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Mobilità aziendale: sanificazione e auto più piccole

Pubblicato il 12/05/2020

L’effetto dell’emergenza sanitaria si fa sentire anche sulla mobilità aziendale, con gli addetti ai lavori che si interrogano sui possibili sviluppi post-coronavirus. Dalla ricerca ‘Le flotte non si fermano’, nell’ambito dell’Osservatorio promosso (a metà aprile) da Top Thousand tra ‘fleet’ e ‘mobility manager’ di grandi aziende emergono chiaramente alcuni temi: dalla proroga dei contratti alla sfida della sanificazione dei veicoli, dall’offerta di auto di minore cilindrata alla tendenza a ricorrere meno allo sharing. Lo studio ha preso in considerazione un campione di 35 fleet e mobility manager di grandi e medie imprese italiane (anche fuori dall’Osservatorio), con un parco totale di 56.240 veicoli.

Il lockdown è stato totale per il 64% delle aziende 

Lo stato di partenza non è favorevole. Il covid-19, infatti, ha molto condizionato anche il lavoro delle aziende e dei gestori delle flotte e, per questo, solo il 24% del campione ha risposto asserendo che non ci sono stati blocchi dell’attività della propria azienda, mentre il 12% ha dichiarato un fermo totale e il restante 64% uno stop parziale. Evidenti quindi anche le ricadute sulla gestione del parco veicoli, con molte auto costrette a rimanere parcheggiate (nel 44% dei casi l’attività del fleet manager si è bloccata: il 16% totalmente e per il 28% in parte), anche se oltre la metà (56%) ha continuato a portare avanti le attività, soprattutto grazie alla formula dello smart working. 

In arrivo proroga contratti e down-sizing

Sono rilevanti gli effetti previsti nel settore con l’entrata in vigore della fase 2. Interrogati su quali saranno le principali conseguenze sulla car policy della propria azienda, il 61% si è detto infatti pronto a ricorrere (e molti lo hanno già fatto) alle proroghe contrattuali. Il 12% stima che ci sarà una forte riduzione dei veicoli in car sharing e la stessa percentuale prevede il down-sizing delle vetture (auto più piccole in termini di cilindrata) e un rallentamento dei progetti green. Il numero delle auto in fringe benefit, secondo la ricerca di Top Thousand, calerà appena per il 9% dei fleet manager, mentre per un esiguo 6% la ripartenza non porterà alcun impatto sulle flotte. 

La sanificazione dei veicoli, la sfida della fase 2

C’è una nuova sfida da affrontare durante la ‘ripartenza’ dopo il lockdown e riguarderà la sanificazione dei veicoli: un tema alla ribalta sin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria e che nelle realtà aziendali riguarda principalmente le auto in pool e in car sharing. Tre fleet manager su quattro (76% del campione) hanno dichiarato che saranno istituite procedure di sanificazione dei veicoli destinati alla condivisione in azienda. Oltre il 20% le effettuerà dopo ogni utilizzo, la maggior parte settimanalmente. In generale, si tratta di un argomento che i gestori dei parchi auto stanno approfondendo per fare chiarezza al proprio interno e poter dare risposte certe anche ai driver.

Più dubbi sui tempi dell’elettrificazione del parco

L’ultimo tema ha riguardato l’elettrificazione. Se fino a marzo trovare un equilibrio tra l’esigenza di mantenere il giusto mix di motorizzazioni all’interno della flotta e l’adeguamento alla transizione energetica era una priorità per molti gestori dei parchi auto, oggi qualcosa è cambiato. Un fleet manager su tre è infatti convinto che questo processo subirà un rallentamento: alcune aziende che avevano pianificato l’inserimento in flotta di veicoli elettrici ora si concentreranno al 100% sulla ripresa, con conseguenze ben precise sulla car list. Da rilevare, inoltre, che finora il 48% dei fleet manager amette di non aver ancora adottato soluzioni per la ricarica dei veicoli elettrici e ibridi plug-in.

A cura di: Fernando Mancini
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