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La RC Auto in Italia costa di più degli altri grandi Paesi europei

Pubblicato il 23/07/2020

Il 18 giugno 2020 l’IVASS ha presentato la “Relazione annuale sull’attività” svolta dall’Istituto, all’interno della quale è presente un interessante raffronto dell’RC auto italiana rispetto a quella di altri grandi Paesi dell’Unione Europea (Francia, Spagna, Germania, Regno Unito).

Le principali evidenze dello studio dall’IVASS sono le seguenti:

  • Considerando il premio RC netto, ovvero escludendo componenti fiscali e parafiscali, a fine 2018 l’RC Auto italiana costava 90€ in più rispetto alla media degli altri Paesi considerati;
  • Tale differenziale di prezzo (o gap) si è significativamente ridotto negli anni, passando dai 203€ del 2012 ai 90€ di fine 2018 (-55%);
  • Il maggior prezzo per i consumatori italiani è spiegato dal maggior costo dei sinistri sostenuto in Italia dalle assicurazioni (quantificato in 89€) e dal maggior ammontare delle spese di acquisizione e gestione delle polizze (19€). Conseguentemente il margine tecnico per polizza delle Compagnie di assicurazione in Italia è negativo, nonostante gli Italiani paghino più degli altri cittadini europei. Una situazione in cui perdono tutti

Segugio.it, leader nella comparazione assicurativa in Italia, ha integrato le analisi svolte da IVASS al fine di determinare quale sia l’effettivo differenziale di prezzo che grava sulle tasche degli Italiani, e quali contromisure possano adottare i consumatori per ridurre il costo della polizza.

Occorre innanzitutto notare che i consumatori pagano un premio assicurativo lordo, ovvero comprensivo di imposte e oneri parafiscali (in Italia, il cosiddetto Contributo al Servizio Sanitario Nazionale). La somma delle due componenti porta ad un’aliquota complessiva del 26,2% in Italia, contro una media degli altri paesi del 18,4%.

Applicando questa aliquota, il maggior premio lordo effettivamente sborsato dagli Italiani per ogni mezzo assicurato è pari a 135€ circa.

Quali strumenti hanno dunque a disposizione i consumatori Italiani per ridurre il gap con l’Europa? Come fa notare la stessa IVASS, la distribuzione assicurativa Italiana è ancora prevalentemente concentrata (82%) sul canale tradizionale (agenti e broker), canale che presenta un costo medio per il consumatore più elevato rispetto all’e-commerce assicurativo (imprese dirette e telefoniche), ancora relativamente poco diffuso in Italia (14,5%).

Parallelamente, il tasso di retention RCA, ovvero la percentuale di consumatori che non cambiano Compagnia di assicurazione per il proprio mezzo, si attesta a fine 2019 a circa l’82%. Questo significa che buona parte dei consumatori rinuncia all’opportunità di cambiare Compagnia di assicurazione (o rinegoziare con la propria) e realizzare un risparmio che potrebbe almeno in parte controbilanciare i maggiori costi assicurativi del nostro Paese rispetto all’Europa.

Il confronto delle polizze assicurative rappresenta una forte opportunità di risparmio. I consumatori devono diventare più attivi ed approfittare dei prezzi bassi di questo periodo per cambiare Compagnia o rinegoziare con la propria. Auspicabilmente in tempi brevi l’introduzione del contratto base, che renderà più facilmente confrontabili i prodotti RC Auto, contribuirà alla trasparenza e concorrenza del settore, a beneficio dei consumatori.

A cura di: Emanuele Anzaghi
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