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Viaggi: Ue apre procedura contro l’Italia sui rimborsi

Pubblicato il 10/07/2020

L’Italia ha una normativa che non riconosce a pieno i diritti dei viaggiatori e per questo l’Unione europea ha avviato una proceduta di infrazione nei confronti del nostro Paese in merito alla questione dei rimborsi dei viaggi. Dopo il recentissimo intervento dell’Antitrust, che aveva chiesto al Governo di modificare immediatamente la norma per riconoscere la libertà di scelta dei cittadini, è dunque intervenuta anche Bruxelles a chiedere per gli utenti la garanzie della restituzione delle somme pagate. Un problema non nuovo, ma che è esploso a causa della pandemia da coronavirus, che ha fatto ‘saltare’ tutti i viaggi programmati (di lavoro o per vacanze) durante i mesi del lockdown.

Federconsumatori, urge modifica alla norma sui voucher

La Commissione Europea, in particolare, ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia (e della Grecia) per aver promulgato una normativa nazionale che permette a compagnie aeree, di navigazione, tour operator e agenzie la facoltà di, in caso di viaggi non fruiti a causa dell’emergenza sanitaria, di offrire voucher quale unica forma di risarcimento (e non il rimborso come prescrive la legge europea) e quindi di non restituire ai clienti l’importo versato. L’avvio del procedimento dell’UE, ricorda Federconsumatori, “arriva dopo gli interventi già avviati da Enac e Antitrust e dimostra (come se ce ne fosse ancora bisogno) la necessità di un’immediata modifica della legge che appunto regolamenta questi stessi rimborsi”.

Due mesi di tempo per una risposta

L’Italia (e la Grecia) hanno ricevuto una lettera di costituzione in mora, la prima fase della procedura di infrazione delle norme Ue: ora hanno due mesi di tempo per rispondere in merito. L’associazione per la difesa dei consumatori sottolinea di avere “evidenziato più volte nelle scorse settimane e non ci stanchiamo di ribadirlo: non possono essere gli utenti a pagare le conseguenze del momento di difficoltà che l’intero comparto turistico sta attraversando”. È necessario, aggiunge, “individuare altri meccanismi a sostegno del settore, garantendo però la tutela dei diritti dei cittadini”. Federconsumatori si chiede a questo punto “cosa aspetti il Governo a intervenire e a modificare la normativa, lasciando quindi agli utenti la facoltà di scegliere tra la restituzione della somma pagata e l’emissione del voucher”.

Perché è difficile usare i voucher, perché è meglio assicurarsi

Durante la pandemia le famiglie hanno affrontato importanti problematiche “e in un contesto come quello attuale sono evidenti le difficoltà di utilizzo di un voucher, anche perché non è ancora possibile sapere con esattezza come e quando sarà possibile viaggiare di nuovo. Per contro, ha sottolineato l’associazione - il rimborso degli importi versati potrebbe risultare utile ad un elevato numero di utenti”. È un problema che interessa direttamente tutti i viaggiatori, anche se quelli che hanno acceso una polizza assicurativa sul loro viaggio ne sono meno toccati.

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Obbligo dei trolley in stiva, illegittimo un sovrapprezzo

Intanto, in osservanza alle norme sulla sicurezza sanitaria, sono entrate in vigore le nuove regole sul trasporto dei bagagli a mano emesse da Enac (come previsto dal Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 giugno scorso). Già da qualche giorno, per motivi sanitari, sugli aerei in partenza e in arrivo in Italia non è più possibile, neanche a pagamento, il trasporto del classico ‘trolley da cabina’. Al fine di evitare l’uso delle cappelliere, infatti, è consentito portare con sé solo una borsa o uno zaino di dimensioni tali da consentirne il posizionamento sotto al sedile di fronte al passeggero. Enac ha anche stabilito il divieto di applicazione di costi extra per il trasporto bagagli in stiva: pertanto è da ritenersi scorretto oltre che illegittimo qualsiasi eventuale sovrapprezzo chiesto per questo servizio dalle compagnie aeree.

A cura di: Fernando Mancini
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