Mercato auto Ue: in frenata per l’ottavo mese consecutivo

30/05/2019

Mercato auto Ue: in frenata per l’ottavo mese consecutivoMercato europeo dell’auto ancora in frenata, per l’ottavo mese consecutivo, nonostante le esigenze di sostituzione di un parco circolante che si sta avvicinando a 300 milioni di autovetture.

Lo scorso aprile le vendite di nuove vetture nel Vecchio Continente (Ue+Efta) sono scese dello 0,5% rispetto allo stesso mese del 2018 a 1.344.863 unità.

Nella sola Ue il calo è stato più contenuto (a -0,4%) grazie all’effetto locomotiva esercitato da tre dei cinque principali mercati, come Spagna (+2,6%), Italia (+1,5%) e Francia (+0,4%), mentre forti contrazioni hanno caratterizzato Regno Unito (-4,1%) e Germania (-1,1%). Complessivamente, secondo i dati diffusi dall’Associazione dei costruttori di auto europei (Acea), nei primi quattro mesi dell'anno le immatricolazioni sono calate del 2,5% a 5.491.050 unità. 

La performance riflette il quadro congiunturale

Guardando all’intero primo quadrimestre, la domanda di nuove auto nell'Unione europea è diminuita del 2,6% a un totale di 5,3 milioni di unità registrate. In questo periodo i mercati di Germania e Francia sono rimasti quasi piatti, mentre le immatricolazioni sono diminuite in tutti gli altri maggiori mercati: dall’Italia (-4,6%) alla Spagna (-4,5%), al Regno Unito (-2,7%) rispetto allo stesso periodo del 2018.

La performance registrata in aprile è coerente con la fase di congiuntura fiacca che sta interessando l’area. 

Promotor, si sentono ancora effetti da demonizzazione diesel

Secondo il presidente di Promotor, Gian Primo Quagliano il presidente, “le preoccupazioni per il quadro economico incidono negativamente sulla propensione all’acquisto di nuove auto, penalizzate anche dalla demonizzazione del diesel, che crea incertezza nei potenziali acquirenti”.

Lo scorso mese abbiamo sì visto in diversi mercati guida (tra cui quelli del Regno Unito e dell’Italia) un rallentamento della caduta delle richieste di auto diesel “ma – aggiunge Quagliano – resta comunque consistente e va a beneficio sopratutto delle auto a benzina che, come è noto, hanno emissioni di CO2 superiori a quelle delle auto diesel”. 

L’alimentazione alternativa non decolla

D’altronde, secondo le statistiche Acea, nel trimestre ad aprile quasi il 60% di nuove vetture immatricolate erano alimentate a benzina, mentre meno di un terzo erano a gasolio e quelle con propulsioni alternative – in timida ascesa - rappresentavano l’8,5%. In altre parole, conclude il presidente di Promotor, “vengono quindi, almeno per il momento, deluse le attese delle autorità di Governo nazionali e locali che hanno decretato l’ostracismo al diesel”.

Considerando le prospettive dell’economia e il persistente effetto negativo sulle vendite della demonizzazione del diesel, secondo il Centro Studi Promotor, si può prevedere che nell’intero 2019 le registrazioni di nuove vetture nell’area Ue+Efta saranno 15.200.000, che è un livello inferiore del 5% al massimo toccato nel 2007 a quota 16 milioni di vetture vendute. 

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A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave: Acea, auto, immatricolazioni, aprile, diesel
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