Riserve tecniche
Le riserve tecniche sono gli accantonamenti finanziari che ogni compagnia di assicurazione è obbligata per legge a mettere da parte per garantire di poter far fronte agli impegni futuri presi con i propri assicurandi.
In parole semplici, sono i fondi che assicurano che la compagnia avrà sempre le risorse necessarie per pagare i risarcimenti, anche in caso di eventi imprevisti o di un elevato numero di sinistri.
Questi accantonamenti rappresentano una delle voci più importanti nel bilancio di un'impresa assicurativa e sono un indicatore fondamentale della sua solidità e affidabilità. Le riserve tecniche si dividono principalmente in due categorie:
- Riserva premi: è costituita da quella parte del premio assicurativo già incassato ma di competenza degli anni futuri. Serve a coprire i rischi per i quali la compagnia si è impegnata ma che non si sono ancora manifestati;
- Riserva sinistri: è destinata a coprire il costo dei sinistri che sono già avvenuti ma non sono stati ancora liquidati. Copre sia i sinistri denunciati ma in fase di valutazione, sia quelli avvenuti ma non ancora denunciati alla compagnia.
Questa distinzione è particolarmente evidente nel ramo danni. Mentre nel ramo vita, la logica è più complessa e si basa principalmente sulle riserve matematiche. Queste sono calcolate con criteri attuariali per garantire la copertura degli impegni a lungo termine, come il pagamento di un capitale o di una rendita a scadenza o a fronte del decesso del contraente.
In sintesi, un adeguato livello di riserve tecniche, costantemente vigilato dalle autorità di controllo come l'IVASS, è la principale garanzia per l'assicurato che la compagnia scelta sarà sempre in grado di onorare i propri obblighi contrattuali.