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Mercato veicoli commerciali, calo più contenuto a giugno

Pubblicato il 23/07/2020

Si vede una luce in fondo al tunnel. Con la fine della fase acuta dell’emergenza coronavirus, che ha prodotto effetti molto duri sull’intera economia, si registra un calo più contenuto per il mercato dei veicoli commerciali. A giugno la flessione relativa alle immatricolazioni è pari, infatti, solo ad un -5,8%, complice la ripresa delle attività e la necessità di consegnare le merci.

È la fotografia scattata dal Centro Studi e Statistiche Unrae, secondo cui nel mese di giugno sono stati immatricolati 16.000 autocarri con ptt fino a 3,5t rispetto ai 16.990 dello stesso mese del 2019. Il crollo degli acquisti è stato evidente nei mesi di marzo, aprile e maggio, dove rispettivamente sono state registrate flessioni pari a -71%, -90% e -33%. Il primo semestre del 2020 è stato caratterizzato da una perdita di 1/3 dei volumi per i veicoli da lavoro. Si stima una flessione del 36% con 61.749 immatricolazioni. Se ne contavano, invece, 96.433 a gennaio-giugno dello scorso anno.

L’appello al Governo

Il nostro Paese sta cercando di tornare a livelli più regolari di operatività, ma lo scenario di grande incertezza non giova alla domanda interna e agli investimenti delle Aziende - esordisce Michele Crisci, Presidente dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, nel commentare i risultati del mercato. Nonostante le profonde difficoltà, il Governo italiano tarda a mettere in campo seri interventi strutturali di sostegno al settore automotive e al comparto dei veicoli da lavoro. E non sono certamente sufficienti i contributi 2019-2021 per gli investimenti nell’autotrasporto, che interessano la sola fascia dei veicoli commerciali più pesanti, e che ancora devono trovare una completezza dell’iter di approvazione”.

L’Unrae teme che senza interventi strutturali il mercato possa chiudere l’anno 2020 con una caduta del 26% e 140.000 veicoli complessivamente immatricolati. L’associazione lancia un appello affinché vengano adottati incentivi per l’acquisto di veicoli nuovi a fronte di rottamazione di quelli più obsoleti e l’aumento del credito d’imposta dal 6 al 12%.

Crolla il noleggio

Nei primi 5 mesi del 2020 l’Unrae sottolinea una flessione superiore al 40% per tutti i canali di vendita. “In particolare - si legge nella nota diffusa dall’Associazione delle Case automobilistiche estere - i privati segnano un -40,4% e un recupero di quota di quasi 1 punto che li porta al 22,8% del totale. La flessione del 59% delle autoimmatricolazioni e del 39% delle altre società determina il calo del 41,5% delle società nel complesso, con una quota che sale anch’essa di quasi 1 punto al 48,9%”.

Ad andare peggio è soprattutto il segmento del noleggio: gli acquisti in questo campo hanno registrato la peggiore performance. Si stima una perdita della metà dei volumi (-46,1%) e una discesa al 28,3% di quota di mercato (-1,8 p.p.).

A nche sul fronte dell’alimentazione si registrano forti flessioni: l’Unrae fa sapere che il diesel perde 30.000 veicoli, con un calo del 42,5% in linea con il mercato totale, benzina e metano vanno giù di oltre il 50%, il Gpl cala del 76,5% e le elettriche del 21,8%.

Boom di veicoli ibridi

Viaggiano sulla lunghezza d’onda opposta i veicoli ibridi che immatricolano 1.186 unità rispetto alle 55 di un anno fa: raggiungono così il 2,6% di quota e superano nel ranking il Gpl. I veicoli ibridi hanno tanti vantaggi dalla loro parte: i proprietari risparmiano sia sui costi del bollo auto che dell’assicurazione. Più basso il premio assicurativo.

A presentare il segno più ci sono pure (+1,1%) le emissioni medie di CO2 dei veicoli con ptt fino a 3,5t che nei primi 5 mesi dell’anno raggiungono i 163,4 g/km rispetto ai 161,6 del gennaio-maggio 2019.

A cura di: Tiziana Casciaro
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