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Polizze auto, la rivoluzione è in arrivo

Il meccanismo che oggi definisce il costo dell'assicurazione potrebbe finire in soffitta. Nella definizione del premio sarà determinante anche il comportamento del guidatore al volante. La proposta parlamentare allo studio punta anche a fare la guerra ai veicoli non assicurati.

Pubblicato il 04/09/2021
Cambiamenti in arrivo per la definizione del premio assicurativo

Le assicurazioni auto come le conosciamo stanno per finire in cantina. Molto presto, potremmo dire addio al bonus malus, ovvero a quel sistema che determina il prezzo dell’assicurazione in base a premi e penalità.

Le compagnie assicurative e l’Istituto di vigilanza si sono esposte direttamente per chiedere una seria revisione del sistema. In particolare, Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) e Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) chiedono il cambiamento alla luce dell’introduzione della Legge Bersani e della Rc Familiare. Due meccanismi che hanno reso superabili le attuali norme di un settore che, oltretutto, è in continua evoluzione: si pensi all’elettrico,  o al diffondersi di spostamenti intermodali.

Come funziona oggi il bonus malus

Lo status quo prevede che il sistema bonus malus definisca il costo dell’assicurazione del nostro veicolo. Si tratta del meccanismo che definisce la classe di merito. Diciotto "gradualità" che vanno dalla prima alla diciottesima, con la prima che è la più vantaggiosa e l’ultima che è quella più cara.

Chi prende la patente per la prima volta parte dalla 14esima classe, a meno che non si appoggi alla Rc familiare, che permette di "ereditare" la classe di merito più vantaggiosa di uno dei familiari. Il sistema prevede avanzamenti verso l’alto, rincarando il costo dell’assicurazione, e verso il basso, con riduzione di prezzo, in base al comportamento al volante del guidatore. Se si causa un incidente, infatti, si perdono ben 2 classi; per scalare di 1 sola classe verso l’alto occorre che sia trascorso un anno intero senza incidenti.

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Come potrebbe cambiare il sistema

L’Ivass ha chiesto di prendere in considerazione, oltre al numero dei sinistri, anche il comportamento di un guidatore al volante. D'altronde, prima che entrasse in vigore la legge Bersani, le polizze che potevano vantare la più alta classe di merito erano inferiori al 50%; una percentuale che nel 2019 era balzata all'84% (dati Ania).

Ma questo non significa certo che tutti questi guidatori siano affidabili al volante. La proposta parlamentare allo studio punta poi a fare la guerra ai veicoli non assicurati, incrociando le banche dati dell'Ania sui veicoli assicurati con quella della Motorizzazione sui veicoli immatricolati. Un progetto che vede coinvolti anche i comuni.

Con questa rivoluzione si punta anche a contrastare l'evasione dell'Rc auto. Un fenomeno che vede circa 2,6 milioni di veicoli privi di assicurazione, con un mancato incasso di premi stimato dalle Compagnie in circa 1 miliardo di euro. Limitando questo fenomeno non si graverebbe sul Fondo vittime della strada, sovvenzionato ogni anno dalle compagnie, che però ne spalmano il costo su ogni polizza.

La rivoluzione passa dal digitale?

L’idea di Ivass e Ania è di utilizzare rilevatori a distanza come Telepass, Autovelox, ZTL e Tutor, opportunamente omologati, per avere un controllo costante sul territorio. Ma non solo. Il nuovo sistema assicurativo potrebbe avere una base molto forte nella digitalizzazione e, secondo indiscrezioni, addirittura permettere alla riforma di fare leva sui fondi europei legati al Recovery Fund, che puntano a favorire i progetti legati all’evoluzione tecnologica e alla digitalizzazione.

A cura di: Gabriele Petrucciani
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