Targhe straniere: le nuove regole

03/10/2019

Targhe straniere: le nuove regoleDecreto sicurezza. Una norma approvata, non senza polemiche, dal precedente Governo che ha avuto un forte impatto in numerosi ambiti, non ultimo quello della mobilità. Tra le misure previste dal dispositivo, infatti, figura la modifica in senso restrittivo dell’articolo 93 del Codice della Strada sancendo il divieto, a chiunque abbia stabilito la propria residenza in Italia da oltre sessanta giorni, di circolare nel Paese a bordo di un veicolo immatricolato all’estero.

Oltre a intervenire sul già citato articolo, quanto stabilito dal Decreto Sicurezza influenza anche un altro articolo del Codice della Strada, il 132, secondo il quale, “autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero, che abbiano adempiuto le formalità doganali, sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno”.

In questo caso lo fa disponendo la cancellazione del limite temporale, con ciò rendendo responsabile di un illecito, e in quanto tale punibile, qualsiasi persona fermata alla guida in un veicolo con targa straniera. Leggi anche la news: 'Targhe prova, tutte le novità'.

Un eccesso? Un’esagerazione? Verrebbe da pensare di sì, a giudicare dalla decisione presa dal Ministero dell’Interno che, con una specifica circolare datata 4 giugno 2019, ha leggermente ammorbidito quanto indicato dal Decreto soprattutto per cercare di venire incontro alle necessità del gran numero di lavoratori stagionali che ogni anno arrivano in Italia.

Cosa dice, dunque, la circolare? In sostanza, stabilisce per tutti coloro che risultino normalmente residenti sul territorio nazionale l'abolizione del divieto di circolazione con un’automobile che abbia targa straniera. Per capire esattamente la portata (e le conseguenze) della circolare, è però necessario aver chiaro cosa significa l’espressione “residenza normale” in Italia. Con tale termine si intende qualsiasi luogo sul nostro territorio in cui una persona dimora abitualmente, vale a dire per almeno 185 giorni l’anno, tanto per interessi personali quanto per ragioni professionali.

Inoltre, si dà residenza normale in Italia in tutti i casi in cui una persona, con interessi professionali in altro Stato appartenente all’Unione Europa o allo Spazio economico europeo, abbia motivi personali che lo portino ad abitare per determinati periodi di tempo nel nostro Paese, a condizione che vi faccia ritorno con regolarità. 

Ora, ben si comprende come la prima delle due condizioni sia quella che fotografa la situazione dei lavoratori stagionali. Secondo quanto scritto nella circolare, infatti, questi ultimi sono soggetti residenti anagraficamente in altro Stato membro dell’UE che si trovano in Italia per svolgere attività lavorative e che per questa ragione giungono qui con proprie vetture immatricolate all’estero. Decorsi 185 giorni di permanenza in Italia, possono acquisire la “residenza normale” e, in questo modo, non essere più soggetti al divieto di circolazione.

Alla circolare emanata dal Viminale va senza dubbio il merito di aver semplificato e alleggerito a livello burocratico-amministrativo il peso di alcune disposizioni del Decreto Sicurezza, soprattutto se si considera che il testo non si è limitato a intervenire sul problema dei lavoratori stagionali, ma ha annullato il divieto di circolazione anche nel caso in cui il veicolo venga usato con un contratto di leasing e per un noleggio senza conducente.

Per entrambe le situazioni è sufficiente avere a bordo una dichiarazione della società intestataria del mezzo relativa ai contratti in essere (chi però, alla guida di un mezzo in comodato, venisse trovato sprovvisto del documento che attesti la regolarità della sua situazione, dovrà pagare una multa da 250 a 1.000 euro entro trenta giorni come termine massimo.

Fin qui le eccezioni alla regola. Ma cosa accade a chi risulta escluso dalle correzioni previste nella circolare? Incorre in una multa da 712 a 2.848 euro, la notifica ufficiale del divieto di circolazione e nel caso in cui, entro tre mesi, la vettura non venga immatricolata in Italia o non si richieda il rilascio di un foglio di via, la confisca amministrativa.

In ogni caso, la prima cosa da verificare è la presenza di una valida RC Auto per la propria vettura. Per avere un'idea concreta delle possibilità offerte dalle principali compagnie, del tipo di garanzie abbinabili e della spesa da sostenere, si può consultare il sito Segugio.it.

A cura di: Francesca Papapietro
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