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Sicurezza stradale: troppi morti, serve un nuovo Codice

Pubblicato il 09/12/2019

I morti sulle strade italiane sono ancora molti: oltre a rivelarsi  necessaria una maggiore responsabilità degli automobilisti, da ottenere anche con una maggiore severità nell’applicazione delle pene, occorre un nuovo Codice della strada che rispecchi quello che è diventata nel frattempo la realtà del trasporto nel nostro Paese e mondiale. È la sintesi del #FORUMAutoMotive, convegno sul tema “L’allarme sicurezza stradale tra i (soliti) ritardi della politica”, aggravati dalla crisi di Governo con i tempi nuovamente allungati per il varo del nuovo Codice della strada. All’evento hanno preso parte rappresentanti dell’industria della mobilità (due, quattro e più ruote e componentistica), esponenti parlamentari e rappresentanti di Polizia Stradale e delle istituzioni del mondo automotive.  

Vanno riviste le pene, garantendone la certezza

In Italia, ha affermato il Prefetto Roberto Sgalla, già direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato, “manca una visione globale sul tema della sicurezza stradale, ci si muove solo sulla base di fasi emergenziali e della ricerca di consenso. L’attuale Codice della Strada, datato addirittura 1992, è superato dall’evoluzione della mobilità. Non basta riformarlo, ma serve una nuova Legge Delega che consenta di arrivare a un nuovo Codice tarato sulle nuove forme di mobilità e microbilità”. Secondo il prefetto, inoltre, “vanno riviste le pene, garantendone la certezza, prevedendo soprattutto la sospensione della patente per i più comuni comportamenti di colpevole distrazione alla guida legati all’uso degli smartphone”. Solo così, ha concluso, si potranno contrastare seriamente i numeri già oggi allarmanti di 600 pedoni e 350 ciclisti morti ogni anno, senza contare le 3.300 vittime degli oltre 172mila incidenti che si verificano sulle nostre strade. I costi sociali legati agli incidenti stradali ammontano a 17 miliardi di euro: un costo oggi insopportabile” 

Un bollettino di guerra: 3.300 morti

Sul tema sicurezza stradale è intervenuto anche l’onorevole Paolo Gandolfi, urbanista ed ex deputato relatore della Legge dell’Omicidio Stradale. “Si dice – ha affermato - che siano diminuiti i morti sulla strada, ma 3.300 rappresentano cifre da bollettino di guerra. Senza dimenticare che questo valore è pari al doppio di quelli rilevati in Gran Bretagna, che ha un numero di abitanti simile a quello dell'Italia. Paradossalmente, se si volessero dimezzare i morti sul lavoro in questo Paese, bisognerebbe operare prevalentemente sulla sicurezza stradale”. Giordano Biserni, presidente di Asaps, ha posto l’accento sui comportamenti scorretti e più frequenti degli automobilisti. “Il 25-30% dei conducenti – ha affermato - dichiara apertamente di usare il telefono alla guida. Le revisioni obbligatorie degli etilometri generano un pericoloso imbuto: quelli di Roma sono inviati a Milano e tornano dopo 6-8 mesi”. E nel frattempo, ha concluso, “negli ultimi tre anni il tasso di riduzione degli incidenti mortali è fortemente rallentato, fermandosi all'1-2%”

L’educazione stradale diventi materia scolastica

Le cronache degli ultimi mesi, ha evidenziato Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, “restituiscono un vero e proprio bollettino di guerra con una crescita continua degli incidenti dovuti in particolare alla distrazione da smartphone, alla guida in stato di ebbrezza o di alterazione da sostanze stupefacenti. Il rischio reale è che il recente cambio di Governo favorisca un nuovo allungamento dei tempi di approvazione della riforma del Codice della Strada che sembrava ormai vicino alla meta e che avrebbe dovuto imprimere un giro di vite, con sanzioni ancora più dure per i comportamenti maggiormente a rischio”. Per questo auspica che l’Esecutivo dia seguito al lavoro già impostato, portando rapidamente al traguardo la riforma. Altro tema che FORUMAutoMotive ha affrontato è stata la necessità che l’educazione stradale diventi materia scolastica, quindi obbligatoria e faccia media nel giudizio finale sullo studente.

Più attenzione e maggiore rispetto delle regole civili, a cominciare da quelle stradali, significa da parte dell’automobilista avere anche una buona conoscenza degli obblighi assicurativi di una vettura. Su questo aspetto può avere un valido supporto la consultazione della pagine dedicate alle guide su Segugio.it. Ad esempio in questa specifica sezione sulle garanzie accessorie previste dalla Rc auto si possono approndire aspetti non sempre chiari per chi stipula un'assicurazione, così come sulla pagina dedicata ai vantaggi della Legge Bersani si può capire meglio come approfittare di questa agevolazione.

A cura di: Fernando Mancini
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