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Seggiolini antiabbandono: ancora tanti i genitori che non li hanno acquistati

Pubblicato il 09/06/2020

Torniamo a parlare di seggiolini antiabbandono, i dispositivi entrati in vigore lo scorso 7 novembre 2019 e obbligatori per chiunque trasporti in auto bambini di età inferiore ai 4 anni.

A fine marzo l’88% delle famiglie non si era ancora allineata all’uso dei nuovi dispositivi imposti dal Governo, frenati dalle limitazioni agli spostamenti adottate a seguito dell’emergenza Coronavirus. Ad oggi, la percentuale di chi non li utilizza è ancora alta: secondo un’indagine condotta da Bluon (un noto produttore di allarmi antiabbandono), sette famiglie italiane su dieci non ha ancora montato il salva bebè sulla propria auto. Di queste, il 67% ha dichiarato che lo ha già scelto e lo acquisterà a breve, mentre il 22% è ancora indeciso sul dispositivo da adottare. Per quanto riguarda il bonus messo a disposizione dal Governo per l’acquisto dei dispositivi, solo il 53% sta valutando di farne richiesta.

Un contributo da 30 euro per il loro acquisto

L’agevolazione è richiedibile a partire dallo scorso 20 febbraio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili, che sono di circa 5 milioni di euro.

Il contributo è unico e può essere domandato sia dai genitori che dai legali tutori. Coloro che vogliono accedere al bonus devono registrarsi alla piattaforma informatica Sogei, accessibile anche dal portale del Mit (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti). L’incentivo viene erogato entro 30 giorni dalla richiesta sottoforma di buono spesa elettronico, da presentare ai negozi convenzionati al momento dell’acquisto dello stesso sistema di ritenuta. Il buono non utilizzato entro i 30 giorni dalla sua emissione, viene annullato.

Per i cittadini che hanno già provveduto all’acquisto del dispositivo è invece previsto un rimborso. Basterà presentare la richiesta allegando lo scontrino o il giustificativo di spesa: la somma sarà restituita tramite accredito sul conto corrente intestato al richiedente.

Multa salata per chi circola senza il sistema antiabbandono

Le sanzioni per chi non utilizza i nuovi dispositivi sono operative dal 6 marzo 2020. Per i trasgressori è prevista multa che varia dagli 83 ai 326 euro e la decurtazione di cinque punti patente. Per chi viene sorpreso a commettere la stessa infrazione più di una volta nel giro di due anni, sarà applicata anche la sospensione della patente fino a due mesi.

In tema di sanzioni, ricordiamo anche a chi viaggia con la propria auto l’obbligo della copertura assicurativa. Volendo individuare la migliore RC Auto, basta collegarsi a Segugio.it, il portale che consente di ottenere una serie di preventivi online da personalizzare con le garanzie accessorie più adatte al proprio profilo di assicurato.

Ma come funzionano i sistemi salva bebè?

I genitori possono decidere di acquistare un nuovo con dispositivo antiabbandono integrato oppure aggiornare il sistema di ritenuta già in uso con un congegno salva bebè aggiuntivo.

I primi funzionano scaricando dal proprio smartphone un'apposita Applicazione, che avvisa il conducente della presenza del bambino a bordo tramite segnali visivi e acustici (così come imposto dalla direttiva del Ministero). La mancata disattivazione dell’allarme entro un certo numero di secondi, fa scattare una chiamata di emergenza ai numeri di telefono preimpostati con le coordinate GPS della località in cui si trova il mezzo. Il costo dei sistemi di ritenuta integrati si aggira in media tra le 250 e le 300 euro.

I secondi, invece, prevedono la presenza di un cuscino con sensori da sistemare sul sediolino e funzionano nella maggior parte dei casi con l'utilizzo dell'accendisigari dell'auto (che alimenta il dispositivo): chi decide di acquistare il dispositivo aggiuntivo, deve mettere in conto una spesa che si aggira tra i 50 e gli 80 euro.

A cura di: Enrico Campanelli
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