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Parte in retromarcia il mercato dei veicoli commerciali

Il mercato dei veicoli commerciali parte col segno meno nel mese di gennaio. La flessione, già iniziata nel mese di dicembre, prosegue anche a inizio anno. Si contano a gennaio 11.930 immatricolazioni rispetto alle 13.243 dello stesso periodo del 2020.

Pubblicato il 18/02/2021

Non è iniziato nel migliore dei modi il nuovo anno per il mercato dei veicoli commerciali. Dopo la flessione già registrata nel mese di dicembre, anche nel mese di gennaio si rileva un ulteriore calo pari al -9,9% con 11.930 immatricolazioni. Nello stesso periodo del 2020 si contavano 13.243 immatricolazioni.

L’analisi è stata effettuata dall’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, secondo cui sui risultati del mese ha inciso negativamente l’attesa per l’apertura del Portale di richiesta degli incentivi introdotti con la Legge di Bilancio. “In pochissimi giorni però i 40 milioni destinati a tutte le motorizzazioni sono già andati esauriti, segno di quanto sia forte l’esigenza di rinnovo di un parco circolante ancora molto anziano”, dichiara Michele Crisci, Presidente dell’Unrae. 

Alla luce di questo andamento di richieste per il presidente dell’Unrae è fondamentale che il nuovo Governo si attivi con immediatezza al rifinanziamento del fondo per accelerare il processo di sostituzione dei veicoli più vecchi. Si tratta di una strada da perseguire – secondo il sodalizio – sia sul fronte della sicurezza della circolazione delle merci che per i vantaggi economici che il comparto può garantire al sistema Paese.

La sostituzione del parco circolante, ormai vecchio, rappresenta un tema importante per l’Associazione delle Case Automobilistiche estere anche per una questione di natura ambientale. “Un settore così strategico per la logistica delle merci, che avrà un ruolo da protagonista nella transizione tecnologica del trasporto, non può certamente essere lasciato indietro”, ha concluso il Presidente Crisci.

Gpl e metano motorizzazioni di nicchia

Dall’analisi effettuata dall’Unrae sulla struttura del mercato dell’intero anno 2020 viene fuori un andamento degli acquisti dei privati in linea con il mercato complessivo. Si conferma una sostanziale stabilità di quota al 21,8%. Le autoimmatricolazioni perdono 1/4 dei volumi immatricolati, scendendo al 5,8% di quota sul totale (-0,8 p.p.); il noleggio a lungo termine mette a segno la performance migliore fra i canali e, seppur con volumi in calo, guadagna 1,6 punti di quota, salendo al 23,6% di rappresentatività, con circa 37.800 immatricolazioni nell’intero anno. 

Non va tanto bene, invece, per il noleggio a breve termine, dove si registra una riduzione di due decimali di punto: si arriva al 6% di share, mentre le società perdono quasi un punto di quota, fermandosi al 42,7% con 68.359 veicoli immatricolati. Sotto il profilo delle alimentazioni, il motore a benzina nell’anno 2020 perde oltre il 40% dei volumi immatricolati e scende al 3,4% di quota sul totale (-1,5 p.p.). Va un po’ meglio per il diesel che perde, invece, meno di mezzo punto, coprendo l’88% delle immatricolazioni. 

Più rare Gpl e metano che si confermano sempre di più motorizzazioni di nicchia: scendono rispettivamente all’1,6% e al 3% di quota. Ad andare bene e a mettere a segno un’accelerazione sono ancora una volta i veicoli ibridi che passano dallo 0,7% del 2019 al 3,3% del totale 2020. I veicoli BEV rappresentano lo 0,7% del totale (+0,1 p.p.). L’anno 2020 – secondo l’analisi dell’Associazione delle Case automobilistiche estere - chiude con una CO2 media ponderata dei veicoli con ptt fino a 3,5t in linea con il 2019 e pari a 162,4 g/km.

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A cura di: Tiziana Casciaro
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