimostrare che una maggiore frequenza delle revisioni possa ridurre significativamente il numero degli incidenti.
Resta quindi confermata l’attuale periodicità biennale prevista in molti Paesi membri, compresa l’Italia.
Le nuove norme puntano, inoltre, a facilitare la vita dei cittadini che vivono o lavorano temporaneamente in un altro Stato membro.
La proposta prevede la possibilità di effettuare la revisione in un Paese diverso da quello di immatricolazione del veicolo. In questi casi, verrebbe rilasciato un certificato temporaneo di idoneità alla circolazione con validità di sei mesi.
La revisione successiva dovrà comunque essere effettuata nel Paese in cui il mezzo è registrato.
L’Unione Europea vuole, infine, contrastare in modo più efficace il fenomeno della manomissione dei chilometri percorsi, una pratica che altera il valore reale dei veicoli usati.
Le officine che effettuano le riparazioni dovranno registrare le letture del contachilometri durante gli interventi che superano un'ora di lavoro: il dato verrebbe poi inserito in un apposito database nazionale per essere condiviso.
La misura punta a rendere più trasparente il mercato dell’usato e a proteggere i consumatori da possibili truffe.
Le proposte dovranno affrontare i prossimi passaggi dell’iter legislativo europeo, quali il confronto con il Consiglio UE e il voto finale del Parlamento.
Se approvate definitivamente, le nuove regole porteranno a revisioni più severe e tecnologicamente avanzate, adeguate alle caratteristiche delle automobili moderne.
Mettere in strada un veicolo con la revisione scaduta comporta conseguenze gravi. L'articolo 80 del Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa che varia fino a 694 euro.
C'è un altro rischio importante: se il veicolo senza revisione causa un incidente, la compagnia può chiedere al proprietario/assicurato la restituzione di quanto versato ai danneggiati a titolo di risarcimento – il cosiddetto diritto di rivalsa.
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