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Rc auto e contenzioso assicurativo: migliaia le cause pendenti

RC auto e natanti: nel 2019 il contenzioso civile si è ridotto del 3,7 per cento rispetto al 2018, ma i tempi di formazione e chiusura delle cause continuano ad essere molto lunghi. Le cause civili di primo grado sono concentrate in Campania e nel Lazio.

Pubblicato il 22/12/2020

A fine 2019 si contano 221.453 cause civili e penali pendenti dei rami Rc auto e natanti. È quanto emerge dal bollettino statistico dell’Ivass. Il dato risulta in calo del -4% rispetto al 2018 e del -27% rispetto al 2010.

Le imprese, intanto, hanno accantonato riserve per 5,3 miliardi di euro. Un altro elemento importante che emerge dall’analisi è la riduzione del contenzioso civile del 3,7% rispetto al 2018. Restano, però, lunghi i tempi di chiusura delle cause. È negativo in primo grado il saldo tra cause civili promosse e chiuse.

Il contenzioso civile pendente di I grado

Dall’indagine effettuata dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni risulta che le cause civili di I grado sono concentrate per lo più in Campania (40,3%) e in particolare a Napoli (13,3%). In seconda posizione c’è il Lazio (13,3%) con Roma che raggiunge l’8,9%. In Campania risultano pendenti 84.111 cause, di cui 54.340 a Napoli, dove si registra la maggiore incidenza a livello nazionale dei sinistri oggetto di approfondimento per rischio frode. Nel 2017 in Campania si contavano 86.062 cause pendenti, di cui 56.931 a Napoli.

I dati nazionali risultano così influenzati dalla numerosità del contenzioso delle tre province campane di Napoli, Caserta e Salerno. L’importo pagato a livello nazionale per cause chiuse è pari a 922 milioni di euro, pari al 19% del riservato all’inizio dell’esercizio e al 7% dei premi lordi Rc Auto.

Le sentenze favorevoli alle imprese costituiscono in numero il 16,5% e in valore l’8,7% del pagato totale delle cause. Le cause chiuse con transazione sono pari in numero al 46,9% e in valore al 59% del totale, mentre le cause con rinuncia agli atti di giudizio sono pari in numero al 14,1% del totale e sono prevalentemente frutto di attività antifrode delle imprese.

Dal Bollettino statistico dell’Ivass emerge ancora che l’incidenza delle cause chiuse con transazione e soccombenza dell’impresa, rilevata per provincia, va da un minimo del 55% (Aosta) a un massimo del 77% (Caserta). I dati segnalano pure che le cause civili pendenti di I grado segnano un picco (pari ad un quinto del totale) con riferimento ai sinistri accaduti nel 2017, in corrispondenza del termine prescrizionale di due anni. Nel 2019 sono state promosse numerose cause civili di I grado, pari al 26,7% del totale, con anno di avvenimento del sinistro 2016 e precedenti, evidenziando una lenta formazione o registrazione del contenzioso.

Le cause civili ultra-quinquennali (2014 e precedenti) di I grado in numero sono il 27% delle cause totali (il 48% per importo), evidenziando così una lenta eliminazione del contenzioso pendente. Presso i Tribunali tali cause raggiungono in importo 1,6 miliardi e in numero rappresentano il 56% del totale.

Nel 2019 è stato registrato un fenomeno evidente di rinuncia agli atti del giudizio in Valle d’Aosta, Toscana e Molise. Il massimo in valore assoluto si registra a Napoli con 4.168 cause.

L’importo dei sinistri pagati

L’importo dei sinistri pagati nell’esercizio 2019 è pari a 10.683 milioni. Si tratta di un dato stabile rispetto all’esercizio precedente (10.729 milioni nel 2018), con punte a Roma (655 milioni), Napoli (402 milioni) e Milano (327 milioni).

Il costo medio dei sinistri complessivi pagati nell’esercizio 2019 è pari a 4.695 euro (4.522 euro nel 2018), con un massimo in Calabria (6.274 euro) e un minimo in Valle d’Aosta (3.980 euro). Il costo medio dei sinistri a riserva alla fine dell’esercizio 2019 è pari a 16.831 euro (16.819 euro nel 2018), con un massimo in Calabria (23.391 euro) e un minimo in Campania (12.616 euro, a Napoli 12.540 euro).

Il monitoraggio dell’Ivass

Il contenzioso assicurativo è un’importante area di rischio per le imprese. L’Ivass effettua, infatti, un preciso monitoraggio per sensibilizzare il mercato su questo fenomeno, che può essere causa di disagio per i consumatori, e per agire in un’ottica antifrode.

L’elevato numero di cause pendenti, soprattutto quelle ultra-quinquennali, è dovuto all’elevata durata dei processi. Tale situazione richiede l’accantonamento per un lungo periodo di risorse finanziarie per coprire il pagamento dei sinistri. Inoltre, gli elevati tempi di eliminazione del contenzioso pendente incidono negativamente anche sul livello dei premi attuali, influenzati negativamente dai ritardi nei pagamenti sui sinistri degli anni precedenti e dal potenziale ritardo nell’applicazione al responsabile del sinistro del malus.

A cura di: Tiziana Casciaro
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