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Mercato auto in rosso in Europa

Il mercato auto in Europa è di nuovo in crisi. Nel mese di ottobre si registra un calo pari al 7%. In 10 mesi sono 3,6 milioni le vetture in meno. La flessione interessa anche l'Italia, nonostante il segnale di ripresa che aveva contribuito a riportare il segno più a tutto il continente.

Pubblicato il 24/11/2020

Torna il brutto tempo per l’auto in Europa, nonostante un segnale di lieve ripresa registrato a settembre. Le immatricolazioni nell’Europa Occidentale sono di nuovo ‘in rosso’. Ad ottobre se ne contano 1.129,223: parliamo di un calo pari al 7,1% rispetto allo stesso mese del 2019.

L’Acea, associazione dei costruttori europei, calcola 9.696.928 auto vendute con una flessione pari al 27,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In deficit anche i mercati auto in Italia (-0,2%) e in Germania (-3,6%), che a settembre avevano messo a segno dei risultati positivi.

Perdite ancor più pesanti, invece, per gli altri tre maggiori mercati europei. Giù Spagna (-21%), Francia ( -9,5%) e Regno Unito (-1,6%). Funziona, invece, in Europa il mercato auto in Romania (+17,6%) e in Irlanda (+5,4%).

In Italia rottamate 125mila auto inquinanti

In Italia il mercato è tornato in stagnazione una volta esauriti gli inventivi statali. Ad affermarlo è Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere. “Da luglio a ottobre 2020, in soli quattro mesi, grazie agli incentivi ‘allargati’, sono state rottamate circa 125.000 vetture, mentre nei 15 mesi precedenti, con gli incentivi limitati alla fascia 0-60 g/Km, le rottamazioni sono state appena 7.000. Senza la spinta alla rottamazione, che stimiamo abbia interessato il 70% delle auto incentivate nella fascia 61-110 g/Km, non solo avremmo avuto un minore introito IVA per lo Stato, ma non saremmo riusciti a liberare le nostre strade da decine di migliaia di auto inquinanti e poco sicure”, il commento del ‘numero uno’ dell’Unrae.

Il sodalizio sostiene che la transizione ‘verde’ in Italia sia ostacolata anche dai ritardi nella dotazione di infrastrutture di ricarica elettrica. Da qui la richiesta di misure più efficaci per sostenere il settore in tutte le sue componenti.

Giù il mercato auto in Francia

Per la Francia la flessione sul fronte del mercato auto è quasi a doppia cifra. Le immatricolazioni registrano un calo del 9,5%. Nell’ambito delle alimentazioni, inoltre, si segnala una perdita di 10 punti percentuali del motore a benzina che si attesta al 48,4% e di 3 punti percentuali del diesel che si attesta al 31,1% di rappresentatività. Vendute 179.555 auto ibride. Ottima performance, poi, per i veicoli elettrici, che triplicano la propria rappresentatività attestandosi al 6,0% di quota.

Ottobre negativo per la Germania

Nonostante la crescita registrata a settembre, le immatricolazioni di ottobre sono state inferiori a quelle dello stesso periodo dello scorso anno. Il cumulato dei primi 10 mesi dell’anno resta negativo con 2.316.134 veicoli in meno.

Giù anche le vendite diesel che sono passate da una quota del 2019 pari al 32% all’attuale 29%. Buoni i risultati delle immatricolazioni dei veicoli a propulsione alternativa.

Flessione a doppia cifra in Spagna

Le immatricolazioni di auto nuove in Spagna hanno subìto un calo a doppia cifra nel mese di ottobre: in 10 mesi si è perso il 36,8% delle vendite. Secondo l’ANFAC, associazione di categoria spagnola, la pandemia in corso e la conseguente incertezza stanno causando una contrazione generalizzata delle vendite, che potrebbero tuttavia risultare ancora peggiori se non ci fossero i piani di sostegno messi in campo per il settore.

Il mercato è in difficoltà per tutti i canali di vendita: in particolare – si legge nell’ultima indagine di Unrae - il noleggio perde il 46,2% con 2.884 unità e i privati calano del 22,7%.

Toccati i livelli più bassi dal 2011 nel Regno Unito

Non va sicuramente meglio per il mercato auto del Regno Unito con 140.945 di immatricolazioni nuove contro le 143.251 di ottobre dello scorso anno. Si registra il livello più basso da ottobre 2011 quando di immatricolazioni se ne contarono 134.944.

Nei primi 10 mesi del 2020 la flessione è pari al 31,0%. Cali a doppia cifra pure per i motori diesel e benzina, rispettivamente pari a -38,4% e a -21,3% nel mese di ottobre.

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A cura di: Tiziana Casciaro
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