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Veicoli industriali: immatricolazioni col segno più ad ottobre

L'andamento del mercato dei veicoli industriali è in linea con il 2019: ad ottobre si registra un incremento del 3,9 per cento dopo la forte crescita di luglio, agosto e settembre. A favorire questo trend il recupero dei ritardi di immatricolazione accumulati nella prima fase di lockdown.

Pubblicato il 12/11/2020

Anche il mese di ottobre è stato un periodo positivo per i veicoli industriali. Registrato, infatti, un incremento del 3,9% delle immatricolazioni dei veicoli con massa totale a terra superiore alle 3,5 tonnellate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

I dati sono stati diffusi dal Centro Studi e Statistiche dell’Unrae, l’Associazione delle Case estere, in base alle informazioni fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo i forti incrementi registrati nei mesi di luglio, agosto e settembre, anche ad ottobre i risultati sono gratificanti: si registrano, infatti, 1.910 immatricolazioni rispetto all’anno scorso quando se ne contavano 1.838. Nei primi dieci mesi del 2020 si rileva comunque una perdita pari al 17,5% rispetto allo stesso periodo del 2019: si parla di 16.223 immatricolazioni in totale contro le 19.665.

La crescita resta, intanto, a due cifre per il segmento dei veicoli pesanti con massa totale a terra uguale o superiore alle 16 tonnellate: si registra un incremento dell’11,7% su ottobre 2019. Parliamo di 1.627 immatricolazioni contro 1.457. Il bilancio dei primi dieci mesi dell’anno è del -16,9% sullo stesso periodo del 2019: si contano 13.125 immatricolazioni contro le 15.786 dello scorso anno.

Stimata a fine anno una perdita del 16/17%

“Il dato più significativo, anche ai fini di una previsione sul possibile andamento futuro del mercato complessivo – sottolinea Paolo A. Starace, presidente della Sezione Veicoli Industriali di Unrae – sembra venire in questo momento dal comparto dei veicoli leggeri, in particolare da quello che comprende i mezzi compresi tra le 6t e le 16t di massa totale a terra che, dopo il balzo anomalo dei mesi estivi, è già ritornato a ottobre su un valore negativo a due cifre: -28,8% su ottobre 2019”. 

Il recupero dei ritardi di immatricolazione accumulati nella prima fase di lockdown ha riportato l’andamento del mercato su valori in linea con il 2019, ma pian piano si iniziano nuovamente a fare i conti con la realtà. La previsione dell’Unrae è che la perdita annua consolidata si attesti su -16/17% rispetto al 2019.

“Se non si riuscirà a sostenere la domanda in modo mirato, anche le imprese della filiera automotive che distribuiscono ed assistono i veicoli si troveranno in crescenti difficoltà. Non sappiamo quali e quante siano le aziende operanti nel settore dell’autotrasporto e della distribuzione che già hanno fermato l’attività, né prevedere quante alla fine sopravvivranno all’emergenza”, aggiunge Starace.

Il presidente della Sezione Veicoli Industriali di Unrae traccia anche un bilancio in merito agli investimenti fatti nell’autotrasporto: “Oggi abbiamo due serbatoi di portata biennale dai quali le imprese di autotrasporto possono attingere risorse trasporto per gli anni 2020-2021, che conta oltre 120 milioni di euro divisi in egual misura sulle due annualità, e quello posto in essere dalla Legge fiscale del 2019 che destina circa 25 milioni di euro, sempre per gli anni 2020 e 2021, all’acquisto, contro radiazione per rottamazione, di autoveicoli Euro VI o alternativi, con lo scopo di svecchiare il parco circolante in prospettiva green.”

Dai dati risulta che la categoria di veicoli nella quale è stato presentato il maggior numero di domande, dalle ore 10 del 1° ottobre scorso, è quella che riguarda l’acquisto di Euro VI contro rottamazione di veicoli di precedenti classi di inquinamento. In questo caso, infatti, si è arrivati al 132% dei fondi disponibili, mentre per l’acquisizione di veicoli ad alimentazione alternativa è impegnato ad oggi solo il 77% delle risorse disponibili.

L’associazione delle Case estere si chiede, dunque, quanto il mercato italiano dei veicoli industriali sia pronto ad intensificare la domanda di motorizzazioni alternative nelle attuali condizioni e se sia opportuno rivedere la ripartizione delle risorse coerentemente con la domanda. Ciò che risulta essere certo per Starace è che ogni veicolo di classe anteriore all’Euro VI, che si riesca in qualche modo ad eliminare dalla circolazione, costituisca una vittoria concreta in termini di sostenibilità del parco.

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A cura di: Tiziana Casciaro
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