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Polizze dormienti, l'Ivass al servizio degli assicurati

Stop alle polizze dormienti. Prosegue l'impegno dell'Autorità di vigilanza del settore assicurativo nella ricerca di polizze che non sono state ancora riscosse dai beneficiari. Il rischio si verifica quando nessuno di essi si attiva per liquidare la polizza.

Pubblicato il 16/12/2021
mano raffigura su un foglio il concetto di assicurazione vita
L'Ivass in campo per evitare il fenomeno delle polizze dormienti

Continua la ricerca di polizze, relative ad assicurati deceduti, che non siano state ancora riscosse dai beneficiari. L'IVASS assicura, infatti, anche per quest’anno – sia alle compagnie assicurative italiane che estere – il servizio di incrocio tra i codici fiscali degli assicurati italiani e i dati sui decessi presenti presso l’Anagrafe Tributaria. L’obiettivo è risvegliare le polizze dormienti. In questo modo vengono individuati i beneficiari che otterranno la liquidazione dei capitali assicurati.

Il servizio viene garantito ancora una volta dall’Ivass, in attesa che vengano stabilite le modalità di accesso diretto delle imprese di assicurazione alle informazioni dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente – ANPR, da poco istituita. In questo modo le compagnie assicurative potranno avere accesso diretto ai dati sui decessi per scongiurare proprio la piaga delle polizze dormienti.

Il rischio di dormienza si verifica quando nessuno dei soggetti coinvolti si attiva per liquidare la polizza. Ciò avviene se i beneficiari non sono a conoscenza dell’assicurazione o quando la compagnia non è in grado di venire a conoscenza della morte dell’assicurato e non si attiva dunque per procedere alla liquidazione.

Dopo dieci anni le polizze si prescrivono e non possono più essere riscosse dai beneficiari. Le somme vengono così devolute dalle imprese assicuratrici a un apposito fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il “Fondo Rapporti Dormienti” e non possono più rientrare nella disponibilità dei destinatari.

Per ridurre il rischio, l’Autorità di vigilanza del settore assicurativo ha richiesto alle compagnie assicurative di attivarsi con una serie di iniziative, facilitando la verifica dei decessi degli assicurati e l’identificazione dei beneficiari. È importante che ci siano scambi di informazioni con gli intermediari, comunicazioni periodiche ai clienti e consultazione dell’Anagrafe del Comune di residenza del cliente per aggiornare l’indirizzo o per verificare che l’assicurato non sia deceduto.

I consigli per i consumatori

Per l’Ivass sono cinque i punti da rispettare quando si decide di sottoscrivere un’assicurazione vita:

  • Se si stipula una polizza vita per tutelare il proprio futuro o quelli dei propri cari, è importante informare i familiari o coloro ai quali sono state destinate le somme dell’esistenza del contratto e dell’impresa con la quale è stato concluso.
  • Per essere sicuri che le somme, frutto del risparmio, siano riscosse, è fondamentare prestare attenzione alla designazione dei beneficiari. Bisogna indicarli nominativamente, evitando il ricorso a formule più generiche, come “eredi legittimi o testamentari, figli nati o nascituri, coniuge o coniuge al momento del decesso”.
  • Per permettere all’impresa assicurativa con cui è stata sottoscritta la polizza di attivarsi, è bene fornire tutte le informazioni utili a rintracciare i beneficiari. È importante aggiornare tali informazioni in caso di variazioni.
  • Se non si desidera mettere a conoscenza i beneficiari dell’esistenza della polizza alla sua sottoscrizione, è bene informare un soggetto terzo che si attivi al verificarsi dell’evento assicurato.
  • È possibile verificare se un familiare deceduto aveva stipulato una polizza vita mediante il Servizio ricerca coperture assicurative vite dell’Ania o rivolgendosi all’intermediario assicurativo, alla banca o all’impresa di assicurazione di cui si serviva il familiare. Si possono, infatti, chiedere informazioni – meglio se per iscritto – sull’esistenza della polizza.

Il "Servizio Ricerca Polizze Vita" di Ania è completamente gratuito e dà ai richiedenti, potenziali beneficiari della polizza, informazioni sull’esistenza o meno, presso le compagnie, di polizze relative a persone decedute. È quindi necessario formulare tante richieste quanti sono i potenziali beneficiari: per esempio, se è morto il genitore di due figli, sia il coniuge sia ciascuno dei figli dovrà formulare la richiesta. Ad effettuare la ricerca possono essere anche i delegati dei potenziali beneficiari, come l’avvocato di fiducia di famiglia.

L’Ania suggerisce anche – in caso di stipula di una polizza vita - di monitorare periodicamente la posizione assicurativa e la designazione effettuata, anche attraverso l’area riservata ai clienti sul sito internet della compagnia. In caso di esigenza di riservatezza si può indicare, oltre ai beneficiari, una terza persona alla quale la compagnia potrà rivolgersi al verificarsi dell’evento assicurato.

A cura di: Tiziana Casciaro
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